Black out, siamo a corto di energia

Basta chiudere gli occhi per ritrovarsi al buio

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Ecco il nuovo numero di Wall Street Italia. Abbiamo concentrato molto le nostre energie nell’affrontare i temi legati alla “carenza energetica”. Vi raccontiamo scenari e soluzioni, ma soprattutto, vista l’importanza dei contenuti abbiamo deciso di regalare una copia in pdf a tutti coloro che useranno il coupon allegato a questo articolo. Basta inquadrare il codice.

 

 

Basta chiudere gli occhi per ritrovarsi al buio.

Basta non rendersi conto di essere totalmente dipendenti da altri Paesi, da altre nazioni, per ritrovarsi al buio, al freddo, al verde. La situazione che si è generata quest’anno appena trascorso è gravissima. Le difficoltà nell’approvvigionamento di gas e di altre forme energetiche, ci dice come gli occhi siano rimasti chiusi per anni. Ed ora la dipendenza economica è scritta. Si tratta di una dipendenza che non sarebbe mai dovuta esistere e che, invece, esiste eccome e rischia di mettere a soqquadro un continente intero, e con questo il nostro Paese.

La situazione è grave. Pensate l’Italia riceve la stragrande maggioranza del gas dall’estero. Ne produciamo davvero poco tra le terre e i mari amici e quel poco che produciamo
finisce in fretta. La fetta più grossa arriva dalla Russia, da Gazprom e dai suoi gasdotti. Anzi, dal suo gasdotto: Stream 1. Attraverso questo enorme “tubo”, che spacca in due l’Europa, il gas arriva fin dentro le nostre case.

Ma il gas non serve solo per far partire il fornello con cui cuocere i nostri pranzetti. La scarsità del gas si traduce in scarsità anche per alimentare le centrali elettriche, per accende-re le luci nelle strade di città, nel far funzionare milioni di mezzi di trasporto, nello scaldare le nostre case, nel per- metterci di svolgere moltissima della nostra vita quotidiana.

Insomma “Senza Gas” possiamo scriverlo, come fosse il titolo di un articolo di giornale, ma non possiamo né contemplarlo, né immaginarlo. Mancano circa sessanta giorni da vivere ancora e da resistere prima di avere la stagione fredda e brutta alle spalle. Sono sessanta giorni che però vanno già investiti sul futuro, in quel futuro in cui dovremo camminare ad occhi aperti. Perché se dovessimo riuscire a farcela, a superare indenni quest’inverno, nel giro di pochissimo tempo ne arri- verà un altro e un altro ancora e così facendo il Big crash, il Black-Out gigantesco arriverà sicuramente.

È ora di cambiare. Già, il cambiamento appunto. Rappresenta l’unica certezza delle nostre vite. Non ci credete? Fotografatevi tutte le mattine alla stessa ora nella stessa posizione. Fatelo per una anno e poi mettete in sequenza la visione di quel cortometraggio artigianale. Altro che se vi renderete conto del tempo che passa e di quanto cambiate ogni giorno.

C’è un proverbio che dice: “Quando soffia il vento del cambiamento ci sono persone che costruiscono muri, altri invece costruiscono mulini”. È arrivata l’ora dei mulini. È arrivato il tempo della rincorsa anche alle rinnovabili. È arrivato il tempo dell’Intelligenza e della Competenza, della responsabilità e della semplicità. Tutto in un unico tempo. Ma se apriamo gli occhi, ed è il caso di farlo, scopriremo un panorama unico davanti ai nostri sguardi. È un panorama che do- vrebbe autorizzarci a sognare cose grandi, e non di aver paura che una fiammella possa rischiare di spegnersi improvvisamente e di spegnerci altrettanto improvvisamente insieme ai nostri sogni…

09 Febbraio 2022 Leopoldo Gasbarro

 

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