Commenti all'articolo Exit poll Olanda, per i giornaloni la sinistra ha già vinto

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Roby
Roby
25 Maggio 2019 17:39

La cosa è molto più semplice di tante elucubrazioni che non portano a nulla. Solo confusione. Fate ragionamenti semplici, freddi e analitici e alla fine una sintesi ridotta all’osso. Non sanno più come tenere in piedi il baraccone del capitalconsumismo dei debiti. Punto. L’Olanda rappresenta lo zero virgola ma non sfuggirà neanche lei al tracollo prossimo futuro. La politica da moltissimo tempo è succube delle finanza dei consumi a debito. Il voto conta ZERO. Una sola medaglia a due facce x illudere il gregge che non sarà mai tosato e macellato. PALLE. Ma quando sarà l’ora un piccolo soffio farà crollare tutto senza sforzo. Matematicamente non regge. E ve lo dice uno che per oltre 3 decenni ha macinato numeri e grafici x un grosso gruppo. Le menti evolute che pensano di risolvere i problemi dei debiti facendoli pagare a quelli che sono ” OBBLIGATI ” e sottolineo obbligati a consumare ( anche col delirio tecnologico imperante ) oramai sono al capolinea. Questione di pochissimi anni e poi ci sarà il punto di non ritorno. La gente ha capito il gioco e non crede più a nulla. Adesso si arrampica sugli specchi dei partiti che fanno le rivoluzioni …………………………………in televisione. Ma sarà l’ultima volta anche x loro. E’ la solita logica dell’illusione che ci siano i salvatori. Ma di cosa… Leggi il resto »

carlottacharlie
carlottacharlie
24 Maggio 2019 18:48

Articolo in cui è spiegato tutto e bene.
Personalmente, quando sento parlare di multiculturalità, – forse perchè adoro la cultura quella che insegna e non solo la diversità dei cibi o delle vesti ma quella che fa capire le teste con cui si viene in contatto, le usanze del buon vivere civile, dell’educazione, delle religioni e delle tradizioni che tanti popoli tengono in gran conto e delle letture e degli scrittori e tanto altro, – capisco che le masse si fermano sempre al superficiale ed abusano della parola multiculturalità sentendosi gente internazionale senza vedano davvero chi gli sta davanti; se è un assalitore per tradizione e che collide con la loro civiltà, oppure un satanasso che rispetta talmente la sua religione che uccide per essa, un mentecatto- e ce ne sono, uno istruito o un ignorante, uno che davvero può insegnargli qualcosa e non una bestia.
Ecco, per questo a me la parola multiculturalità che, quelli che influenzano le menti vogliono inculcare nelle masse, è un multiculturalismo al ribasso e non mi attrae.
Per averne certezza basterebbe soltanto sfogliare una rivista e specialmente dedicata alle donne o quei giornali di sinistra che, almeno per me son la negazione del giornalismo, o ascoltare la stolta di turno in Tv.

Emanuele
Emanuele
24 Maggio 2019 17:16

Premessa: a mio avviso questi dati giovano proprio ai suddetti populisti perché l’elettorato, desideroso di cambiare, porterà loro più voti per la paura che nulla stia effettivamente cambiando.
Detto ciò ci sono due ipotesi possibili:
1) I gruppi di potere hanno capito poco di come si muove l’elettorato e ritengono più probabile la vittoria degli anti populisti.
2) I gruppi di potere hanno capito bene come si muove l’elettorato e hanno già raggiunto un primo accordo con i populisti.

È palese che gli exit pool delle europee e i sondaggi servano anche ad indirizzare l’elettorato. Aggiungendo che entrambi sono statistiche vorrei capire la ratio per cui i primi si possono diffondere mentre i secondi no.

Lino
Lino
24 Maggio 2019 16:10

Elimini ogni dubbio caro Massimo. Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

carlo
carlo
24 Maggio 2019 14:42

Sono d’accordo. Molte testate, tra cui purtroppo anche “Il Giornale”, danno per scontato il risultato elettorale per esempio in Olanda, parlando di “schiaffo ai sovranisti”, i quali, stando ai sondaggi preelettorali, avrebbero dovuto essere in testa. Gli exit-poll, invece, “gelerebbero” questo pronostico, attestando i sovranisti al 4° posto. Qui c’è qualcosa che non quadra, matematicamente parlando. Non c’è una valida ragione statistica per cui un sondaggio preelettorale presenti risultati sostanzialmente diversi da un exit-poll, che è a sua volta un sondaggio. Nell’ipotesi che entrambi i sondaggi vengano svolti secondo criteri attendibili, cioè analizzando campioni statisticamente rappresentativi della popolazione, l’unico motivo per cui un sondaggio preelettorale presenti risultati così antitetici rispetto ad un exit-poll è il seguente: che milioni di elettori, entrati nella cabina elettorale con un’intenzione di voto, abbiano avuto all’interno della cabina stessa una sorta di fulminazione sulla via di Damasco. E lo trovo poco credibile. Quindi, l’unica altra spiegazione plausibile, è che almeno uno dei 2 sondaggi (ante e post voto), non sia stato svolto in modo statisticamente appropriato. Il che non stupirebbe, visto che, com’è noto, molto spesso sondaggi ed exit-poll sono utilizzati con un fine politico, nonché commissionati da chi ha interesse a far sembrare una cosa piuttosto che un’altra. E non è certo difficile “taroccare” un sondaggio o un exit-poll! Pensiamo per esempio ad un… Leggi il resto »

wisteria
wisteria
24 Maggio 2019 14:39

Il suo dubbio è anche il mio! Vedo anche, ahimè, un’altra spiegazione al mancato trionfo dei partiti antisismici, cioè il fatto che gli immigrati islamici sono sempre più numerosi, e via via che si regolarizzano, votano. Certo non per la destra.
Succederà presto anche da noi, e chi se ne avvantaggera’. Non certo la destra. Di Magdi Allam ce ne saranno pochi…