Mare e porti

Dal porto di La Spezia l’antidoto alla malattia dei fondali

Bucci sblocca la procedura che consentirà di trasferire i fanghi nei cassoni della diga di Genova. Via libera ai lavori del terminal Ravano

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Alla società spezzina Agnese e all’azienda veneziana La Dragaggi, in raggruppamento temporaneo di imprese, spetterà il compito di concretizzare quella che a tutti gli effetti può essere considerata l’operazione più innovativa e forse rivoluzionaria per risolvere un male cronico dei porti italiani: i dragaggi ovvero l’escavo dei fondali bloccato a più ripresa nella quasi totalità degli scali marittimi da provvedimenti giudiziari o da ricorsi ambientalisti centrati sul riutilizzo o lo smaltimento dei fanghi e dei materiali depositati sui fondali.

I materiali che verranno rimossi dai fondali del porto spezzino saranno trasportati via mare e utilizzati per riempire i cassoni di cemento che stanno componendo la nuova diga del porto di Genova.

In queste ore – secondo fonti bene informate – il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci (nella sua funzione di commissario straordinario), firmerà il decreto di adozione del piano dei dragaggi. Decreto che è, sia pure a un anno di distanza, “figlio” di un emendamento sul filo di lana al decreto legge sulla tutela ambientale approvato in Parlamento nel novembre 2024, frutto di un lavoro di squadra svolto dall’Autorità di sistema portuale, attraverso l’allora commissario all’ADSP, oggi segretario generale, Federica Montaresi, quindi perfezionato operativamente dal nuovo presidente in carica da autunno 2025, Bruno Pisano.

Con l’emendamento, le terre derivanti dagli scavi del primo e del terzo bacino – quello relativo al nuovo terminal Ravano, oggetto degli investimenti di La Spezia Container Terminal– diventeranno riempimento della diga di Genova. Le terre derivanti dai dragaggi potranno essere legate, in maniera più rapida, al cronoprogramma dell’esecuzione della nuova diga foranea di Genova invece di essere portate in discarica o nelle casse di colmata, con gli extra costi e gli extra tempi che tali procedure hanno comportato per la Spezia, ma anche per la maggioranza degli altri porti italiani.

Per altro, lo sblocco dei  dragaggi, primi quelli già partiti per la bonifica dello specchio acqueo prospicente la nuova area crociere del Molo Italia, e a seguire quelli per il cosiddetto Terzo Bacino, ha preceduto in queste ore di pochi giorni un’altra svolta storica: alla vigilia di Natale è stata pubblicata la sentenza numero 10297/2025 con la quale il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello proposto da Fincosit Srl e dalle altre imprese Suardi e Cmci del raggruppamento secondo classificato nella gara vinta dal raggruppamento Icop  per l’esecuzione dei lavori di ampliamento del terminal Ravano del porto di La Spezia operato da La Spezia Container Terminal (Lsct). Lavori che – come precisato dai vertici del terminal Ravano (controllato dal gruppo Contship) prenderanno il via già nelle prossime settimane, consentendo al porto di rafforzare in modo decisivo la sua presenza nel mercato dei trasporti container.

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