Mentre sul mare magnum della nostra rassicurante magistratura minorile, che si sta occupando del bene assoluti dei cosiddetti bambini nel bosco, continua a regnare la bonaccia, alla fine della scorsa settimana l’avvocato Pillon ha presentato un sollecito presso il Tribunale dei minori dell’Aquila. Piuttosto concilianti ma assolutamente ferme le parole del legale della coppia Trevallion-Birmingham: “Affinché i giudici minorili decidano quanto prima – scrive Pillon – sulla richiesta di rientro dei tre figli della coppia in famiglia presentata da oltre un mese e mezzo”. “Siamo consapevoli – sottolinea l’ex senatore leghista – delle difficoltà oggettive e delle carenze in cui lavorano i magistrati e il personale ausiliario del Tribunale minorile aquilano, oltretutto nel corso del periodo estivo, ma siamo mossi dal superiore interesse dei minori.”
“ La Corte di Strasburgo ha ribadito – continua Pillon – in numerose occasioni il diritto dei bambini a poter godere di congrui periodi di vacanza con i loro genitori, impegnando le autorità nazionali a fare tutto il possibile per facilitare tale condivisione, configurandosi il tempo delle vacanze come momento insostituibile per lo sviluppo psicofisico del minore”. “Dagli atti emerge l’indicazione di un immediato rientro – aggiunge ancora l’avvocato – ben prima dell’inizio dell’anno scolastico, per poter avviare una ‘routine familiare conciliante’ come richiesto dagli esperti clinici del servizio pubblico.”
“Una ulteriore permanenza in casa famiglia, sia pure a causa dei tempi tecnici della decisione, – ammonisce il difensore – sarebbe del tutto disfunzionale e potrebbe avere serie ripercussioni sui minori. Siamo certi che, anche il Tribunale, condivida tali preoccupazioni e, per questa ragione, pur comprendendo la situazione degli uffici, abbiamo ritenuto dovere della difesa sollecitare rispettosamente una urgente decisione favorevole in merito”.
A tale proposito, molti giornali cartacei e online hanno dato la notizia, ovviamente senza sprecarsi in qualche ragionevole critica ad una lungaggine che si sta trasformando in una vera e propria tortura per queste disgraziate persone. Ma su tutti mi ha particolarmente colpito il titolo di open.online: “I Birmingham Trevallion non mollano: depositata una nuova istanza per il ricongiungimento della famiglia nel bosco”.
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Lasciando al lettore di trarre le sue conclusioni su annuncio alquanto infelice, segnalo che nel frattempo il luogo in cui vivevano felici e contenti i nostri ospiti di cultura anglosassone sta diventando oggetto di una sorta di “turismo nero”, caratterizzato da un crescente numero di curiosi, qualcuno persino utilizzando i droni, che si recano in pellegrinaggio nella vecchia casa in pietra immersa nel bosco di Palmoli. Anche questo è uno dei tanti vantaggi che, evidentemente, ha portato l’improcrastinabile allontanamento deciso dai magistrati competenti. Insomma, sembra che la tragica telenovela dei cinque sventurati cittadini anglo-australiani sia destinata a durare ancora a lungo.
Claudio Romiti, 11 agosto 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


