Gli ayatollah impiccano l’atleta oppositore

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Navid Afkari, il campione iraniano di lotta greco-romana, è stato impiccato questa mattina in Iran, nella città di Shiraz. Navid Afkari, è giusto ripetere il suo nome in modo che rimanga qualche secondo in più nella memoria di tutti noi, era stato arrestato dalla polizia iraniana durante le manifestazioni contro il governo, nell’agosto del 2018. Era stato poi anche accusato di aver ucciso un agente in servizio a Shiraz oltre, naturalmente, di aver fomentato le proteste.

Il giovane lottatore si era dichiarato più volte innocente dopo aver ritrattato una confessione che gli era stata estorta con la tortura. Questo particolare è stato rivelato dal suo legale che ha raccolto testimonianze arrivate da persone detenute nello stesso carcere, persone che, sempre secondo le testimonianze, erano state anche loro sottoposte a torture. Nello stesso carcere dove stamane Navid Afkari è stato impiccato, sono detenuti anche due suoi fratelli Vahid e Habib, ai quali sono state commutate pene pesanti: 54 anni di carcere al primo e 27 al secondo. La prova palese che il regime degli Ayatollah volesse Navid Afkari morto a tutti i costi, è data dal fatto che il giovane atleta è stato impiccato anche dopo il perdono arrivato dalla famiglia dell’uomo ucciso: Hassan Torkman.

In Iran è usanza che un condannato a morte possa essere risparmiato e che la pena capitale possa essere tramutata in ergastolo, se i famigliari della vittima perdonano l’assassino. Nel caso di Navid Afkari però, questa usanza è stata ignorata, come sono stati ignorati gli appelli da parte della Fifa, da parte di altre associazioni sportive internazionali e da parte di tutto il mondo dello sport in generale. Gli Ayatollah lo volevano morto, e questa mattina il boia li ha accontentati. Non c’è da stupirsi, la storia ci insegna che i regimi dittatoriali, specialmente quelli che giustificano il tallone di ferro nascondendosi dietro ai libri sacri, sono sempre i più sanguinari.

Tallone di ferro, e impiccagioni con il massimo del dolore, questo caratterizza il regime infame degli Ayatollah, perché l’impiccagione che viene eseguite in Iran è l’infamità portata al massimo livello. In Iran il boia ha un modo tutto suo di dispensare la morte, il condannato, infatti, non viene fatto cadere nella botola dove trova una fine relativamente rapida, questo è stato più volte documentato anche dalle immagini arrivate da Teheran e dintorni. Nella maggior parte di queste esecuzioni, dopo che il cappio viene stretto intorno al collo il prigioniero viene lentamente sollevato con una gru e muore per soffocamento e strangolamento. E dal momento del sollevamento alla morte passano molti terribili minuti.

“Solo sul sangue viaggia la barca della rivoluzione”. Era scritto su una famosa pasquinata del 1825 rivolta a Papa Leone XII, che ai suoi tempi era stato un maestro nel reprimere qualsiasi forma di libertà individuale. E la storia ci insegna anche come andò a finire.

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27 Commenti

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  1. In realtà “questo” è proprio l’islam!!!
    In Iran vige la legge islamica (o legge coranica) che significa prendere alla lettera tutto ciò che è scritto nel corano.
    Tutte le loro leggi si basano solo ed esclusivamente sul corano.
    Non dimentichiamo poi che il corano, al contrario della bibbia, non è interpretabile ma assoluto. Infatti la bibbia contiene storie ed avvenimenti che possono essere interpretati in modi diversi ed, al suo interno, ci sono le leggi cristiane (i 10 comandamenti).
    Il corano, invece, è un libro di leggi che non vanno interpretate ma solo eseguite.
    Nei paesi islamici seguono le leggi del corano alla lettera…quindi quello è proprio l’islam!

  2. Non trasferite il fatto nella diatriba italica. Questo non è l’islam…..come la religione cattolica non era l’inquisizione. Basta ricordare che i generali argentini, fecero quello che fecero, con il silenzio del cardinale Laghi, ambasciatore apostolico in quel paese. Nessuno diede per quei fatti la colpa a DIO, ma personalmente ritengo che il silenzio colpevole di alcuni suoi rappresentanti, era senz’altro da condannare.

    • In realtà “questo” è proprio l’islam!!!
      In Iran vige la legge islamica (o legge coranica) che significa prendere alla lettera tutto ciò che è scritto nel corano.
      Tutte le loro leggi si basano solo ed esclusivamente sul corano.
      Non dimentichiamo poi che il corano, al contrario della bibbia, non è interpretabile ma assoluto. Infatti la bibbia contiene storie ed avvenimenti che possono essere interpretati in modi diversi ed, al suo interno, ci sono le leggi cristiane (i 10 comandamenti).
      Il corano, invece, è un libro di leggi che non vanno interpretate ma solo eseguite.
      Nei paesi islamici seguono le leggi del corano alla lettera…quindi quello è proprio l’islam!

  3. Ti riconosco mascherina !
    Tutto ciò che viene mantenuto ai minimi termini possiamo definirlo fisiologico , dunque non nocivo . “È la dose che fa il veleno “ ; islam , religioni , stato , debbono divenire materiale amorfo , come lo è il reagente per fare i tamponi . Il predominio del futile e dell’ideologico sul sostanziale dell’esistenza procura marcescenza irreparabile , l’imprimatur dell’ozio , padre dei vizi , chiude il cerchio e la forma mentis dell’ominide regredito a concime per una flora nettamente più in evoluzione della commistione faunistica uomo bestia . Cattività e promiscuità con animali non é sinonimo di bonomia ma conferma che l’ uomo è addirittura peggiorato ,approdo compensativo nel gratificare , senza destar sospetti , impulsi distruttivi , predoni , cannibali , sdoganati dal buonismo modaiolo del mondo decerebrato . Così i cani divengono più cani ed i virus più virus e gli zombie più zombie . Dall’istinto predone di tribù pastorali , ceppo di derivazione anonima sarda , rapitori aspromontani ndranghetisti , predoni arabi del deserto , come branco di lupi , stesso istinto , razziatori di civiltà antropiche pacifiche , prolifiche , operose e creatrici , arrivano sempre continui pericoli alle convivenze sociali umanistiche e liberali da masse montanti tumorali distruttrici appassionati devastazione morte . Come nelle stazioni , nei parchi , sulle opere d’arte , inciviltà , incuria , sporcizia . Respirare , cibarsi e vivere in humus siffatto è prevalenza di patogenesi autopoietica , è trasmissione contagiante e virale di corpi infetti con raggiunta immunità di branco versus corpi indifesi alla virulenza distruttiva , surplus invasivo di infestanti selvatici incompatibili . Oltre la soglia fisiologica è saturazione , ribellione delle cellule sane che impazziscono ammalandosi , saturato sistema di rapporto contrattuale cittadino stato versus fiscalismo asfittico impositivo , come la scimitarra del califfo alla gola . “Il piccolo Adolf Hitler respirava in famiglia quella plumbea aria di frustrazione perenne , di impotenza a vivere , di rancoroso sentiment “ ; cosa , se non gli effetti devastanti montanti del relativismo comunista che impiantava l’odio dopo averne inoculato il virus ? Osmosi , Asserzione calzante esaustiva del Giornalista Sallusti che intercalando : “ sinistra italiana fascista ? Peggio ,comunista ! “ Al peggio non v’è mai fine , manipolazione ex via seta , zona 5G per tutti , tra pipistrelli e pangolini , abbuffate di vermi in padelle e cani fritti da asporto nello street food totalitario cinese eccellenze di Wuhan , cittá del fiume Azzurro , ci fanno un baffo al vecchio Confucio ! dal cupolone il Bertoldo signor buonasera a sbeffeggiare il giudaico cristiano che è in noi e giù tutto il progressismo parassita a demonizzare il capitalismo occidentale che ha arricchito e mantiene ancora così tante merde , vanto di una razza e casta d’élite schizo mondialista catto islamo comunista nazi mafio berbero saraceno statalista . Megavayrus in trionfo .
    Niente di più innaturale di una natura incompatibile , di una genetica non profilata , niente di più innaturale delle forzature immigratorie di comparti sociali avulsi , Mengele meltingpot , fallimento fermentato semantico di ” razzismo “ nuovo vecchio “oppio dei popoli” . Tanto tuonò che piovve , sicché mai come adesso , nei cambi epocali paradigmatici che preludono scatti in avanti e verso l’alto di miglioramenti sostanziali , e conseguente incanalare col lavoro “che rende liberi “ dagli ismi mortali , la visione sistemica del mondo come opportunità ottenuta dalla tecnologia comunicazionale , l’uso che l’ominide ne fa è di gran lunga impiegato all’autodistruzione con effetto accelerato , rendendo il tempo una variabile estremamente relativa e la storia priva di senso . Ciò che dentro e fuori dal corpo rimane , di sano , tenta in continuazione fughe dagli altri , da un sé stesso indecriptabile ed indefinito , indebolito , impaurito , malato , fobico , attaccato disperatamente al guinzaglio del canino ovino che lo conduce chissà dove , chissà quando , chissà cosa ; risposta inerente la fornisce episodi come quelli dell’atleta iraniano impiccato , della candidata islamica piddina nella patria del diritto , nel riscatto pagato pecunia non olet , dal governo italiota per “liberazione” aleatoria invasata d’ invasati mostri islamici di merende , avvinghiata allotropia filosofica manifesto Benetton” united color” , monopattini scorazzanti nella futile vacuità di codeste indiscipline , astrazioni malate di corpi divelti da radici identitarie di uno stanco pianeta terra .

  4. Punto di vista personale:
    Maometto, ultimo profeta per i fedeli islamici, nacque 570 anni dopo il nostro, Gesù Cristo. Entrambi predicato o, a loro modo, la pace e la suddivisione della ricchezza. Ora, consideriamo queste come conquiste da raggiungere, mete di un percorso evolutivo che deve coinvolgere le coscienze di tutti, laici compresi.
    Come eravamo 570 anni fa? Guerra tra Franchi e Prussiani, tra Francesi ed Inglesi, Spagnoli e Portoghesi che “evangelizzavano” gli Indios, la Sacra Inquisizione, poi le Rivoluzioni, e Napoleone, poi Franz Josef, poi Hitler..
    Ci siamo tagliati la gola a vicenda per secoli! Guidati dai nostri Ahyatollah, per ultimo Milosevic negli anni ’90… Speriamo che sia stato l’ultimo davvero!
    Anche le altre civiltà hanno il diritto-dovere di compiere certi percorsi, lastricati di sangue rappreso. In questo nessuno può interferire, tanto meno chi ha messo al rogo alchimisti e studiosi (Galileo la fece Franca per fortuna!).
    Non permettiamoci di intervenire in alcun modo, è giusto giudicare a livello morale, forse, ma “chi è senza peccato…”

  5. Indipendentemente dal fatto che abbia commesso i reati a lui imputati,di sedizione popolare o omicidio verso un agente di polizia,è l’atto governativo di per sé crudele che desta orrore e terrore,ancorché di soffocare certe ideologie che possano minare, nel tempo,quei regimi abili a sottomettere intere popolazioni.
    Mantenere e consolidare il potere autoritario attraverso la repressione porta molti regimi dittatoriali a comportarsi come il regime degli Ayatollah.Riporto per intero alcune frasi di Sfaradi:In Iran è usanza che un condannato a morte possa essere risparmiato e che la pena capitale possa essere tramutata in ergastolo, se i famigliari della vittima perdonano l’assassino.
    La prova palese che il regime degli Ayatollah volesse Navid Afkari morto a tutti i costi, è data dal fatto che il giovane atleta è stato impiccato anche dopo il perdono arrivato dalla famiglia dell’uomo ucciso.

    • Ma il perdono è arrivato veramente? Veramente è usanza che se c’è il perdono, allora c’è la commutazione della pena capitale in ergastolo? Veramente la legge iraniana affida una cosa delicata come la pena di morte e l’ergastolo, ad un'”usanza”? Non è che la cosa magari è un po’ più complessa? E che in realtà non si tratta di un'”usanza”, ma di qualcosa ben regolamentato?

      Noi in realtà sulla questione non sappiamo niente. Se veramente è un poveraccio a cui è stata estorta la confessione con la tortura, è un conto, ma se fosse stato, poniamo, un terrorista tipo brigatista che ha ucciso un poliziotto? Non è mica detto che fosse uno stinco di santo.

      • Nessuno sta dicendo che l’impiccato fosse uno stinco di santo,questo non lo sapremo mai!
        Quello che cerco di dire è che i regimi con piena dittatura a volte fanno il bello ed il cattivo tempo a danno dei cittadini che si espongono politicamente in altri modi.
        Secondo lei l’Ayatollah ha agito in buona fede oppure c’è dell’altro che non vogliono far sapere?

      • giùalnord,
        beh, direi che si esposto quantomeno “parecchio” se ha ucciso un poliziotto. Io credo che gli Ayatollah, nel fatto specifico, abbiano agito ben poco e che siano state applicate le leggi dello Stato e credo anche che in Iran non sia tutto così negativo e che questa negatività con cui l’Iran viene dipinto, sia, almeno in parte, propaganda. Per esempio: l’Iran sarà anche una terribile dittatura islamica e, come tale, senza nessun rispetto della donna – questa è la nostra narrazione – eppure l’Iran è il Paese con il più alto tasso di donne laureate del Medioriente e, per di più, le donne risultano, da statistiche verificabili (Calendario Atlante De Agostini) più istruite degli uomini e più laureate degli uomini.

        • Sono d’accordo con lei sul fatto che si siano applicate le leggi per l’omicidio perpetrato ai danni di un poliziotto.L’articolo parla di presunto omicidio e non certezza dei fatti.
          Il giovane lottatore si era dichiarato più volte innocente dopo aver ritrattato una confessione che gli era stata estorta con la tortura.
          Io non ho altri elementi per capire la presunta colpevolezza o innocenza di questo iraniano.

      • Lo dice la Shaaria, legge islamica che è molto più di un’usanza. Ho scritto usanza solo per facilitare la scrittura e non entrare in tecnicismi inuliti.

  6. Non prendo posizione in merito: sono veramente troppo poche le informazioni. Ho appena finito di rileggere la “Storia della Colonna infame”, per cui non posso che contestare nel modo più categorico delle confessioni estorte con la tortura. Ma è andata veramente così, o è solo propaganda, il che può benissimo essere? Non abbiamo elementi concreti e veramente credibili per poter esprimere un’opinione fondata sulla giustezza della condanna, se non una generica contrarietà alla pena di morte in sé.

  7. In Iran si impicca (crudelmente) un oppositore, mentre in Italia si permette a un pluri-assassino come Battisti – che piagnucola dal carcere di Oristano di essere prigioniero di uno Stato vendicativo (sic!) e, per questo, fa lo sciopero della fame – di richiedere un regime detentivo più mitigato presso i carcere di Milano o di Roma (logisticamente più comodi da raggiungere per parenti e legali…). Ma si può?

    • Lui, purtroppo può, glielo permettono, la faccia di palta di
      quell’elemento è senza fine, quel giovane in Iran ha fatto
      una fine orrenda per aver fatto opposizione al regime.
      Ci mandiamo un po’ Battisti, che ha sgarrato tanti anni
      dalla nostra giustizia? Vediamo se si oppone…

  8. Dovremmo leggere gli scritti, purtroppo profetici, della Oriana Fallaci: a causa di questi scritti è stata ripudiata dalla sinistra

  9. In Italia, invece, ai nemici dello Stato, quelli che tengono sotto scacco migliaia di persone e si sono macchiati di atroci crimini gli facciamo scontare la pena nel focolare domestico.
    Anche in Italia, come nel caso specifico dell’Iran, non sono stati interpellati i parenti delle vittime per avere il consenso preventivo.
    Non mi risulta che nessun paese dell’Unione abbia sollevato obiezioni su questa gestione della giustizia all’italiana.
    Eppure questo è un segnale che dovrebbe allertare l’Europa su come giri il fumo nel nostro paese. Dovendo finanziarci, la contestazione sarebbe stata un obbligo.
    —————
    Il coro delle proteste del mondo culturale occidentale si alza solo per ciò che accade in America… Ieri era l’11 settembre e diciannove anni fa avevamo capito che c’era un nemico comune.
    Ora quel nemico è meno nemico e ci inginocchiamo davanti a lui.
    Chiesa compresa.

    • Vero, i pluriomicidi stanno fuori da dove dovrebbero essere,
      per ragioni umanitarie (…), vedi Johnny lo zingaro in permesso
      premio e, almeno credo, ancora uccel di bosco. I parenti
      delle vittime, zero! In quanto all’America, l’11 settembre non
      ha insegnato niente: aveva previsto giusto la Fallaci: siamo
      Eurabia!

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