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Le tre grandi illusioni degli investitori

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Nel 1937 esce il film “La grande illusione” del regista Jean Renoir. La trama è caratterizzata da due aspetti entrambi attuali: l’illusione di una pace universale e l’auspicio, anch’esso illusorio, che le persone siano tutte uguali, buone, e caritatevoli. Il film si svolge in ambiente militare durante la prima guerra mondiale: pezzi dello spazio geopolitico europeo contro altri pezzi dello spazio geopolitico europeo.

Più di un secolo dopo, l’Europa si è unificata. Pur con ancora grandi differenze dal punto di vista economico, dal punto di vista finanziario è diventato agevole, grazie all’indice Eurostoxx 50, investire con una sola operazione nei 50 titoli più importanti di Europa. Avete così eliminato una possibilità di diversificazione tra gli indici dei vari paesi perché questi tendono a salire e a scendere insieme nel corso degli stessi frangenti.

Succederà sempre di più quanto più, grazie a indici come questi, i titoli di una mega area geopolitica verranno comprati e venduti in blocco. Molto lentamente, col passare del tempo, il processo di globalizzazione proseguirà e si estenderà: avremo una unificazione progressiva di tutte le aree geopolitiche del globo e, un po’ alla volta, i mercati tenderanno a essere sempre più correlati, tema di cui ho già parlato.

Resta l’altra grande dimensione per la diversificazione che è il tempo. Potete diversificare acquistando e vendendo i titoli in tempi diversi: facendo cioè delle scelte legate al timing. Qui ci sono ancora molte differenze attribuibili al timing di entrata-uscita dai mercati. Purtroppo la maggioranza delle persone non sa valutare gli intervalli temporali corretti per usare come leva il timing. Provate a guardare la seguente figura:

La figura mostra, su un arco temporale di 20 anni, come è andato l’indice S&P500, mese per mese. Non sono differenze da poco. Il mese di Settembre, che è appena iniziato, è quello più negativo perché l’indice ha perso in media quasi l’1%, facendo cioè la media dei mesi di Settembre degli ultimi 20 anni: “Settembre nero”. Aprile, invece, è il mese più positivo perché l’indice ha guadagnato in media quasi il 3%. La differenza assoluta tra le medie dei due mesi, cioè uno scarto di quasi il 4%, è più che significativa e non è certo dovuta al caso. La si deve alle scelte degli uomini.

E qui si pone una questione. Nei dodici mesi dell’anno gli investitori hanno, a quanto pare, stati d’animo diverso. E parlo di stati d’animo perché non possono certo razionalmente supporre di saper prevedere con certezza quel che succederà mese per mese e come le cose cambieranno da un mese all’altro. Eppure, a guardare la figura, si comportano come se lo sapessero. Come mai? Perché qui agisce la prima grande illusione degli investimenti.

Essa consiste nel credere che le previsioni a tempi ravvicinati siano più accurate di quelle proiettate nel futuro lontano. Ciò è sempre vero, peraltro, per tutti gli altri futuri della nostra vita. Ma non negli investimenti, unica eccezione. In questo campo, a differenza di quasi tutti gli altri, le previsioni a lungo termine sono più affidabili. Per esempio, nel caso del meteo: il 70% delle volte le condizioni meteo di domani sono quelle del giorno prima e, comunque, a breve sono meglio prevedibili che a lungo termine.

Quando salirà l’inflazione?

Esattamente non si sa, ma salirà. In agosto l’inflazione dell’area Euro ha fatto un balzo, imprevisto dai più, del 3%, ma sarà una crescita stabile e duratura? Quando saliranno i tassi? Esattamente non si sa, ma saliranno. E così via. L’illusione dei tempi brevi è perversamente collegata all’illusione delle previsioni. Questa, a sua volta, dipende dall’illusione della bravura. Sui tempi brevi, alcuni investitori pensano, come talvolta anche i gestori, di essere più bravi degli altri. Ma la bravura in altri campi, dallo sport alla scienza, ha effetti duraturi e costanti nel tempo.

Per esempio, i campioni di tennis nelle vette delle classifiche mondiali o le squadre di calcio più brave: in questi casi si resta a lungo nelle posizioni apicali. Insomma, a breve termine, le previsioni in campo finanziario funzionano in modo opposto a quello che caratterizza tutti gli altri ambiti quotidiani, quelli a cui una persona si è abituata. Per questo si sono create e cumulate molte differenze a breve termine, per esempio tra i mesi dell’anno, come si vede dalla figura.

Oggi va di moda l’americana Cathie Wood che ha chiamato la sua impresa “Ark”, come l’Arca di Noè (più di due milioni e mezzo di link su Google). Wood dichiara testualmente: “Segui la volontà di Dio, unico modo per avere successo ed essere felice”. Affermazione forse blasfema. Se voi infatti considerate le sue scelte come dettate dall’Essere Supremo, constatate che talvolta la sua Divinità la punisce perché, per esempio, il fondo “Ark Innovation” in primavera è crollato da circa 130 a meno di 100 e ora vale 124.

La verità è più semplice.

Essendo divenuta un’icona in tempi di social (statunitensi, invero), molti seguono i suoi consigli e comprano i titoli da lei suggeriti. E’ convincente perché accompagna le sue scelte con una marea di spiegazioni disponibili a tutti. L’effetto non è altro che quello del vecchio concorso di bellezza descritto da Keynes: a breve termine vincerà il concorso di bellezza non il fondo migliore (o il viso più bello), ma quello che i più considerano il più bello. Purtroppo la bellezza, almeno quella dei concorsi di bellezza keynesiani è assai volatile, a differenza della bellezza della famosa statua di Bernini.

Meglio affidarsi dunque al messaggio lasciatoci dallo scultore Gian Lorenzo Bernini: “La verità svelata dal Tempo”, come recita l’opera mozzafiato conservata nella Galleria Borghese a Roma. D’altronde Bernini stesso, per pensare e fare la statua, ha impiegato molto tempo: ha cominciato nel 1645 e non aveva ancora finito al momento della sua morte (1680).

Così oggi abbiamo solo la statua della Verità, ma non quella del Tempo, che Bernini aveva progettato ma non ha scolpito. La Verità è una donna, con un’espressione curiosa: trattiene nelle proprie mani un piccolo sole, che simboleggia la Verità ormai rivelata, mentre le sue vesti vengono sollevate in alto, lasciandola completamente nuda: la pura e incantevole Verità. Bernini non lo sapeva, ma forse era stato anche lui stregato dal Tempo delle scelte finanziarie, quello che funziona sui tempi lunghi, troppo lunghi purtroppo per lui.

 

Paolo Legrenzi

 

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