Ieri c’è stata l’Assemblea della Confindustria che è quello stanco rito a cui partecipa tutta la famiglia imprenditoriale italiana, cioè praticamente l’1% degli imprenditori italiani perché gli altri stanno a lavorare. Qualche cosa di nuovo il Presidente della Confindustria, mi sembra, rispetto alle passate gestioni ha cercato di dirlo: ha parlato molto dell’energia e anche della mancanza di competitività dell’Italia. Tutto stravero. La risposta della Meloni invece non è stata, devo dire la verità, particolarmente straordinaria.
La premier ha detto che l’Europa deve pensare ad evitare i dazi interni perché è molto difficile per le merci spostarsi nel Vecchio Continente, nonostante formalmente ci sia libertà di circolazione. Ma il vero problema che Giorgia Meloni dovrebbe affrontare, e lo dice uno zuppista come il sottoscritto che non ha nessun pregiudizio nei confronti di questo governo, che 26 mesi con produzione industriale in calo nella seconda manifattura d’Europa è una roba tremenda. Penso che la premier sia stata straordinaria nel posizionare l’Italia nella scena internazionale e di politica estera, come oggi nota anche Il Foglio, ma sia stata molto più debole sul piano economico.
Questo è un governo che ha incentivato le le auto elettriche aziendali rispetto a benzina e diesel. Io provo anche affetto nei confronti di questo governo, ma non ci prendessero per il culo. Dicono che il Green Deal non funziona, e siamo d’accordo. Combattono contro il Green Deal, e siamo d’accordo. Ma per quale motivo, se io ho un’auto diesel come auto aziendale pago molto di più rispetto a un’auto elettrica? Ma come caz*** è possibile che da una parte mi dici che ci sono i dazi interni in Europa, mi spieghi che il Green Deal fa cagare, e poi concretamente nel nostro paese, dove potrebbero legiferate, tengono questo atteggiamento pro-green?
Ma come è possibile?
Dopo due anni e mezzo di governo, qual è la grande riforma economica fatta? La flat tax c’era già, va bene l’ottimo concordato preventivo del viceministro Leo, ma per il resto poco o niente. Cioè: qual è stata la grande riforma economica, la grande liberalizzazione, il grande ricordo che abbiamo di politica economica di questi due anni e mezzo? Questo è un appello che io faccio al governo, a cui non sono ostile per preconcetto.
Questo governo sta tenendo benissimo i conti pubblici. Benissimo. E quando la Meloni rivendica le pagelle di Moody’s, la tenuta del debito pubblico, lo spread sotto il cento ha perfettamente ragione. Ma a parte la finanza pubblica, esiste la finanza e soprattutto l’industria privata. E su quello, ragazzi, abbiate pazienza, non mi sembra che qui ci sia granché da brindare. (…) Su tassazione, liberalizzazioni e deregolamentazioni questo governo, diciamo la verità, il segno non lo ha ancora lasciato.
dalla Zuppa di Porro
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