Come ampiamente riportato dalla stampa nazionale, i tre bambini della cosiddetta famiglia del bosco, ridotti in cattività da quasi otto mesi, hanno superato i test d’ingresso per poter frequentare la nostra scuola pubblica, che tutto il mondo ci invidia, insieme – ovviamente – all’infallibile sistema di tutela nei riguardi dei minori.
Grande enfasi, in particolare, ha dato la notizia l’edizione estiva della Vita in Diretta , condotto su Rai1 da Manuela Moreno. Queste le parole dell’inviato Alessandro Filippelli: “I tre bambini hanno svolto come da programma gli esami il 29 e 30 giugno con esito positivo, i due gemelli potranno così frequentare la seconda elementare, la più grande la quarta. I risultati sono stati trasmessi al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, ora spetterà ai giudici pronunciarsi per il possibile ricongiungimento con i genitori, la decisione arriverà entro la fine di luglio”.
A questo punto immaginiamo che gli adoratori dello Stato leviatano, secondo i quali la mano pubblica dovrebbe occuparsi di ogni aspetto della nostra esistenza, stanno già stappando l’italianissimo spumante per celebrare ciò che ha sostenuto recentemente Serena Bortone, ovvero questa importante vittoria del medesimo Stato, senza il cui intervento – sosterrebbero costoro – i tre bambini sarebbero rimasti nella stessa miserevole condizione (malgrado chi scrive non lo pensa affatto) del famoso Victor dell’Aveyron, un trovatello che si suppone abbia vissuto i primi anni della sua vita allo stato brado in un bosco della Francia.
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Tuttavia, alla fine di questa idilliaca ricostruzione i vari articoli e commenti segnalano, come già raccontato dall’inviato Rai, l’ultima e quasi banale incertezza rimasta in questa vicenda: riusciranno i nostri eroi del bene comune a ricongiungere la disgraziatissima famiglia anglo-australiana?
Purtroppo a nessuno è dato saperlo. E se è vero quanto sottolineato da Filippelli, cioè che il Tribunale dei minori dell’Aquila, a seguito dell’istanza del nuovo legale della coppia Trevillion-Birmingham, Simone Pillon, dovrebbe prendere una decisione in merito entro luglio, le nebbie del mistero avvolgono ancora il caso.
Personalmente mi auguro di tutto cuore, soprattutto nell’interesse dei tre pargoli, che i giudici decidano di riportarli a casa; ma conoscendo nei dettagli una vicenda che da cittadino considero abnorme, non me la sentirei di correre lo stesso rischio del leggendario Muzio Scevola.
Claudio Romiti, 4 luglio 2026
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Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


