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Elezioni, suppletive a Siena: Letta vince (ma ha poco da festeggiare)

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Il segretario del Pd tira un sospiro di sollievo. Alle suppletive di Siena, Letta ha vinto con il 49,2% dei voti. Più indietro il suo principale concorrente, il candidato di centrodestra Tommaso Marrocchesi Marzi, che si ferma – se così si può dire – al 39,52%. Il segretario piddino prenderà il seggio lasciato vacante da Pier Carlo Padoan, ora presidente di Unicredit. Tutto bene, insomma. E infatti il leader del Pd, che si è presentato agli elettori senza il simbolo del partito di cui è capo (anomalia tutta italiana), non nasconde il suo entusiasmo. Eppure, a ben vedere, il confronto con l’ex ministro dell’Economia potrebbe stemperare un po’ la gioia per la vittoria odierna.

Per capirlo occorre infatti tornare indietro nel tempo e fare un confronto con quanto successo nel 2018: ovvero andarsi a leggere le percentuali dello scontro di tre anni fa, quando nel collegio Toscana 12 si confrontarono Padoan, Claudio Borghi (cdx) e Leonardo Fracci (M5S). In quell’occasione il centrosinistra prese il 36,2% dei voti, il centrodestra il 32,3% e i Cinque Stelle il 22,4%. Ecco il punto. Con l’arrivo di Conte alla guida dei grillini, infatti, Pd e pentastellati hanno trovato una sorta di accordo e il Movimento alle suppletive non ha presentato un suo uomo, facendo convergere il sostegno su Letta. Una prima prova di “patto” tra le due forze, allargato anche a Articolo 1 e Italia Viva. Se si va a confrontare la somma dei voti di Pd e M5S di tre anni fa con quanto emerso oggi, il risultato potrebbe non apparire così roseo per Letta. Ieri Padoan e Fracci, cioè Pd e M5S, avevano raccolto il 58,6% dei voti totali. Oggi invece Enrico si “ferma” al 49%.

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