Cronaca

Garlasco, la verità sulla “svolta”: la realtà rovina la narrazione

Il Ris non inchioda un secondo colpevole. E il dubbio sulla condanna di Stasi resta enorme

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In merito al pasticciaccio brutto di Garlasco, chi è rimasto a lungo con il fiato sospeso, in attesa della famosa Bpa (acronimo in lingua inglese delle analisi della traiettoria delle tracce si sangue) realizzata dal Ris di Cagliari, sembrerebbe essere rimasto piuttosto deluso. In questo senso il condizionale è d’obbligo, dal momento che attualmente si tratta solo di indiscrezioni giornalistiche fornite da non precisati canali riservati.

In sostanza, molti giornali riportano la “sensazionalistica” notizia secondo cui dalla corposa relazione dei Ris, di oltre 300 pagine, non emergerebbe la presenza di un secondo assassino/a – sebbene, come riporta ad esempio Fanpage, “questa indiscrezione sarebbe però stata smentita, segno che la consulenza rimane – per legge – segreta”. In particolare, l’accertata presenza di un solo assassino incontrerebbe i favori dei sostenitori ad oltranza della colpevolezza di Alberto Stasi, tra cui l’ottimo Stefano Zurlo che così si esprime sul Giornale: “Ci avevano promesso la svolta. La virata tanto attesa verso il secondo uomo non è arrivata. Non c’è. L’assassino numero due è un fantasma, una supposizione, una suggestione – come si ama dire oggi -, ma la realtà è meno fantasiosa. L’indagine bis sul delitto di Garlasco va a sbattere contro la Bpa, la quasi mitica e attesissima analisi delle tracce di sangue, che conferma il vecchio impianto. Chiara Poggi, se dobbiamo credere alle prime anticipazioni di agenzia, è stata uccisa da una persona sola”.

In realtà mi sembra che sia tutto o quasi da confermare, visto che i seri e scrupolosi artefici di questa assai contestata nuova inchiesta tengono in modo particolare al principio – di Pulcinella in molti altri casi giudiziari italiani – al segreto istruttorio, e non intendono in alcun modo farsi dettare la linea da una stampa troppo incline ad anticipare indagini e sentenze definitive. D’altro canto, le stesse indiscrezioni, in merito agli attuali accertamenti, racconterebbero una diversa dinamica dell’orrendo crimine, ribaltando completamente quella relativa alla condanna di Alberto Stasi. Sentenza la quale, come non ci stanchiamo mai di ripetere, sembra reggersi su una sorta di atto di fede, viste le numerose illogicità in essa contenute.

In pratica, secondo quanto scritto dall’Ansa, alla consulenza dei Ris, “dovrà essere affiancata quella della dottoressa Cristina Cattaneo, incaricata dalla Procura di ‘rileggere’ alcuni aspetti del delitto. La professoressa dovrà stabilire l’arma del delitto, il numero di lesioni e accertare se l’omicidio sia opera di una o più persone. Le due consulenze saranno poi affiancate per avere un quadro completo”. Oltre a tutto ciò, molti altri elementi debbono essere rivalutati o analizzati per la prima volta (come la traccia di sangue che anche ad una talpa sembrerebbe quella di una mano e le otto impronte parziali trovate sulla spazzatura, a cui si spera di trovare una qualche corrispondenza).

E proprio per cominciare a mettere qualche punto nella intricata matassa giudiziaria, “la giudice di Pavia Daniela Garlaschelli ha convocato le parti processuali in aula per il prossimo 26 settembre per fare il punto sulla situazione, ma la parola fine agli esperimenti scientifici dovrebbe essere posta il 24 ottobre quando gli esperti davanti al giudice discuteranno dei risultati raggiunti.” Per quanto ci riguarda, da incalliti garantisti, la nostra principale speranza e che da questa approfondita indagine possa finalmente essere fatta luce sulla tragica morte della povera Chiara Poggi, scagionando un uomo sulla cui condanna esiste un ragionevole dubbio grande come una montagna. Ma ciò non significa che si deve trovare a tutti i costi un colpevole alternativo sulla stessa e fragilissima base indiziaria. Come ha più volte sostenuto il giudice Vitelli, che assolse Stasi in primo grado, “quando metti in galera la gente non dico che devi scendere in discesa ma almeno in pianura.” E questo vale anche per Andrea Sempio, l’attuale indagato per il delitto di Garlasco.

Claudio Romiti, 18 settembre 2025

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