Cronaca

Garlasco, Bruzzone senza freni: momenti di tensione su Rai1

Scontro in diretta a La Vita in Diretta sul caso Garlasco e la nuova indagine

Sul tema infinito del caso di Garlasco, lunedì scorso abbiamo assistito a una performance esplosiva su Rai1, una delle tante, della criminologa Roberta Bruzzone, a stento contenuta dal conduttore de La Vita in Diretta, Alberto Matano.

Dopo che, in un precedente flash, la nostra eroina ha introdotto il dibattito in studio sostenendo che nei riguardi della nuova indagine “non c’è alcun elemento” in grado di ribaltare la condanna di Alberto Stasi, cosa che ripete come un disco rotto in ogni dove.

Successivamente, con mossa ben poco elegante, pur confermando che il fatto fosse destituito di fondamento, ne ha approfittato per tirare in mezzo l’ottima Giada Bocellari, legale storico di Stasi, citando la voce circolata tempo addietro secondo la quale quest’ultima intrattenesse una “relazione inappropriata” con un carabiniere del Nucleo investigativo direttamente interessato alla stessa indagine.

Infine, e qui la paladina nella lotta al maschilismo violento – che tuttavia giustifica l’apologia dello stupro che Andrea Sempio esprimeva in un forum di seduzione, mentre continua a raccontare la favola nera delle immagini raccapriccianti presenti nel PC del “Biondino dagli occhi di ghiaccio”, ritenendole ben più gravi – raggiunge l’apoteosi.

Ma quando si affronta il capitolo della revisione per la condanna di Stasi, la Bruzzone letteralmente esplode, vanificando i tentativi di contenerla da parte di un imbarazzatissimo Matano: “La Procura – riferendosi ovviamente a quella di Pavia – è quella che sembra però aver preso un abbaglio clamoroso, da quello che stiamo leggendo. Perché se interpreta quel biglietto – il riferimento è al pizzino gettato da Sempio in un’isola ecologica – come una sorta di confessione, poi scopriamo che è una sorta di indice di un intervento di uno spettacolo (si noti la certezza granitica espressa per un elemento ancora tutto da verificare), io mi auguro…”.

A questo punto prova a intervenire il conduttore, ma la nostra eroina lo surclassa con un vero e proprio sfogo in diretta della sua frustrazione: “Noi opinionisti, noi opinione pubblica, guarda che noi opinione pubblica – precisa – abbiamo un peso (ce ne siamo accorti quando è stato a lungo crocifisso Stasi sulla base del nulla, cara Bruzzone). Io ragiono da cittadina – ribattendo a Matano che le ricordava di essere una tecnica – perdonami, ragiono da cittadina. Questo tipo di modalità non è accettabile.”

Ora, la “modalità” che non accetta la criminologa sarebbe riferita al comportamento di una Procura che, rispetto a chi l’ha preceduta nelle precedenti indagini, non pare aver lasciato nulla al caso, riesaminando e approfondendo con cura certosina tutto ciò che era da verificare?

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Inoltre, facendosi forte della citata opinione pubblica, che oggi, nell’era dei social, non è più facile da manipolare come è accaduto, a parere di molti osservatori, durante i cinque processi che hanno portato alla condanna di Stasi, la Bruzzone probabilmente non si è resa conto che nel Paese c’è una schiacciante maggioranza di persone, cittadini come lei, che sono convinti dell’innocenza di Stasi, a prescindere da ciò che un eventuale processo contro Sempio dimostrerà.

Tant’è che basta leggere molti dei commenti che accompagnano le pagine social dei personaggi pubblici che ancora ne sostengono la condanna, per averne conferma. D’altro canto, abbiamo scoperto che l’opinione pubblica è così convinta delle tesi colpevoliste della dottoressa Bruzzone che quest’ultima ha disattivato la possibilità di rispondere ai suoi post su Facebook e su X. Ciò denota una chiara propensione al confronto dialettico; complimenti!

Claudio Romiti, 14 maggio 2026

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