Giustizia

Garlasco: garantisti sì, ciechi no

Sempio santificato, Stasi massacrato: perché due pesi e due misure? Tra perizie usate come clava e logica messa in soffitta, il caso si trasforma nell’ennesima battaglia ideologica

Sempio stasi chiara poggi garlasco Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Da un paio di giorni, a seguito della perizia depositata dalla genetista Denise Albani in merito all’analisi del DNA maschile trovato sulle unghie di Chiara Poggi, sul caso Garlasco si sta leggendo tutto e il contrario di tutto. Articoli di giornale con titoloni roboanti che vedono Andrea Sempio già condannato all’ergastolo, commenti e editoriali di sedicenti esperti che invece sostengono che Sempio sia un nuovo martire totalmente estraneo ai fatti.

Urge così cercare di fare chiarezza in merito alla nuova perizia e di diradare qualche dubbio in uno scenario abbastanza desolante, dove ognuno tenta di portare acqua al proprio mulino perdendo di vista la cosa davvero importante: la ricerca della verità e della giustizia. Partiamo da una certezza: chi dice che il DNA trovato sulle unghie di Chiara Poggi non è di Sempio al 100% sta dicendo una castroneria. C’è il giudizio tecnico di un perito (perito, c’è da ripeterlo, non consulente di parte della difesa o dell’accusa) del GIP che attribuisce una forte compatibilità tra i due DNA. Compatibilità forte non significa corrispondenza esatta, certamente. Eppure il cromosoma Y trovato sulle unghie di Chiara corrisponde a quello della famiglia paterna del Sempio.

Chiaramente ove non arriva la Scienza, arriva il ragionamento logico: quel DNA potrebbe anche essere degli antenati maschi di Sempio ma pare assai irrealistico (assumendo che non esistano ancora macchine del tempo) che questi individui abbiano avuto dei contatti con Chiara Poggi. Una ripetizione, doverosa: ove non arriva la Scienza, arriva il ragionamento logico. Difatti la coincidenza del DNA non è una prova, né tantomeno la “pistola fumante” del caso: è piuttosto un indizio di notevole rilevanza. Perché se Sempio dice di non aver incontrato Chiara, quest’ultima aveva addosso il suo DNA?

Certamente risulta assai singolare l’atteggiamento della linea difensiva del Sempio. Prima, secondo il duo dei legali Cataliotti-Taccia, il DNA non era rilevante poiché impossibile da confrontare, poi il DNA è diventato “un dato da prendere in considerazione”. Poi ancora una dichiarazione tragicomica del pool difensivo del Sempio, che chiede pubblicamente delucidazioni sul “come” quel DNA possa essere potuto finire sulle unghie di Chiara. Beh, cari Cataliotti e Taccia, questo dovreste dirlo voi. Spetta alla difesa fornire una ricostruzione credibile del perché possa esserci traccia di Sempio sulla vittima, no?

E quindi, alla fine, si giunge all’evergreen di questo processo: la contaminazione. Il materiale biologico riconducibile a Sempio potrebbe essere finito sulle mani di Chiara durante il trascinamento del corpo sul pavimento, una più che fantasiosa teoria. Poi c’è la suggestione del contatto indiretto tramite il telecomando, facilmente confutabile: il DNA attribuibile a Sempio è stato trovato sulle unghie di entrambe le mani. A meno che per cambiare canale Chiara non si sia sfregata i pulsanti del telecomando tra le unghie risulta difficile da credere. Questo ragionamento vale anche per il citofono e così via.

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In tutto questo quadro fumosissimo ricordiamo che uno degli elementi che contribuì alla condanna di Alberto Stasi fu il ritrovamento del suo DNA all’interno della cannuccia di un Thé rinvenuto nella spazzatura. Sostanzialmente per i colpevolisti di Stasi il DNA del fidanzato che frequentava abitualmente casa Poggi nel brick di una bevanda solleva dei gravi dubbi, il ritrovamento del DNA di un individuo che (stando alle sue dichiarazioni) per Chiara era uno sconosciuto, sul corpo di Chiara, no.

E a questo punto bisogna ricordarsi anche della solerzia con la quale gli inquirenti andarono a caccia del DNA di Stasi sul corpo di Chiara: lo avessero trovato, sarebbe stata la pietra tombale su un uomo che con tutta probabilità, stando ai nuovi elementi, verrà riabilitato come innocente. Eppure lui era il fidanzato di Chiara, sarebbe stato possibile trovarle addosso il suo DNA, no?
Insomma, un livello di faziosità che rasenta il ridicolo.

È il doppiopesismo tra il trattamento Sempio e il trattamento Stasi che puzza tremendamente di incoerenza e, per i più maliziosi, sottende qualche trama dietro le quinte. Sia chiaro, chi scrive non spera che a Sempio venga riservato il trattamento Stasi. È esattamente l’opposto: per quale motivo a Stasi non fu concesso il beneficio del dubbio come sta avvenendo ora per Andrea Sempio? Perché Stasi fu braccato, messo sotto torchio in interrogatori interminabili nei quali gli vennero poste domande senza uscita, spesso utilizzando delle informazioni non veritiere (indimenticabile, ad esempio, la richiesta a Stasi di rispondere in merito a come fosse finito il sangue di chiara sui pedali della sua bici, sangue che non fu mai trovato in realtà)?

Bene dunque che Sempio abbia un trattamento migliore di Stasi, ma ciò non significa certamente mettersi le fette di salame sugli occhi e fingere che vada tutto bene perché alla fin fine un colpevole in carcere c’è e non importa che non sia “il” colpevole.

Alessandro Bonelli, 6 dicembre 2025

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