Cronaca

Garlasco, Bruzzone contro tutti

Il confronto tra la criminologa e alcuni conduttori Rai si inasprisce tra segnalazioni all'azienda, azioni legali e divergenze sul delitto di Chiara Poggi

Bruzzone Garlasco Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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E’ oramai guerra aperta tra Roberta Bruzzone e tre popolari conduttori della Rai. In particolare, sembra che Milo Infante – che ha rotto i rapporti professionali con la criminologa nel novembre scorso per alcune divergenze sul caso di Garlasco – a seguito di alcuni e ripetuti attacchi ricevuti sui social, abbia segnalato Comitato etico del servizio pubblico il comportamento della criminologa, che sempre per la Rai sta portando avanti un programma sulla violenza di genere.

Il conduttore di Ore14 ha sottolineato che “ci sono più programmi Rai che sono stati attaccati sistematicamente dai suoi post o da persone vicine a lei e quindi, dopo mesi, ho ritenuto di dover presentare una copiosa documentazione all’attenzione dell’azienda, che farà le sue valutazioni”. Tant’è che, come riporta Open, anche Salvo Sottile e Massimo Giletti avrebbero trasmesso alla Rai molto materiale contro la Bruzzone.

Ma quest’ultima, nota per le sue innumerevoli iniziative giudiziarie ad personam, non si è certo intimorita, tant’è che intervistata da AdnKronos ha dichiarato di non aver “ricevuto nessuna convocazione da parte del Comitato. Ho moltissimo materiale – ha aggiunto – nei confronti sia di Infante che di Sottile, verso il quale peraltro ho già proceduto a presentare denuncia-querela per diffamazione aggravata, quindi nel momento in cui dovessi ricevere una convocazione non sarò io a dovermi preoccupare”.

Ora, tastando il polso proprio ai social, pare che la Bruzzone non stia attraversando un buon momento, soprattutto per la sua irremovibile posizione sulla colpevolezza di Alberto Stasi. Una posizione legittima che, tuttavia, in relazione a ciò che sta emergendo nella nuova indagine, la stragrande maggioranza degli italiani fanno molta fatica a comprendere, tanto sul piano dei contenuti espressi dalla Bruzzone, quanto dal modo particolarmente aggressivo con cui ella li esprime.

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Sta di fatto che la combattiva Bruzzone, il cui atteggiamento ci richiama alla mente il famoso motto di un noto personaggio della nostra storia, secondo cui molti nemici portano molto onore, sembra voler emulare metaforicamente la celeberrima e incrollabile Guardia di Napoleone, la quale – detto in francese – “meurt mais ne se rend pas”. Solo che al fin della tenzone ad arrendersi saranno solo i telespettatori, stanchi di assistere a queste imbarazzanti e sterili diatribe.

Claudio Romiti, 8 giugno 2026

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