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L’Europa ha una nuova priorità: le recensioni online

L'Europa soffoca settori chiave con regole miopi, ma trova tempo per una legge contro le false recensioni online

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Europa inutile

Benvenuti in Europa nel mercato delle recensioni false, vendute a pacchetto come caramelle: 100 recensioni positive a 300 euro, singole «stellette» a 16 euro. Solo nel 2022 TripAdvisor ha rimosso 1,3 milioni di recensioni false, il 4,3% del totale. E in Italia, paese tra i più colpiti insieme a Russia, India e Stati Uniti, l’82% delle prenotazioni alberghiere e il 70% delle scelte dei ristoranti si basa proprio su questi commenti. In pratica, otto persone su dieci decidono dove dormire o mangiare in base a recensioni che potrebbero essere pura invenzione.

Bruxelles scopre il problema: meglio tardi che mai?

Così l’Unione europea – che nel frattempo impone regole assurde a settori vitali come automotive e informatica, o predica austerity mentre l’economia ristagna – ha trovato il tempo per una legge sulle recensioni. Entro fine anno anche l’Italia approverà un decreto che renderà illegale lasciare commenti senza aver realmente usufruito del servizio.

Le nuove regole obbligheranno chi recensisce a fornire prova dell’identità e a scrivere entro 15 giorni dall’esperienza. Inoltre, recensioni vecchie di oltre due anni potranno essere eliminate, e gli esercenti avranno il diritto di replica e di cancellazione di contenuti ingannevoli.

Amazon e i tribunali: la guerra legale alle recensioni fasulle

Il problema non riguarda solo il turismo in Europa: anche l’e-commerce è invaso da recensioni inventate. Amazon, per esempio, ha ottenuto dal Tribunale di Milano la chiusura del sito Realreviews.it, che rimborsava i clienti in cambio di recensioni positive. Una vittoria importante, che mostra come il business delle recensioni false sia diventato un’industria parallela capace di condizionare mercati e consumatori.

E attenzione: scrivere recensioni negative non sempre significa libertà di opinione. Una donna spagnola ha dovuto pagare 7mila euro tra multa e risarcimento per aver definito “bettola” un ristorante marchigiano: la differenza tra critica e diffamazione può costare cara.

Consumatori smarriti, mercati drogati

Per difendersi restano strumenti come ReviewMeta, che analizza l’autenticità delle recensioni Amazon, o semplici accorgimenti: diffidare da frasi generiche ed entusiaste, recensioni piene di emoticon o critiche troppo estreme.

Il problema resta: le recensioni condizionano prezzi, reputazioni e interi settori economici. L’Europa, che fatica a dare risposte concrete su crescita e competitività, si concentra su questo tema. Necessario, certo. Ma non è forse l’ennesimo esempio di priorità capovolte?

Enrico Foscarini, 21 settembre 2025

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