Come ampiamente riportato dalla stampa nazionale, l’avvocato Antonio De Rensis, che insieme a Giada Bocellari fa parte del pool difensivo di Alberto Stasi, è stato indagato per diffamazione dalla Procura di Milano. Il nome del legale è finito nel registro degli indagati insieme all’inviato delle Iene Alessandro De Giuseppe e all’ex maresciallo dei carabinieri Francesco Marchetto.
In particolare, l’indagine nasce da una querela presentata da Stefania Cappa, cugina della vittima uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Occorre, inoltre, aggiungere che alcune settimane addietro contro De Rensis era stato depositato un esposto presso la Procura generale di Milano da parte della giornalista Chiara Ingrosso, ex inviata di Far West, talk condotto su Rai 3 da Salvo Sottile.
In questo senso stiamo assistendo, parallelamente alla nuova indagine portata avanti con grande solerzia dalla Procura di Pavia, a un impressionante proliferare di esposti e querele. Secondo quanto riportato dal giornale online Milano Today, ad oggi quasi 200 denunce sarebbero state presentate dai familiari della povera Chiara Poggi e dalle cugine.
Credo che nei casi di cronaca giudiziaria del Paese ciò rappresenti un vero e proprio unicum. Un effetto collaterale che, a mio modesto parere, non sembra avere molto a che fare con il lavoro degli attuali inquirenti, i quali stanno continuando a tirare dritti per la loro strada.
Ma forse il vero obiettivo, almeno così alcuni osservatori pensano, è quello di distrarre l’opinione pubblica dal focus della citata indagine, con la quale verrebbe letteralmente demolita la condanna di Alberto Stasi e, nel contempo, da essa potrebbero scaturire ulteriori scenari – a prescindere dalla colpevolezza o meno di Andrea Sempio (che rimane innocente fino a prova contraria) – finora rimasti nel limbo delle ipotesi.
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Sta di fatto che, mettendo in fila l’impressionante numero di errori commessi durante la prima indagine, le troppe stranezze – se così le vogliamo definire – che hanno accompagnato la rapida archiviazione dell’attuale indagato nel 2017 e tutto ciò che sta emergendo dalle indagini per corruzione che sta conducendo la Procura di Brescia, da osservatore del caso della prima ora, mi sembra surreale che a finire indagato sia proprio l’ottimo De Rensis, il quale nei suoi molti interventi televisivi non ha mai voluto commentare nulla che riguardasse la famiglia Cappa, né tantomeno la gemella Stefania.
Pertanto, parafrasando il titolo di una celeberrima commedia di Shakespeare, credo che alla fine della fiera tutto ciò sia inesorabilmente destinato a creare “Molto rumore per nulla”. Staremo a vedere.
Claudio Romiti, 3 giugno 2026
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Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


