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Funivia, un giudice smonta il giustizialismo perverso

Strage in funivia(1)
Strage in funivia(1)

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La strage della funivia del Mottarone è un favoloso caso di studio sul giustizialismo italiano, che si nutre di un intreccio perverso: sete di giustizia dell’opinione pubblica, procuratori inclini alle dichiarazioni e stampa affamata di notizie. I tre fattori, presi singolarmente, sono ovviamente comprensibili, combinati diventano esplosivi. La breve vicenda giudiziaria la conoscete. Una pm, Olimpia Bossi, a ridosso della tragedia che ha visto la morte di 14 persone, ha arrestato tre presunti colpevoli. Uno dei tre, il caposervizio operativo, ha confessato di avere bloccato i freni. Gli altri due, il gestore dell’impianto e il manutentore, sono stati chiamati in causa dal primo, e dunque rinchiusi anche essi. I tre sono stati poi scarcerati dal giudice delle indagini preliminari, Donatella Banci Buonamici. Apriti cielo. La Banci sembra essere diventata complice dei presunti colpevoli. E causa di un gran pasticcio tra i magistrati.

Nulla di tutto ciò, il Gip, coraggiosamente, ha fatto il suo mestiere. Si è letta le carte, ha sentito i tre sospettati, ne ha messo uno ai domiciliari e rilasciato gli altri due. Alla faccia di milioni di ore di gridolini garantisti da talk show, qui abbiamo un caso concreto di rispetto della presunzione di non colpevolezza. La Banci non ha deciso che i tre sono innocenti (questo lo prevede la Costituzione), ha semplicemente ritenuto che l’Italia non è la Cambogia di Pol Pot e che non c’era alcun pericolo di fuga che giustificasse il fermo in carcere. I tre, in fondo, si erano presentati spontaneamente in caserma alle due di notte per poi venire arrestati (vi ricordate il caso Scaglia, che si affittò un aereo per tornare in Italia, dove però non trovò un gip alla Banci e si fece mesi di carcerazione preventiva ingiusta?). Ha deciso, contro l’umore dell’opinione pubblica, che la pena non si paga preventivamente, ma dopo sentenza, nonostante il «clamore mediatico». Ha notato che nessuno aveva mai messo in relazione l’incidente con l’avidità di fare quattrini, su cui i giornali hanno titolato in modo suggestivo e senza riscontro. Ha deciso che la chiamata in correità di un reo confesso (quanto varrebbe anche per i pentiti) deve essere supportata da fatti, da prove.

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Maria Savazzi
Maria Savazzi
7 Giugno 2021 19:32

Bene… Giustizia sarà fatta.

dan
dan
7 Giugno 2021 18:28

e il pericolo di inquinamento delle prove ? dimenticato …

Davide V8
Davide V8
6 Giugno 2021 22:00

Sbaglio o si sono presentati in caserma solo DOPO che sui giornali sono emerse le foto del blocco dei freni, che si erano guardati bene dal comunicare a schianto avvenuto?
Per me stavano bene in galera, come ci starebbero i vertici ed i proprietari di autostrade.

E no, non è giustizialismo: è giustizia, in un’Italia dove cialtroni e criminali la passano sempre liscia.

Fin dal primo momento ha cercato di difenderli, e francamente non me lo spiego.

Questi da mesi, da anni, facevano girare l’impianto con sistemi di sicurezza consciamente disattivati: questo è *dolo*.

Per me il pericolo di inquinamento delle prove c’è eccome.

Mario
Mario
6 Giugno 2021 9:25

La legge faccia il suo corso, ricorso e appello. Si sa come vanno a finire.
Non ci provare Porro a infilarci dentro il popolo italiano “vendetta” che alla fine non decide nulla. I giornali e le trasmissioni televisive offuscano quello che vuole la gente la VERITÀ è la GIUSTIZIA.
Il riferimento ai pentiti è di comodo.

Maurizzzio
Maurizzzio
5 Giugno 2021 19:59

Con questa logica in galera NON va messo nessuno fino al terzo grado di giudizio (diciamo per almeno 10 anni ?) Poi pero’ NON ci lamentiamo se qualcuno rimane vittima di un reato commesso da quella STESSA persona “in attesa di giudizio” (campa cavallo …): vogliamo parlare di rapinatori, stupratori, femminicidici e via via delinquenziando ?

Andrea
Andrea
5 Giugno 2021 14:35

E poi dicono che è la sinistra ad essere giustizialista come quando Cocciabianca Belpietro, il graziato (da Napolitano) Sallusti e topo Senaldi chiamano Travaglio “Marco Manetta”. Basta andare a vedere i talk show di Rete 4 questa settimana con Giordano Belpietro Del Debbio Poletti ecc contro il GIP di Verbania che ha scarcerato i 3 della funivia…

Jimbo
Jimbo
5 Giugno 2021 14:33

Arrestare prima del processo è incivile.
Non trovare in un caso semplice come questo i colpevoli è da manicomio.

Silvana Prestigiovanni
Silvana Prestigiovanni
5 Giugno 2021 12:41

Sono completamente d’accordo!!!!