Global Sumud Flotilla è una operazione di grande impatto che vuole portare 350 tonnellate di aiuti ai gazawi “stremati” (?!?) dal giogo dall’IDF. La flotta di circa 60 imbarcazioni in partenza dai porti tunisini, spagnoli e italiani avrà a bordo anche 500 fiancheggiatori della resistenza gazawa di oltre 40 nazionalità.
La Global Sumud Flotilla, è un coordinamento di quattro distinte iniziative di sostegno:
1. La Freedom Flotilla Coalition, che ha già tentato in due occasioni di raggiungere la Striscia di Gaza portando un carico simbolico di aiuti.
2. Global movement to Gaza, una iniziativa a sostegno dei palestinesi che in precedenza si era costituita sotto il nome di Global March to Gaza.
3. Maghreb Sumud Flotilla, con base in Nord Africa, nato dal Sumud Convoy con sede a Tunisi.
4. Sumud Nusantara, che invece ha alle spalle organizzazioni con sede in Malesia e in altri otto paesi del Sudest asiatico.
Ad accomunare 3 e 4 è il termine arabo sumud, che significa resilienza. Sono emanazioni indirette dei Fratelli Musulmani particolarmente attivi a quelle latitudini con il KMM (Kumpulan Militan Malaysia) costituenti l’ala più intransigente del Partito Islamico di opposizione (PAS). Anouar Gharbi è un cittadino svizzero di origine tunisina, che ha coordinato prima il Sumud Convoy e poi la Sumud Flottillia in partenza da Tunisi. Anouar è presidente del “Centro ginevrino per la democrazia e i diritti umani”. Nel 2021 ha incontrato il leader di Hamas Ismail Haniyeh in Turchia in qualità di presidente della “Associazione di soccorso palestinese”, nel 2003 inserita nella lista delle sanzioni del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti per legami con Hamas.
Mohammad Hannoun, è un politico giordano che risiede a Genova da dove oggi (ohibó!) partiranno le imbarcazioni per Gaza. È l’inventore delle Flottillia per Gaza. Già 15 anni orsono tentò il primo sbarco di aiuti. Gli Stati Uniti, nel 2021, sotto la presidenza Biden, hanno imposto sanzioni a Hannoun, accusandolo di essere un finanziatore di Hamas e bloccando i suoi beni. Unicredit e Credit Agricole hanno chiuso i conti di Hannoun e delle sue associazioni a causa di sospette transazioni legate al finanziamento di attività terroristiche. Un’indagine internazionale condotta dall’Interpol ha portato all’incriminazione e all’arresto di diversi membri della rete associativa di Hannoun per presunti finanziamenti di Hamas.
Quante sono le probabilità che gli aiuti raggiungano i gazawi? Zero! Questo slancio umanitario, velleitario naif, ma spettacolare assai, assomiglia a un cimento ardimentoso, una “prova di coraggio” più utile per chi la fa che per chi la riceve. Anche perché è tutto abbastanza sicuro, certamente nessuno si farà male, esattamente come in tutti i tentativi precedenti. Un gesto, dunque, solo dimostrativo, inutile al cento per cento (ma con grande spreco di risorse) per raggiungere Gaza da porti remoti come Barcellona o Genova. IDF e GHF (Onlus Usa) hanno distribuito (dal 27 maggio ad oggi) una media di 2,7 milioni di pasti al giorno nei 4 centri di distribuzione da loro gestiti, pari a 845 tonnellate/giorno. Il contributo della Global Sumud Flottillia (se mai arrivasse) equivarrebbe alla 1ª colazione di un unico giorno… Un velleitarismo senza limitismo.
Giulio Galetti, 1° settembre 2025
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