Cronaca

Garlasco, ci mancava l’esorcismo. Il legale di Sempio: “Chiara uccisa da un sicario”

L'avvocato Massimo Lovati parla di un "sogno": "I mandanti sono più di uno. C’entra il Santuario della Bozzola"

Sempio stasi chiara poggi garlasco Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Ci mancava solo il rituale esoterico in un santuario vicino Garlasco. Nella fiction dell’omicidio di Chiara Poggi, che da settimane tiene banco sui media di tutta Italia, peggior esempio di (in)giustizia all’italiana, fa irruzione l’avvocato Massimo Lovati che a “La Repubblica” ipotizza che dietro la morte della giovane ragazza nel 2007 ci sia esorcismi, santuari e – soprattutto – un sicario professionista.

L’avvocato vigevanese, difensore di Andrea Sempio dal dicembre 2016, ha avanzato un’ipotesi alternativa che esclude la colpevolezza tanto del suo assistito quanto di Alberto Stasi, già condannato in via definitiva per l’omicidio. Nel corso dell’intervista, Lovati ha esposto la sua teoria, nata da una sua “conoscenza del territorio” e calata in un contesto di presunti scandali e segreti inconfessabili. “Non posso dimostrarla,” ha affermato Lovati con franchezza. La vicenda si intreccerebbe con lo scandalo del Santuario della Bozzola, emerso nel 2014, ai danni di un parroco. “I fatti sono del 2012 – ha spiegato il legale – In un luogo alla periferia di Garlasco dove ogni mercoledì si praticava l’esorcismo. Poi emersero fatti di pedofilia”.

Mentre Lovati nega fenomeni di messe nere o sacrifici umani nel luogo specifico. Però ritiene che tra le due vicende ci sia un collegamento visto che certi fatti “accadevano anche prima”, cioè anche intorno al 2007. La connessione con l’omicidio Poggi, secondo Lovati, sarebbe che Chiara avrebbe scoperto qualcosa di tremendo. “È la mia teoria. Un sogno che ho fatto”, ha precisato l’avvocato. Stasi, pur non essendo colpevole, starebbe coprendo qualcuno: “Lui ha detto un sacco di bugie sulla scoperta del corpo. Tante. Un racconto che non sta in piedi. E quando ne dici così tante vuol dire solo che ti hanno imbeccato”.

Secondo Lovati potrebbero esserci possibili mandanti, più di uno. E Stasi avrebbe dovuto accettare i 16 anni di carcere perché, altrimenti, lo avrebbero ammazzato. La teoria includerebbe anche un ruolo della Chiesa, evocando precedenti casi storici: “Non sarebbe la prima volta. Guardi che cosa è successo con la povera Emanuela Orlandi. Ma le ripeto che è un mio sogno. Non voglio guai”.

Certo, la teoria appare strampalata: immaginare che la Chiesa possa aver assoldato un killer per silenziare Chiara Poggi sembra proprio oltre ogni immaginazione. “La figura del sicario è nella letteratura criminologica – ha insistito per Lovati – Il modo in cui fu uccisa quella ragazza servì a confondere le acque. I sicari sono abilissimi. Entrano dovunque. Non li scopriamo mai. Ricorda cosa successe con Trotzky, in Messico?”.

In ogni caso, la teoria difficilmente diventerà pista investigativa. “Non ho nulla per dimostrarlo – ha spiegato il legale – È materiale, forse, per un romanzo. Chissà, potrei scriverlo”. Nonostante l’enigmaticità della sua posizione, Lovati è sicuro nel sostenere che Andrea Sempio sarebbe estraneo alla vicenda: “Lui non c’entra nulla con questa storia. Nemmeno con quegli ambienti di chiese e oratori. Lui è un comunista. Un disadattato”.

Lovati ha poi spiegato qual è lo stato dell’animo del suo assistito: “È provato ma sereno, come tutti gli innocenti. Io invece sono stanco. E preoccupato. Contesteremo le consulenze di parte e presenteremo le nostre. Poi, se si dovesse andare a processo, valuterà il giudice”.

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