Politica

Flotilla che ti piglia? Mare di esposti per far parlare di sé (e i gazawi muti)

Le denunce della Flotilla contro Israele sono l'ennesimo strumento politico per tirare in mezzo Meloni. Ma non dovevano pensare solo a Gaza?

parlamentari flotilla conferenza stampa
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Era cominciata nel patetico, finisce nel grottesco: la Procura di Roma apre un fascicolo per sequestro di persona, dannggiamento e addirittura tortura e perfino tentato omicidio dei marinaretti di Flotilla: è la conseguenza dell’esposto di tale Antonio La Picciarella, di professione attivista della Global Sumud Flotilla.

Chi sarebbero gli aspiranti omicidi? Per i magistrati ancora non si sa, visto che la procedura standard si muove inizialmente contro ignoti, per il senso comune di questi disgraziati si sa benissimo: è la solita Meloni, altrove denunciata nientepopodimeno che per genocidio e da ultimo incolpata da una sfasatissima Lella quale mandante morale o perlomeno ispiratrice dell’attentato a Ranucci, di cui si ipotizza una mano albanese, una ritorsione di clan balcanici. Olè.

Piovono esposti dei legali di questi che volevano salvare Gaza non da Hamas, sulla quale non trovavano niente da ire e sulle cui stragi di questi giorni non risultano interessati, ma da Israele: si è visto, subito, un’ora dopo la tregua, chi è che fa macelleria da quelle parti, ma i nostri Magellano della solidarietà non fanno una piega, sono già passati ad occuparsi di loro stessi e riferiscono, di persona personalmente, di avere subito la bua, l’esproprio (proletario?) di amuchina e crema solare, il sequestro orario dei loro marchingegni, insomma hanno avuto un trauma grosso grosso grosso e adesso cercano di rifarsi con una sovraesposizione grande, grande, grande come te sei grande solamente tu, vanitas vanitatum et omnia vanitas.

Perché a questo punto appare lampante, cristallina la vera intenzione: darsi spolvero, farsi notare, perché no scavarsi qualche candidatura fancazzista, altro che popolo palestinese, gazawi, altro che i bambini che se mai servono alla causa. Quella loro. E una Procura si prende la briga di dargli retta, “punta a chiarire quanto denunciato dai partecipanti italiani, 36 attivisti che verranno sentiti nelle prossime settimane”. Forza, che c’è posto per tutti! “I magistrati intendono ricostruire in dettaglio il viaggio della flottiglia, gli assalti condotti con droni in due momenti distinti e gli eventi successivi all’abbordaggio da parte delle forze israeliane”. Con droni? Ma se si erano tirati addosso da soli i segnalatori. Ma se sulle barcarole c’era quasi niente di commestibile, al netto di tutto ciò che si erano sbafati loro. Ma se tutta la faccenda è stata ideata, allestita, finanziata e organizzata da Hamas.

Perché in questo porco Paese tutto deve sempre finire in un ridicolo peggiore di come era cominciato, perché dobbiamo puntualmente rimpiangere la serietà che qui non alberga, per esempio in Svezia dove sulle ciance della sua ingombrante sirenetta, la Greta, han chiuso la mitomania delle presunte sevizie senza darle ascolto, “taci che è meglio”, per dire non sei credibile, nella tua smania salottiera rischi solo di crearci casini diplomatici? Chi è che avrebbe voluto morti questi scappati di Gaza, che non avevano alcuna intenzione di arrivarci, che in Italia han fatto casino solo per dar modo alla sinistra scazzo largo di contarsi, di palesarsi nella totale latitanza di intenti politici, nella più mesta gestione di un esistente che le sfugge, che è fatto d’aria che cammina o che naviga, da tener su con trovate situazioniste come le Flotilla o surreali come gli scioperi sindacali a sfondo teppistoide?

La eroica impresa dei naviganti con la paperella era concepita ab origine per tener banco ad libitum: essendo naufragata sul nascere, si è trasferita subito non dal fiume al mare, ma dal mare alla terraferma: qualunque cosa purché se ne parli, come diceva Oscar Wilde. E allora rassegnamoci alla sfilata di questi centro social marinari dappertutto, nelle poltreone e divani televisivi di sinistra, sulla soglia del Palazzaccio, perfino in aula come in un reality. Il Grande Flotillo comincia e si prepara a tener banco, sempre nella aperta speranza che la pace trumpiana scoppi, che i macelli di Hamas continuino, che si possa scaricare tutto sempre sugli esecrati sionisti da abolire, che ogni luce si rifletta sulle loro facce improbabili e non proprio commendevoli.

Ma che volete? Va così: se non c’è di meglio si lordano fontane e monumenti, si paralizza il traffico, ci si inventa la paralisi guerrillera da centro urbano, l’assalto ai sette mari che coincidono coi sette savi di Sion, il vittimismo organizzato, qualcos’altro si troverà. Purché se ne parli: la vanità è il peccato passepartout che non risparmia nessuno, su onesti e truffatori, ma soprattutto truffatori, su prede e predatori, ma soprattutto predatori mascherati da prede, pende questa vanità arrivistica indotta dalla tecnologia che ha qualcosa di agghiacciante, di mortifero. Diversa dal passato perché oggi funziona come lubrificante sociale, contenitore per le altre miserie umane, che condensa e giustifica in particolare nelle attività moralistiche: giornalista, intellettuale, pedagogo, attivista. Declinata in senso passivo aggressivo ma pervasiva e incompatibile col minimo scrupolo o ripensamento, micidiale come ne le Roman de Fauvel dove l’Asino Re e Vanagloria generano innumerevoli somarelli destinati a rovinare il mondo. Sciagura nella sciagura, il viatico per la vanità si è fatto giudiziario, consiste nelle querele temerarie, spiccate da quelli che dicono che bisogna smetterla con le querele temerarie, o strategiche per passare da martiri, perseguitati, torturati. Senza un segno addosso e con in faccia invece una ambizione mostruosa. Stracciona ma feroce.

Max Del Papa, 23 ottobre 2025

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Lo sapevi che...

Da oggi puoi seguire Nicolaporro.it su Google visitando questa pagina e cliccando ‘Segui su Google

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Lui conserva tutto - Vignetta del 16/05/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Lui conserva tutto

Vignetta del 16/05/2026