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Giallo sulle morti in aumento tra i giovani - Seconda parte

I dati mostrano come la mortalità tra i giovani e la popolazione che lavora ha toccato nel 2021 livelli record, mentre si registra un calo tra i fragili

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Anche quando si tratta di giovani sani morti dieci ore dopo dall’iniezione Pfizer o Moderna e la famiglia chiede l’autopsia, i medici nominati dai tribunali spesso non indicano la correlazione.

Ma i casi sono troppi, accadono in tutti i paesi e i numeri sono tali che da metà 2021 c’è stato in Europa un eccesso di morti sotto i 65 anni e in particolare sotto i 44 anni del tutto anomalo.

Come si vede dal grafico dell’Osservatorio Europeo segnalato all’inizio questo aumento di morti giovani continua anche nel 2022 ed è al livello massimo dal 2017 (il sito dell’Osservatorio indica i dati dal 2022 al 2017). Nessun giornale o tv in tutto questo tempo ha mai voluto prendere in considerazione l’aumento dei morti (totali, non “Covid”) tra la popolazione che lavora e i giovani. Si continuano ad usare i dati dei morti totali per tutte le fasce di età, tra i quali ovviamente gli 80enni sono il 90%. In questa fascia di persone fragili nel 2020 c’è stato un aumento intorno al 10% e poi nel 2021 invece un calo, ma il sito dell’Osservatorio indica che il calo nel 2021 rispetto al 2020 è tutto sopra gli 85 anni.

Questo calo dei decessi nel 2021 sopra gli 85 anni però offusca l’aumento dei morti avvenuti a partire da metà 2021 e che continuano anche tuttora nella popolazione che lavora. Perché ci sono così tanti morti giovani nel periodo della vaccinazione forzata? Questi morti sono reali e documentati, gli ottantamila morti evitati sono un mistero.