Il settore automobilistico europeo continua a inseguire l’elettrico come se fosse l’unica strada possibile, anche quando i numeri raccontano una storia diversa. I risultati e i piani industriali di Volkswagen e Renault mostrano con chiarezza una contraddizione: conti sotto pressione, ristrutturazioni e margini più deboli, ma una strategia che continua a puntare quasi esclusivamente sulla transizione elettrica.
Volkswagen taglia costi e posti di lavoro
Il gruppo Volkswagen ha annunciato un piano che prevede il taglio di circa 50 mila posti di lavoro entro il 2030. Nella lettera agli azionisti che accompagna i risultati del 2025, l’amministratore delegato Oliver Blume sottolinea che il gruppo ha già iniziato il percorso di riduzione dei costi.
Blume afferma che “abbiamo realizzato risparmi per 1 miliardo nel 2025 e siamo sulla strada giusta per raggiungere l’obiettivo di oltre 6 miliardi di euro di risparmi annui entro il 2030”. Nel frattempo la forza lavoro è già scesa del 2% nel 2025, con 662.900 dipendenti, mentre accordi sindacali precedenti prevedevano già un taglio di 35 mila posti.
Utili quasi dimezzati
Il quadro finanziario racconta una fase molto meno brillante rispetto agli anni precedenti. Volkswagen ha chiuso il 2025 con un utile netto di 6,9 miliardi di euro, quasi dimezzato rispetto ai 12,4 miliardi del 2024. Anche altri indicatori mostrano una contrazione. Il margine lordo è sceso da 59,47 a 51,24 miliardi di euro, mentre il risultato operativo è crollato del 53,5% a 8,9 miliardi.
Le vendite globali sono rimaste sostanzialmente stabili a 9,022 milioni di veicoli, lo 0,2% in meno rispetto all’anno precedente, mentre i ricavi si sono ridotti dello 0,8% a 321,9 miliardi. Il gruppo ha comunque registrato un ritorno all’utile finanziario, pari a 439 milioni di euro, dopo una perdita di 2,25 miliardi l’anno precedente. Il dividendo però è stato tagliato del 17%.
La scommessa continua sull’elettrico
Nonostante i segnali di rallentamento, la strategia resta saldamente ancorata alla transizione elettrica. In Europa gli ordini sono cresciuti del 13%, ma il dato è trainato soprattutto dai veicoli elettrici, aumentati del 55%, che rappresentano il 22% degli ordini complessivi del gruppo. Blume ha spiegato che Volkswagen sta entrando nella sua “prossima fase di trasformazione” per affrontare un contesto economico profondamente cambiato. “Siamo determinati a proseguire nel percorso che abbiamo intrapreso”, afferma il manager.
La strategia prevede nuovi modelli, tagli ai costi e una forte accelerazione tecnologica. “Nel 2026 lanceremo una mobilità elettrica abbordabile con tecnologia premium”, spiega Blume, aggiungendo che il gruppo punta a nuovi progressi “nelle batterie, nel software e nella guida autonoma”. Nel frattempo il mercato azionario ha reagito positivamente ai conti, con il titolo Volkswagen in rialzo a Francoforte.
Renault accelera sull’elettrificazione
Anche Renault segue una traiettoria simile. Il gruppo francese ha presentato a Parigi il piano industriale futuREady, che prevede una forte espansione della gamma e una nuova offensiva sui veicoli elettrici. L’amministratore delegato François Provost ha annunciato il lancio di 36 nuovi modelli entro il 2030. Di questi, 22 arriveranno in Europa, mentre 14 saranno destinati ai mercati internazionali.
Secondo Provost “in Europa arriveranno 22 nuovi modelli, di cui 16 elettrici, mentre nel resto del mondo ne lanceremo altri 14”. Il gruppo prevede anche una nuova piattaforma elettrica modulare denominata RGEV Medium 2.0, con architettura a 800 Volt e ricariche ultra rapide fino a 10 minuti entro il 2030.
Obiettivo: due milioni di auto l’anno
Renault punta a vendere 2 milioni di vetture all’anno entro il 2030, rispetto agli 1,6 milioni attuali, con metà delle vendite fuori dall’Europa. In Europa la trasformazione sarà radicale. Il gruppo ha annunciato che entro il 2030 non venderà più auto con soli motori a benzina o diesel. Il target è 100% di vendite elettrificate nel continente, con una divisione prevista tra 50% veicoli elettrici e 50% ibridi.
Lo stesso obiettivo si riflette anche nei marchi del gruppo. Dacia dovrà arrivare a due terzi delle vendite elettrificate, mentre Alpine continuerà con modelli ad alte prestazioni e serie limitate.
Il mercato resta più prudente
Nonostante l’ambizione del piano, la reazione della Borsa è stata tiepida. Dopo la presentazione della strategia, il titolo Renault ha guadagnato appena lo 0,5%, molto meno dell’indice CAC 40, salito dell’1,6%. Secondo diversi analisti il piano non presenta grandi sorprese e lascia aperti molti interrogativi sulla reale capacità di crescita, soprattutto al di fuori dell’Europa.
Per raggiungere l’obiettivo di 2 milioni di veicoli l’anno, Renault dovrà mantenere una crescita delle vendite di circa il 4,2% annuo, superiore al 3,2% registrato nel 2025.
Un’industria che insiste nella stessa direzione
I numeri raccontano una fase complessa per l’automotive europeo: utili sotto pressione, ristrutturazioni e piani industriali sempre più costosi. Eppure la risposta delle grandi case resta la stessa. Tagliare i costi, riorganizzare la produzione e continuare a investire massicciamente nell’elettrico. Una strategia che, almeno per ora, non sembra sostenuta con la stessa convinzione dai conti e dal mercato. E che rischia di lasciare l’industria automobilistica europea sempre più esposta mentre la concorrenza globale – soprattutto asiatica – corre molto più velocemente.
Enrico foscarini, 10 marzo 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


