Politica

Genocida dillo a qualcun altro

Francesca Albanese e il suo rapporto sulle presunte responsabilità dell'Italia su Gaza. Non sarà una "strega", ma nuntereggaepiù

Francesca Albanese Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Forse Israele ha capito, meglio tardi che mai, che deve cambiare registro sulla comunicazione, deve andarci giù dura perché la comunicazione è la continuazione della guerra con altri mezzi; anzi, se è lecito un consiglio da buttare, e che scontenterà tanti, Israele a questo punto bombardasse più con i media che con le armi, almeno fin che è possibile. Si registra comunque un cambio di passo nel modo di agire sullo scenario mediatico, social inclusi: finora Israele aveva giocato in difesa e maldestra difesa, lasciando ad Hamas e ai suoi seguaci tutto l’agio di camuffare, distorcere, inventare, scaricando sui nemici le responsabilità perfino degli orrori da essa stessa protratti. Forse c’era anche cattiva coscienza di fronte a un modo di procedere devastante, che con tutte le difficoltà del caso però non lascia, deliberatamente, pietra su pietra, che non conosce più amici né nemici, che non si ferma neppure sui bambini (e questo va pure detto, se si vuole essere leali con tutti). Adesso però le cose sembrano, per quanto tardivamente, cambiare: lo si coglie dall’enfasi con cui vengono trattate, facendo in modo di renderle virali, le ultime enormità della ineffabile Francesca Albanese: no, non tanto l’invettiva, discutibile ma simbolicamente tremenda, dunque efficace, da parte del rappresentante israeliano all’ ONU Danny Danon: “Signora Albanese, lei è una strega. Questo rapporto è un’altra pagina del suo libro degli incantesimi. Ogni accusa è un incantesimo che non funziona, perché lei è una strega fallita”.

Pesantuccio? Ma ci sta, la controversa “relatrice speciale” in fama di giurista aveva appena condito il suo rapporto incendiario con queste parole: “l’Italia mostra un livello di immaturità politica che non ho riscontrato altrove”, liquidando nel suo solito stile come “grottesco” l’intervento di Maurizio Massari, Rappresentante Permanente d’Italia: “Il rapporto è privo di credibilità e imparzialità (…) “ci sono ampie prove pubbliche che dimostrano come la signora Albanese non possa essere considerata imparziale (…); “questo rapporto contribuisce davvero a una pace duratura o ad alleviare le sofferenze dei civili? Non sarebbe un paradosso se l’Onu fosse percepita come ostacolo alla Pace?”

Il rapporto in questione si risolve nell’accusa, più delirante che grottesca, di genocidio in capo all’Italia insieme ad altri 62 Paesi, quanto a dire l’intero pianeta tranne la costellazione araba che sostiene Hamas. Ma come si fa a sostenere decentemente che l’Italia pratica il genocidio “attraverso azioni illecite e omissioni deliberate, troppi Stati hanno armato, fondato e protetto l’apartheid militarizzato di Israele, permettendo alla sua impresa coloniale di insediamento di metastatizzare in genocidio, il crimine ultimo contro il popolo indigeno della Palestina”?

Metastizzare un cazzo. Dire che per via diplomatica, oppure fornendo aiuti militarizzati, si fomenta il genocidio è roba da manicomio, infantilmente avulsa dalla realtà, roba che peraltro non trova riscontro né indignazione su altri scenari, come quello ucraino, dove Albanese risulta quantomeno distratta, svogliata se non solidale con chi bombarda, invade, devasta. E deporta bambini, se non dispiace sentirselo dire: perché un conto sono le ricostruzioni del Fatto che sponsorizza e su cui si produce Albanese, un altro la realtà, cruda, odiosa in quel non fare sconti a nessuno.

Strega o non strega, non è questo che conta: è che le faccette, la supponenza, la doppia morale a seconda di chi compie “genocidio” non reggono al punto che molti perfino a sinistra non ne possono più della sparate, dei missili di questa meteora di laboratorio un giorno misteriosamente esplosa sui media. Misteriosamente (ma non tanto), come accade sempre in questo tempo di eroi di un giorno. Non è solo Massari ad osservare che la ricostruzione albanesiana risulta da un documento “totalmente privo di credibilità e imparzialità [che eccede] il mandato specifico del relatore speciale, [concludendo che ] vi sono ampie prove online e nelle sue interviste che Albanese non può essere considerata imparziale”. E non ci sono solo le comprensibili proteste americane, quelle ungheresi, quelle di altri 60 Paesi, si fa per arrotondare; Albanese, in chiaro delirio di onnipotenza, si è costruita, montata e sfasciata da sola e le sue puntualizzazioni non reggono: “L’Ungheria si sbaglia: non è vero che non ho condannato Hamas, e mi sorprende che l’Italia, mio Paese d’origine, si unisca a questo coro privo di fondamento. Avreste dovuto citare esempi concreti, invece di recitate i punti di discussione dell’ambasciatore israeliano”.

Davvero? Non è lei ad avere definito Hamas una sorta di avanguardia di una nuova resistenza mondiale, patrioti combattenti che hanno fatto ospedali, scuole (riempiendoli di scudi umani anche bambini, ma sono dettagli), ha fatto tante cose buone”? Non ce la fa proprio, anche in queste ore in cui Hamas provede alla mattanza di palestinesi; ai quali, ben oltre il grottesco, manda una simile benedizione, o incantesimo: “La vostra resilienza è onorata e il mondo si sta risvegliando con voi e sarà al vostro fianco, come ha fatto con il Sudafrica fino alla vostra liberazione”.

Ma cammina. Anzi, Albanese, fa’ ‘na cosa: genocida dillo a tua sorella, sia o meno la Strega di Mare di Braccio di Ferro. Nuntereggaepiù, e, il cielo sia ringraziato, ‘ste mega cazzate non attecchiscono più, sei riuscita a saturare tanti pure fra i tuoi ultras più esaltati. Mentre la divisione per i Diritti Civili del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti richiede alle Nazioni Unite la sua rimozione immediata dall’incarico di Relatrice Speciale per i diritti umani nei Territori Palestinesi occupati; mentre, con tanto di interrogazione alla Camera, l’onorevole Mauro Malaguti di Fratelli d’Italia chiede a sua volta se non sia il caso di unirsi all’amministrazione statunitense per fare luce sulle gravi accuse avanzate da UnWatch secondo cui Albanese avrebbe insabbiato insieme all’Onu presunti finanziamenti (circa 20mila dollari), ricevuti da gruppi di pressione filo-Hamas, oltre a essere stata artefice di «altre gravi violazioni etiche e comportamenti finanziari… che giustificano un’indagine urgente e indipendente».

Nello specifico, secondo l’Ong con sede a Ginevra impegnata a «monitorare le prestazioni delle Nazioni Unite sulla base della propria Carta», durante un viaggio del novembre del 2023 in Australia e Nuova Zelanda definito di «lobbying», quindi già di per sé non conforme al mandato, Albanese avrebbe partecipato a diversi eventi percependo finanziamenti esterni non governativi in violazione dell’articolo 3 del Codice di condotta delle Nazioni Unite per le procedure speciali che vieta ai titolari di mandato di accettare favori, doni o remunerazioni da fonti non governative. A ballare sono in particolare due associazioni, l’Australian Friends of Palestine Association (AFOPA) e la Free Palestine Melbourne, che hanno ammesso i finanziamenti, non sapendo forse che ciò contravveniva alle regole dell’Onu, e non hanno mai nascosto il loro sostegno alla causa di Hamas.  Secondo UnWatch il primo gruppo «ha elogiato il leader terrorista di Hamas Yahya Sinwar, definito “incredibilmente commovente”, dopo che questi è stato ucciso da Israele nell’ottobre 2024», mentre il secondo ha definito il massacro il 7 ottobre «un momento di svolta non solo per i palestinesi di Gaza, ma per l’intera regione, se non per il mondo intero!». Illazioni se si vuole, tutte da dimostrare, d’accordo, ma hai voglia a dire che hai condannato Hamas…

Non ci sentono più neanche a Torino, Italia, dove la solita proposta per l’immancabile cittadinanza onoraria a questa ingombrante suffragiona ha scassato tutto a Palazzo Civico a partire dalla coalizione che sostiene il sindaco Stefano Lo Russo: bel risultato davvero, la sinistra coglionesca che già si dibatte in agguati, astensioni, faide, trasformismi: ne valeva la pena? Comunque se tra piddini e grillini si scannano, a noi fa solo ridere, ci fa godere. Strega o no, qualcosa di buono Francesca Albanese l’ha combinato. Suo malgrado: il genocidio delle giunte di quella sinistra per cui finirà candidata, anche se non è più detto, non più sicuro come lo era appena ieri. Tanto velocemente cambiano le cose in questo tempo stagnante. Comunque, Francy, genoicida dillo a tua sorella: la Sea Hag di Popeye.

Max Del Papa, 30 ottobre 2025

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