Dico la verità anche se a molti non farà piacere leggerla, ma la dico, faccio outing e lo urlo con Greta, Delia e Lella: io dopo la illuminante, luminosa, nel senso di Sendero (cercatelo nella ragnatela dei ricordi), di Repubblica alla paladina e rappresentante del “poppolo” Benedetta Scuderi, del partito di Ilharia Salhis, mi sono istantaneamente fatto islamico, anzi pro-Pal, anzi pro-Flotilla, anzi direttamente pro-Hamas. Perché non si può. Perché il 7 ottobre Hamas si sarà pure “voluto divertire un paio d’ore”, come un mese fa mi disse un imbecille che non ne uscì bene: ma era un altro momento e io non capivo, io ero un bastardo, ero abbagliato, oggi ho aperto gli occhi e concordo. E milito. E mi lancio in corteo.
Il 7 ottobre fu niente rispetto alla ferocia con cui alla Scuderi il regime fasciosionista ha espropriato crema solare e amuchina. Poi prova a dire che questi ebrei (da pronunciare con la bava) non sono delle carogne che si meritano tutto quello che hanno avuto. Cosa credevano? Che Scuderi e gli altri tre apostoli del poppolo fossero lì davvero per nutrire, per rifocillare Gaza? Signori, le gite di piacere e di autopromozione si rispettano! E una parlamentara marinara ottimista e di sinistra è sacra, non si tocca neanche con la kefiah. Privare Scuderi dell’igienizzante (già, ma la mascherina ffpp di regime dove l’ha lasciata? Nella borsa Vuitton? Più in basso?) ha del nazista, senza se e senza ma. Sionazista. Zerocalcare. Strapparle poi dalle mani la cremina contro le scottature, e tutti sanno che in barca è necessaria, perché la tinta integrale può giocare brutti scherzi, è degno del lager. Scuderi, sulle orme di Primo Levi, dovrebbe scrivere una trilogia anche lei: Se questa è una donna, La stregua, I sommersi e gli abbronzati.
Ci son di quei picchi, nell’utile intervista dell’assolutamente degna Alessia Candito: una intervista zuccherina, condita, candita, all’uva passa. Ma di quei picchi. Di quelle domande: “Avete fatto leva sulle vostre prerogative parlamentari?. Risposta: Nooo. Ed è sincera, perché non c’era bisogno, il nostro infallibile Tajani si era già slanciato in soccorso. Sapevate che sareste andati via solo voi? Nooo. Figurati, loro credevano di portarsi appresso tutto il gruppone, ci son rimasti così male, in business class, sorseggiando un Mai Gaza con tartine bio rivoluzionarie. E l’immancabile: avete subito o assistito a violenze? Fisiche no, psicologiche sì. Certo, violentata dentro, violentata percepita. Altro che percepita: la guardavano storto, quelle carogne di ebrei, le hanno “fatto percepire ostilità”. Eh, non si fa così. Hanno fatto strame, anzi strage, di tutte le costituzioni, gli articoli, i codici marittimi, roba da corte dei diritti della donna e della visagista, roba da Norimberga al makeup, al pancake.
Diego Dalla Palma dove sei. È una vergogna, una vergogna. Uno scempio. Un vulnus democratico. Le hanno fatto mangiare solo “un pezzettino di formaggio e uno yogurt n mezza giornata”. Cazzo, Meloni riferisca in parlamento. Con chi credevano di avere a che fare? Con Rossi Colorni e Spinelli? Qui avevamo una deputata all’amuchina del poppolo, una con la cremina, una che oggi, dice, dopo essersi ricreata con “una doccia all’acqua dolce”, e perché no l’idromassage jacuzzi ionizzato? È pronta a sfilare in piazze per i diritti, per i poppoli, per il poppolo di Gaza. Daje, Scuderi, Benedetta a te! Signori: abbiamo una martire. Un’altra. Una Martire, con la M di Minkia. «Ero molto preoccupata. Speravo che non ci fosse un rumore che non ci fosse un rumore improvviso che potesse scatenare una reazione, che nessuno perdesse la calma. D’altronde, con uomini armati a bordo non si può mai sapere che cosa può succedere. Ho perso il senso del tempo, l’ho recuperato solo quando sono rientrata in Italia. Dovremmo essere sbarcati ad Ashdod attorno alle 4 o le 5 del pomeriggio».
Ahò, è mejo de Rambo. Ma se era così disarticolata, come si spiega che, dopo la doccia all’acqua dolce, si è subito fiondata in tour per tutte le televisioni del regno, le testate, i selfie, le fotocamere? Sarà la terapia di recupero, il vanity tour parlamentare, da cui si coglie l’estrema necessità della cosmesi, della crema solare. Perché quando una parlamentara del poppolo s’imbarca, rotta per Gaza, ma anche Creta va bene, è chiaro che ha predisposto tutto, ha messo in conto la vanity fair, nel senso del giornale che la intervisterà, e ha un disperato bisogno di ben figurare dal punto di vista socialestetico. «Non avrò pace fin quando anche gli altri non saranno liberi e a casa». Sì, si vede. Oggi sarà alla manifestazione? «Spero di farcela. La Flotilla ha creato un senso di speranza, dato una risposta al senso di impotenza e spinto alla mobilitazione. Uno slancio che non si deve esaurire».
Lo credo bene, se finisce lo slancio questi rimangono del tutto privi di sovvenzioni mediatiche. Ma niente paura, non succederà e sarà difficile, sarà impossibile privarci della parlamentara unta, incremata, amuchinata. L’avesse fatta, ‘sta battaglia, quando Gaza era qui, quando stavamo tutti prigionieri giusta la massima presidenziale “non si invochi la libertà” e Benigni ci spiegava che era giusto così, la vita è bella. E che volete farci? Gli Hamas usano i bimbi come scudi umani, noi abbiamo le bimbe di Amukina come Scuderi. E io però, perdonassero i lettori, mi sono convertito alla causa. Immaginatemi che scrivo queste righe indignate avvolto in un bandierone cocomero e fasciato da una kefiah sopra il passamontagna. Fri, fri, vieni qui, che ti spalmo l’amuchì. Perché quando è troppo è troppo. Perché non si può far percepire violentata una parlamentara okkupandole la protezione 50, il bergamotto, la pomatina.
Ma che barbarie è. A questo punto, sfasciamo tutto. Hanno toccato Scuderi, non deve restare pietra su pietra. Landini? Compagno Mau? Che cazzo fai? Ci vuole uno scioperone mostruoso, senza termine, fino all’ultima goccia. Di Amuchina. Tanto la questura scorta, i poliziotti abbassano gli scudi, come ieri, e il governo se la cava con le battute da Bagaglino. Frii, frii, amucai, sionisti, fascisti, ancora pochi mesi, subito tutti appesi, Bene li-be-rà, Bene li-be-rà, dal fiume fino al mare, con la crema solare.
Max Del Papa, 4 ottobre 2025
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