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Giusto tagliare le pensioni d’oro? Sgarbi vs Davi

Tagliare le c.d. pensioni d’oro, cioè quelle con importo pari a 4.500 euro netti al mese: sì o no? Giusto o no?

A Quarta Repubblica lo abbiamo chiesto a Klaus Davi e a Vittorio Sgarbi. Il primo favorevole, il secondo contrario al provvedimento “targato” Movimento Cinque Stelle.

L’estratto dalla trasmissione del 16 ottobre 2018.

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3 Commenti

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  1. Andrea nel tuo discorso c´e´ qualcosa che non torna. Perche´ se tuo padre ha lavorato quasi 50 anni e e´arrivato a guadagnre anche 150000 euro l´anno ( pagando presumibilmente tutti i contributi previdenziali , che per un libero professionista prevedono una quota fissa e una variabile sul reddito ) , dovrebbe ricevere una pensione molto ma molto piu´alta. Lasciatelo dire da un autonomo andato da poco in pensione con oltre 44 anni di contributi

  2. Non è solo giusto ma doveroso,poi non capisco perchè non si usa lo stesso criterio delle tasse, chi fa impresa , chi lavora insomma , lo sappiamo tutti e tenuto a contribuire allo stato una percentuale del guadagnato e versarlo alle casse dell’erario, chi piu’ guadagna , in percentuale piu’ paga, questo criterio nonostante ci siano alcune categorie che pagano molto piu’ di un piccolo imprenditore /artigiano o lo stesso dipendente, ma questo non dà certo diritto ad avere piu’ servizi o servizi di riguardo, SIAMO TUTTI UGUALI sotto questo aspetto, perche’ non utilizzare lo stesso criterio con la previdenza?
    DOMANDA: pensione vuol dire FINE DELLA ATTIVITA’ LAVORATIVA, …. quando si lavora , la previdenza viene pagata anch’essa in percentuale/fascia di reddito, piu’ guadagni ,piu’ paghi, perche’ avere piu’ pensione? se lavorando hai guadagnato piu’ di un’altro e giusto che paghi in percentuale , ma hai anche vissuto meglio con il tuo stipendio piu’ alto, ma a mio avviso questo non darebbe diritto ad avere una pensione piu’ alta e quando dico piu’ alta ovviamente mi riferisco a queste pensioni che fanno rabbrividire per il loro costo.
    Con la fine dell’attivita’ lavorativa la pensione dovrebbe essere , se non uguale per tutti , ma quasi, per fasce di categoria con un tetto massimo e che garantisca a tutti una vita residua DIGNITOSA.

  3. Tornando ai pedaggi. Io provengo da una famiglia di pubblicitari. Il nostro core b. era l’Intermediazione e la pobblicità turistica. Tu, Nicola, penso ti ricorderai le pagine dei quotidiani e periodici con pagine fitte di modulini di alberghi della riviera romagnola. Tra le offerte, sopratutto per gli stranieri, gli hotel, oltre quelle del vino gratis ai pasti, bimbo gratis fino a x anni, lettini e ombrelloni, c’era il rimborso dei caselli autostradali. Mio padre è un lavoratore precoce, è andato in pensione dopo aver versato quasi 50 anni di contributi. Col suo lavoro arrivava a guadagnare anche 150 mila euro l’anno, ora di pensione ne prende 2500. Tagliare quelle sopra i 4500 euro, non è una bestemmia.

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