Cronaca

Famiglia nel Bosco, questi vogliono portarli via. Perizia choc: “Genitori inadatti”

Nuova tegola sui Trevallion: il ricongiungimento si allontana. Salvini li incontra: "Inspiegabile forma di violenza istituzionale"

Salvini visita Famiglia nel bosco
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Il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, alla fine ha mantenuto la sua promessa. Si è recato presso il bosco di Palmoli per portare il suo sostegno morale e la sua solidarietà alla famiglia anglo-australiana che sta vivendo da oltre 5 mesi un incubo degno di un regime distopico. Come riportato dall’Ansa, così si è espresso il leader della Lega: “So per certo che i bimbi dopo cinque mesi di reclusione stanno peggio di quanto non stessero cinque mesi fa. Certo, questa famiglia ha un modello educativo diverso da quello usuale: questo è un reato? No. C’è violenza, droga, abuso? No. Quindi? Non vengono tolti i bambini che stasera vivono nella cacca, con i genitori che rubano, se va bene, e quindi?”. Esattamente la domanda angosciante che sin dai primi momenti di questa tragica e surreale vicenda ci stiamo chiedendo in molti.

Dopo aver elencato tutti i passi in avanti fatti dai genitori dei tre bambini per poterli riabbracciare, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha concluso con parole molto nette: “Io sono sicuro che tutti hanno agito in buona fede, sicuramente non c’è stata malafede da parte di nessuno, probabilmente qualcuno ha sbagliato valutazione – ha proseguito Salvini riferendosi alla decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila di sospendere la potestà genitoriale della coppia sui tre figli -. La domanda da farsi è: dopo cinque mesi i bimbi stanno meglio o stanno peggio? Non serve una perizia psichiatrica. Sono due genitori equilibrati, parlano inglese, italiano, tedesco, spagnolo e giapponese, hanno vissuto esperienze lavorative in tutto il mondo, hanno scelto l’Italia per crescere i loro figli in serenità e l’Italia risponde così? Io mi vergogno!”

Francamente, mi permetto di aggiungere, non siamo in pochi a vergognarci per una situazione che viene mantenuta in piedi, sulla pelle di tre creature, in nome e per conto del popolo italiano.

Così come risulta a dir poco imbarazzante l’ostinazione con cui chi ha in carico i bambini continua a bollare di incapacità i loro genitori. In particolare, come sottolineato in un servizio mandato in onda lunedì scorso su Rai2, nell’ennesima relazione inviata al Tribunale dei minori dell’Aquila la curatrice speciale, Marika Bolognese, avrebbe scritto che, malgrado i passi avanti fatti dalla coppia, “le competenze genitoriali non possono ritenersi poi acquisite solo per aver accettato un alloggio e presentato un piano di studi.” E la mazzata finale è arrivata ieri pomeriggio con il deposito in Tribunale della perizia psichiatrica e personologica firmata dalla dottoressa Simona Ceccoli, perito dei giudici, secondo cui i due genitori “hanno tratti di personalità che potrebbero incidere sulle capacità genitoriali in funzione dei bisogni evolutivi dei minori. E così è altamente probabile che la potestà genitoriale resterà sospesa, anche se le conclusioni della perizia non sono definitive (e sono contestate dalle perizie di parte che sostengono l’opposto). Difficile quindi prevedere un ricongiungimento, visto che la perizia suggerisce di lasciare i tre bambini in casa famiglia, a meno che i giudici non decidano di mettere la famiglia riunita ma “sotto osservazione”. L’ipotesi, si legge nella perizia, è quella di prevedere un progetto che porti la coppia a trasferirsi nella residenza offerta dal Comune di Palmoli in cui dimostrare “la disponibilità ad adattarsi a diversi stili di vita pur nel rispetto dei valori d’origine”. I due genitori dovranno poi sottoporsi ad un “supporto psico-educativo”, in modo da imparare a “riconoscere i bisogni dei loro figli”. Poi il padre potrà iniziare ad avere incontri di due ore liberi, anche fuori dalla casa famiglia. E, fatto salvo il via libera degli osservatori, lo step successivo sarebbe quello di vedere i bimbi nel fine settimana. Solo tra chissà quanto tempo, e dietro relazione positiva degli assistenti sociali, si arriverà al ricongiugimento familiare con 6 ore a settimana di intervento educativo. Il giudizio del Tribunale comunque non arriverà prima di giugno.

Immediata la reazione del prof Tonino Cantelmi, psichiatra della difesa, che bolla la relazione peritale della collega come “un elaborato peritale unilaterale, tanto logorroico quanto inconsistente, con una bibliografia ferma al secolo scorso, forse alla laurea della Consulente tecnica d’ufficio, caratterizzato da errori metodologici macroscopici e che contestiamo nel merito”. E ancora: “Abbiamo 20 giorni di tempo, ma le inconsistenze sono talmente macroscopiche che ne basteranno molto meno. Peraltro, l’unica valutazione completa effettuata sui minori in relazione ai genitori è quella della Neuropsichiatria della Asl di Vasto, che contraddice totalmente l’elaborato peritale e conferma tutte le nostre osservazioni. Ovviamente la Consulente Ceccoli, come tutto il sistema, ha ignorato sistematicamente tutte le voci dissonanti”. Durissima anche la reazione della Lega: “Siamo di fronte ad una inspiegabile forma di violenza istituzionale nei confronti di una famiglia che ha scelto l’Italia, e che vorrebbe solo tornare a vivere tranquilla, nel pieno rispetto della legge italiana su casa, educazione e salute. In questo come in altri casi è purtroppo evidente la difficoltà dei tribunali a correggere i propri giudizi iniziali e a cambiare rotta, nell’esclusivo e supremo interesse dei minori”.

Ora, al di là di questa ulteriore affermazione che denota tutta la violenza di un sistema di tutele che fa letteralmente paura, ancora una volta si pone con grande evidenza la necessità di cambiare la legge sugli allontanamenti dei minori. E se Salvini e i suoi alleati di governo hanno veramente a cuore la condizione della famiglia Trevillion-Birmingham, insieme a tante altre che nell’oscurità della nostra impresentabile burocrazia vivono un analogo dramma, che si dessero una mossa.

A questo punto non si tratta più di una questione politica – sebbene dalla pagina Facebbok della curatrice speciale si evince che ella sia una accanita sostenitrice dell’opposizione di sinistra -, bensì di un problema di civiltà giuridica. Non è umanamente tollerabile assistere a questo scempio senza che esista un valido contrappeso istituzionale per contrastarlo.

Claudio Romiti, 28 aprile 2026

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