Speciale Elezioni Regionali 2020

Elezioni regionali, chi ha vinto e chi ha perso - Seconda parte

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5. Matteo Salvini non è riuscito ad assestare la spallata che sognava. Ma presentarlo come isolato (dalla notte scorsa questo è il tentativo di non pochi commentatori) appare abbastanza surreale. Un leader (il risultato di lista in Emilia-Romagna conferma questa ipotesi) che sul piano nazionale rappresenta un elettore su tre, è naturalmente al centro del ring. Gli si rimprovera di aver polarizzato il confronto: ma è suo interesse polarizzare ogni confronto, nella logica di una costante scelta di campo tra lui e gli altri. Continuerà a farlo, la previsione è facile: e realisticamente manterrà il centro della scena e dell’agenda mediatica.

6. Quasi nessuno sembra preoccuparsene (e meno che mai occuparsene), ma al centrodestra manca una visibile componente di impronta liberale, conservatrice ma libertaria. Numericamente, non so quanto potrebbe pesare: ma culturalmente, sarebbe necessaria per offrire una nuance che oggi non c’è. Serve a poco aggiungere altra folla in aree di destra che sono già saldamente ed efficacemente presidiate da Lega e Fratelli d’Italia, o alimentare antistoriche spinte confessionali e da destra tradizionalista. Forse varrebbe la pena di offrire al centrodestra del futuro un altro apporto, elettoralmente più piccolo ma capace di arricchire e aiutare le componenti oggi maggioritarie in quell’area. A volte è il tono che fa la musica: e il tono liberale sarebbe – a me pare – di grande aiuto.

Daniele Capezzone, 27 gennaio 2020

 

 

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