Finanza

IL CASO DI BORSA

Elon Musk primo trilionario della storia

SpaceX debutta al Nasdaq con la più grande Ipo della storia e spinge il fondatore oltre i 1.000 miliardi di patrimonio

Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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Il mercato finanziario americano ha vissuto una delle giornate più significative degli ultimi anni con il debutto di SpaceX al Nasdaq, un’operazione che ha immediatamente riscritto le gerarchie della finanza globale. La società aerospaziale ha registrato una capitalizzazione superiore ai 2.000 miliardi di dollari, dopo una Ipo da 75 miliardi, la più grande mai realizzata nella storia dei mercati.

Il titolo ha aperto a 150 dollari, in crescita dell’11% rispetto al prezzo di collocamento fissato a 135 dollari, per poi accelerare fino a 176,52 dollari, con rialzi superiori al 30% nelle fasi successive. Un esordio che ha attirato una domanda enorme da parte di fondi sovrani, asset manager globali e investitori privati.

Elon Musk oltre la soglia dei mille miliardi

L’effetto diretto del rally è stato immediato sul patrimonio di Elon Musk, che secondo le stime aggiornate ha visto la sua ricchezza salire da circa 700 miliardi a quasi 1.100–1.160 miliardi di dollari, rendendolo di fatto il primo “trilionario” della storia economica moderna.

Gran parte della ricchezza resta concentrata nelle sue partecipazioni in Tesla, valutata circa 280 miliardi di dollari, e soprattutto in SpaceX, che da sola rappresenterebbe una quota da oltre 800 miliardi. Un’accelerazione che consolida ulteriormente la centralità di Musk nel panorama tecnologico globale.

“Pensavo che l’azienda sarebbe fallita”

Nel corso di un intervento alla base di Starbase in Texas, Musk ha ripercorso con toni diretti le origini del progetto, affermando: “È difficile credere che una piccola azienda stia debuttando in Borsa con la più grande Ipo di sempre. Se qualcuno mi avesse detto che tutto questo sarebbe successo davvero, avrei pensato: ‘Amico, devi esserti fumato roba davvero pesante’. Pensavo che l’azienda sarebbe fallita”.

Lo stesso Musk ha sottolineato come le probabilità di successo iniziali fossero estremamente basse, aggiungendo: “Ho continuato a dare tutto me stesso, ma davo a SpaceX meno del 10% di probabilità di riuscita. A dire il vero, lo dicevo apertamente: ‘Guardate, falliremo probabilmente, ma ci proveremo comunque; perché se non lo facciamo noi, se non c’è una nuova azienda che entra nel settore spaziale, non diventeremo mai una civiltà veramente proiettata nello spazio'”.

Una visione che guarda oltre la Terra

La traiettoria di SpaceX non si limita ai mercati finanziari, ma si inserisce in una visione industriale e tecnologica più ampia, centrata sull’espansione nello spazio. Musk ha ribadito l’ambizione di rendere accessibili viaggi verso Luna, Marte e oltre, dichiarando: “Vogliamo poter portare chiunque desideri andare sulla Luna, su Marte o in qualsiasi punto del sistema solare, e forse anche oltre. A un certo punto, vogliamo poterci portare proprio voi”.

E ancora: “Non solo e non soltanto pochi astronauti. Intendo dire proprio voi: chiunque stia guardando questo video, sappia che SpaceX vuole potervi portare sulla Luna, su Marte e, in ultima analisi, oltre”. Una prospettiva che rafforza la narrazione di una space economy sempre più vicina alla scala industriale.

Effetto domino sui mercati e sugli investitori

La IPO ha generato una domanda superiore di oltre tre volte rispetto all’offerta iniziale, con ordini provenienti da investitori istituzionali e retail. Secondo le stime, circa 4.400 dipendenti SpaceX sono diventati milionari grazie alla distribuzione azionaria legata al collocamento.

Il successo dell’operazione arriva in una fase delicata per Wall Street, segnata da forti oscillazioni delle big tech e da timori di sopravvalutazione del settore. Tuttavia, il debutto di SpaceX viene già considerato un riferimento per le prossime grandi quotazioni, incluse quelle di realtà come Anthropic e OpenAI.

In questo contesto si inseriscono anche le speculazioni su possibili future operazioni strategiche, tra cui l’ipotesi di un’integrazione con Tesla, scenario che, se realizzato, ridisegnerebbe ulteriormente l’intero ecosistema industriale guidato da Musk.

Enrico Foscarini, 12 giugno 2026

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