Al porto israeliano di Ashdod, centinaia di attivisti della Global Sumud Flotilla sono stati trattenuti dopo essere stati fermati dalla marina militare israeliana in acque internazionali. Gli attivisti, ammanettati, bendati e costretti in ginocchio con la testa a terra, sono stati portati nel magazzino del porto, dove è stato trasmesso a tutto volume l’inno nazionale israeliano, “Hatikva”. Tra loro ci sono circa 30 cittadini italiani, inclusi un parlamentare e un giornalista.
Il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben–Gvir ha visitato personalmente il sito, documentando la scena sui suoi canali social. In un video, Ben-Gvir ha definito gli attivisti “sostenitori del terrorismo” e ha esultato: “Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa”.
La pubblicazione dei video da parte del ministro Ben-Givr ha scatenato proteste anche in Israele, con tanto di polemiche interne al governo di Netanyahu. Il ministro degli Esteri Gideon Sàar lo ha criticato apertamente: “Con questa esibizione vergognosa hai causato consapevolmente un danno allo Stato, e non è la prima volta. Hai mandato in fumo gli enormi sforzi professionali e coronati da successo compiuti da moltissime persone – dai soldati dell’Idf ai funzionari del ministero degli Esteri e a tanti altri validi collaboratori. No, tu non sei il volto di Israele”. Ben-Givr gli ha risposto piccato sui social: “Ci sono alcuni membri del governo che non hanno ancora capito come ci si debba comportare con chi sostiene il terrorismo“, ha scritto su X, “ci si aspetta che il ministro degli Esteri israeliano capisca che Israele non è più un bersaglio facile. Chiunque entri nel nostro territorio per sostenere il terrorismo e schierarsi con Hamas subirà un duro colpo e non gli porgeremo l’altra guancia”.
Si schiera contro Ben Gvir anche il primo ministro Bibi Netanyahu: “Israele ha tutto il diritto di impedire alle flottiglie provocatorie di sostenitori del terrorismo di Hamas di entrare nelle nostre acque territoriali e raggiungere Gaza. Tuttavia, il modo in cui il Ministro Ben Gvir ha trattato gli attivisti della flottiglia non è in linea con i valori e le norme di Israele. Ho dato istruzioni alle autorità competenti di espellere i provocatori il prima possibile”.
Durissima la protesta della Flotilla: “Quello riservato da Israele agli attivisti della Global Sumud Flotilla sequestrati in acque internazionali” è stato un “trattamento vergognoso e riprovevole”. Immediato anche il commento di Hamas: “Le scene di tortura e umiliazione orchestrate dal ministro sionista criminale e fascista Ben Gvir rappresentano l’espressione della depravazione morale e del sadismo che governano la mentalità dei dirigenti dell’entità nemica”.
Reazioni del governo italiano
Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, e Antonio Tajani, ministro degli Esteri, hanno condannato l’accaduto. Con una dichiarazione congiunta, i due hanno definito le immagini “inaccettabili” e “lesive della dignità della persona“. Il governo italiano ha richiesto le scuse ufficiali e attivato contatti diplomatici per garantire il rilascio dei connazionali trattenuti. Tajani ha già richiesto chiarimenti all’ambasciatore israeliano in Italia e ha avuto colloqui con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar per sollecitare azioni immediate. Intanto Tajani ha annunciato che due italiani sarebbero rientrati in Italia: il parlamentare Paolo Carotenuto e il giornalista Marco Mantovani.
Duro anche il commento di Guido Crosetto: “Noi ci vantiamo di altro, ministro. Ci vantiamo di aver sempre trattato con rispetto i suoi connazionali e non abbiamo l’abitudine di arrestare le persone in acque internazionali ma semmai di soccorrerle se ne hanno bisogno. Non penso che con atteggiamenti di questo tipo non si faccia il bene di Israele”, ha scritto il ministro degli Esteri italiano. Il presidente Sergio Mattarella ha parlato invece di “trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele”
Anche la Francia, per bocca del ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, ha condannato come “inaccettabili” le immagini e ha deciso di convocare l’ambasciatore. “Il comportamento di Ben Gvir nei confronti dei passeggeri della Flotilla Global Smud, denunciato dagli stessi suoi colleghi del governo israeliano, è inammissibile – ha scritto Barrot su X – Ho chiesto che l’ambasciatore di Israele in Francia sia convocato per esprimere la nostra indignazione ed ottenere spiegazioni”. E ancora: “La sicurezza dei nostri connazionali è una priorità costante – scrive ancora Barrot – qualunque cosa si pensi di questa Flotilla, sulle cui iniziative noi abbiamo espresso a più riprese disapprovazione, i nostri connazionali che vi partecipano devono essere trattati con rispetto e liberati al più presto possibile”.
Azioni e proteste degli attivisti
La situazione a bordo delle navi fermate rimane critica. Tra i 430 attivisti fermati, 87 hanno iniziato uno sciopero della fame per protestare contro l’operazione della marina israeliana, definita un atto di pirateria. Anche il team legale italiano ha attivato iniziative legali, depositando una denuncia per chiedere il rilascio immediato dei detenuti e il rispetto dei loro diritti fondamentali.
Nel frattempo, molti di questi attivisti erano già stati coinvolti in altre missioni per inviare aiuti umanitari a Gaza, e alcuni di loro erano già stati fermati e detenuti dalle autorità israeliane in passato.
Critiche delle opposizioni italiane
Le opposizioni italiane, tra cui M5s, PD e +Europa, hanno chiesto una risposta più energica da parte del Governo. Durante i lavori parlamentari, i rappresentanti di diversi partiti hanno chiesto un’informativa urgente in Aula. Riccardo Ricciardi del M5s ha accusato il governo di non condannare l’operato di Israele in modo adeguato, mentre Arturo Scotto del PD ha proposto la sospensione di accordi commerciali tra Europa e Israele. “Esprimiamo la più ferma condanna per il trattamento degradante e inumano e per le violenze perpetrate nei confronti degli attivisti dell’ultima missione della Global Sumud Flotilla da parte del ministro israeliano Itamar Ben Gvir e delle autorità israeliane. L’impunità di cui ormai godono gli esponenti del governo israeliano consente loro di agire con gli stessi metodi terroristi che tanto dicono di voler combattere”, scrivono in una nota Annalisa Corrado,Arturo Scotto e Paolo Romano (che hanno partecipato alla prima missione del settembre 2025. “Il governo Netanyahu continua a dimostrare al mondo di essere tutto tranne che una democrazia degna di questo nome. La repressione violenta di attivisti pacifici, l’umiliazione e il disprezzo verso ogni principio di legalità internazionale stanno mostrando un volto sempre più autoritario e brutale. Dinanzi a tutto questo diventa assordante il silenzio della comunità internazionale. L’Unione Europea e l’Italia – concludono – prendano immediatamente provvedimenti politici e diplomatici concreti nei confronti del governo israeliano, interrompendo ogni ambiguità e pretendendo il pieno rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale e della dignità delle persone”.
Durissima anche Elly Schlein: “Le immagini degli attivisti della Global Sumud Flotilla sequestrati, ammanettati, inginocchiati e derisi dal ricercato dalla corte penale internazionale Ben Gvir sono agghiaccianti, questi sono crimini contro la dignità umana. Non solo il governo criminale di Netanyahu compie ripetuti atti di pirateria in acque internazionali e vicino alle coste europee, ma detiene anche attivisti e nostri concittadini in condizioni violente e disumane. Il governo italiano e l’Unione europea facciano ogni sforzo per la loro immediata liberazione e per assicurare lo sblocco di tutti gli aiuti umanitari indispensabili ai palestinesi”, ha scritto la segretaria in una nota. “Servono sanzioni per il governo di Netanyahu e i suoi ministri estremisti, che continuano a violare il diritto internazionale e a coprire le violenze dei coloni in Cisgiordania. Serve dare un segnale chiaro e irrimandabile, il governo italiano tolga il veto alla sospensione dell’accordo UE-Israele, per manifesta violazione dei più basilari diritti umani”.
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