Le manifestazioni pro Palestina hanno causato blocchi e agitazioni in diverse città italiane. A Roma, nella giornata del 1 ottobre 2025, circa diecimila manifestanti hanno sfilato cadenzando cori come “Fateci passare” nel tentativo di raggiungere Palazzo Chigi partendo dalla stazione Termini. In piazza dei Cinquecento, vicino alla stazione, i manifestanti hanno protestato davanti agli ingressi, chiusi poi dalla Polizia. Dopo una lunga trattativa, il corteo è stato autorizzato a procedere verso Piazza San Silvestro. La tensione si è alzata a causa delle spinte per superare i blocchi. Alcuni manifestanti hanno gridato: “Stiamo trattando per arrivare vicini a Palazzo Chigi”.
Blocchi alle stazioni ferroviarie
In diverse città le proteste hanno interessato le stazioni. A Napoli, i manifestanti hanno bloccato i binari della Stazione Centrale, impedendo partenze e arrivi per oltre mezz’ora con ritardi che hanno raggiunto i 90 minuti. Il gruppo centrale si è poi spostato verso Corso Umberto e la Facoltà di Lettere e Filosofia. A Pisa circa 500 manifestanti hanno occupato i primi sei binari della stazione ferroviaria, provocando disagi ai viaggiatori. La polizia ha monitorato la situazione senza scontri diretti con i partecipanti. Anche a Torino si sono registrati proteste e presidi. Gli ingressi delle stazioni di Porta Nuova e Porta Susa sono stati chiusi per precauzione.
Cortei e presidi nelle piazze
A Bologna, la protesta si è concentrata in Piazza Maggiore, trasformata in un presidio permanente pro Gaza. Immagini dell’abbordaggio alla Flotilla sono state proiettate su schermi per sensibilizzare i partecipanti. Intorno alle 22, un corteo non autorizzato è partito dal presidio. A Milano, i manifestanti si sono radunati davanti a Palazzo Marino. Alcuni sono poi entrati nella stazione di Cadorna, chiusa temporaneamente per ragioni di sicurezza. Il Pirellone, sede della Regione Lombardia, è stato illuminato da un’enorme scritta “Free Gaza” in solidarietà alla causa palestinese.
Reazioni politiche e sindacali
Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha proposto misure drastiche contro i promotori delle manifestazioni, ipotizzando l’obbligo di cauzione preventiva per chi organizza cortei, da trattenere in caso di danni. “Parlano di pace ma portano caos”, ha dichiarato Salvini. Inoltre, diversi sindacati tra cui USB, CGIL e FIOM hanno annunciato uno sciopero generale per venerdì 3 ottobre per supportare le proteste. Stefano Rebora, presidente della Ong Music For Peace, ha sostenuto la mobilitazione, dichiarando: “Eravamo pronti a chiedere alla gente di scendere in strada”.
Motivazioni e appelli degli attivisti
I manifestanti, definitisi “l’equipaggio di terra” della Global Sumud Flotilla, hanno dato il via alle proteste contro il blocco imposto da Israele alla Flotta diretta a Gaza. Gli organizzatori hanno fatto sapere che l’intenzione è sensibilizzare l’opinione pubblica italiana ed europea sul conflitto in Palestina e sul presunto genocidio a opera dello stato israeliano. “Blocchiamo tutto” è stato lo slogan centrale di queste giornate di mobilitazione. L’Unione degli Studenti ha dichiarato: “Attiviamoci per mettere l’Italia all’angolo delle sue complicità”.
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