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La semplicità vince anche in finanza

La semplicità vince anche in finanza
La semplicità vince anche in finanza

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Complicare è semplicissimo, viceversa semplificare è complicatissimo. Eppure riuscirci in molti casi aiuta a raggiungere gli obiettivi. Probabilmente per questo tendiamo a complicarci il vivere quotidiano. Tendiamo ad aggiungere. Una sommatoria giornaliera di nuove ed improrogabili urgenze riducono la giornata come la sintesi perfetta di troppi e quasi inutili impegni amministrativi.

Aggiungere, aggiungere e aggiungere. E se provassimo a sottrarre? Sottrarre implica inevitabilmente assegnare un grado crescente di priorità alle priorità medesime. Sottrarre aggiunge reale valore a ciò che resta sul tavolo. Sottrarre paradossalmente somma valore agli obiettivi che generano effettiva qualità alle nostre giornate lavorative, anche in termini produttivi.

Semplificare dunque per aggiungere valore e qualità a quello che facciamo. Per gli addetti al wealth management, al risparmio a tutto tondo dei propri clienti significa portare valore aggiunto tramite scelte che anche se in prima battuta appaiono illogiche al raggiungimento di quanto condiviso, in realtà domani risulteranno vincenti.

Scelte che in finanza assumono un significato carico di aspettative e quasi privo di rischi, almeno nell’immaginario collettivo. La volatilità ad esempio che permette nel tempo di incrementare i volumi dei propri investimenti, viene percepita solamente al ribasso. Quando il controvalore della propria posizione risulta minore rispetto al pregresso, pensiamo di aver subito una perdita.

Tendiamo a ragionare per fotogrammi, quando in realtà l’investimento è un percorso dinamico un lungometraggio, dove il fattore tempo sarà sempre fondamentale per gestire l’emotività durante le fasi di alta volatilità dei mercati tramite scelte condivise e condivisibili.

Semplice? Anche no. Se lo fosse probabilmente l’educazione e consulenza finanziaria come quella comportamentale non sarebbero mai state oggetto di così tanti analisi, progetti ed interventi da parte di istituzioni e protagonisti del settore. Semplificare i concetti dovrebbe essere la linea guida degli addetti del settore per proporre ai propri clienti nuovi metodi nell’interpretare e considerare l’approccio agli investimenti.  Ascoltare, non sentire, i dubbi che regolarmente pervengono dai clienti, sperimentando ulteriori nuovi analogie come esempi da sviluppare negli incontri successivi.

“Purtroppo i logicamente deviati come me cercano nuove spiegazioni a temi già noti da riproporre ai più scettici.”

Il virgolettato di cui sopra riguarda una piacevole conversazione avuta con un consulente finanziario nonché amico dottore sportivo e pure musicista con cui spesso mi confronto per trovare nuove e  semplici soluzioni a vecchi complicati problemi circa il risparmio gestito.

Ideare semplici esempi che possano farci raggiungere l’obiettivo principale della nostra attività ossia evitare ai clienti quegli errori tipici nelle scelte finanziarie. Magari potremmo riuscirci sommando valore mentre sottraiamo errori semplicemente moltiplicando.

Come? L’esempio a seguire potrebbe esserci di aiuto condividendolo con la clientela.

Il rimborso del controvalore di un investimento durato decenni prevede due opzioni:

Opzione A:

  • l’accredito giornaliero di 5.000,00 € per 30 giorni.

Opzione B:

  • l’accredito giornaliero di 0,005 € raddoppiato ogni giorno per 30 giorni.

 

Capitalizzazione semplice oppure composta?

Scelte che appaiono contro intuitive portano a risultati diametralmente  ed esponenzialmente opposti. L’esempio, se volete banale, vuole porre il massimo dell’attenzione su come il risultato conseguito nel tempo, teoricamente a durata indefinita degli investimenti, genera un volume tale, che il semplice apporto delle sottoscrizioni della clientela non potrà mai eguagliare.

Nessun trucco nessun inganno, solamente metodo e perseveranza nel perseguire con costanza e disciplina quanto condiviso col proprio consulente.

Cinquemila euro contro cinque millesimi di euro sembra un paradosso. Eppure nei come ci approcciamo alle scelte si celano i perché dei risultati che desideriamo conseguire.

L’attenzione da sempre rivolta al cosa investire, cosa ottenere e cosa fare inevitabilmente distrae. Sostenere la clientela nelle fasi di passaggio dal cosa al come ed ai perché optare per un metodo piuttosto che per un prodotto, sarà sempre una valida soluzione alternativa per procrastinare anno dopo anno la durata degli investimenti.

Quale opzione scegliere dunque o “perché” scegliere quella opzione?

A voi la scelta.

 

Giovanni Cedaro, 4 aprile 2022