Si intitola “Discutere” la quarta e ultima tavola rotonda della nona edizione de La Ripartenza, l’evento ideato da Nicola Porro. Protagonisti di questo confronto sulla politica (ma non solo) Annalisa Chirico, Alessandro Sallusti, Mario Giordano, Giuseppe Cruciani, Andrea Ruggieri e il padrone di casa Nicola Porro.
Discussione vivace, punti di vista diversi e l’immancabile contestazione pro Pal. Durante il dibattito sul palco del Petruzzelli, è partita la dimostrazione con le bandiere palestinesi e il tentativo di sabotare l’evento. Clima di alta tensione, con botta e risposta al vetriolo. “Rispettate la nostra discussione” la richiesta di Porro, fino all’uscita dal teatro dei soloni pro-Gaza. A chiudere il siparietto l’ironia di Andrea Ruggieri: “La contestazione è sempre un lusso”.
Messo da parte il blitz pro Pal, uno dei momenti più accesi è stato quello legato al decreto sicurezza. Toni alti tra Alessandro Sallusti e Mario Giordano, con quest’ultimo particolarmente tranchant sul provvedimento. “La legge sulle case non risolve niente, lo sa anche Giorgia Meloni” il j’accuse del volto di Fuori dal Coro, che ha aggiunto: “Però è già qualcosa? No, non è qualcosa. Dopo tre anni ti sei preso la merda in faccia per fare un decreto che su quel punto non ha cambiato nulla. E quando la gente se ne accorgerà, diranno: ‘Che cazzo di legge hai fatto?’”.
Una certezza c’è: il dibattito di oggi al Petruzzelli sul governo non c’è a sinistra. Perché lì l’obiettività non è di casa. Tagliente l’analisi di Giuseppe Cruciani: “Il dibattito che c’è qui in questa area culturale non c’è a sinistra, non esiste: là c’è una caserma, non c’è una discussione pubblica”.
Passando all’azione del governo, questa l’analisi di Alessandro Sallusti: “Se qualcosa non va per colpa di questo governo, saremmo dei pazzi a non prendercela. La maggior parte delle cose che non vanno, sono state ereditate dai governi precedenti. Come si fa a imputare alla Meloni l’inefficienza della sanità? Domani le daranno la colpa dei dazi di Trump… Trump lo hanno eletto gli americani, i dazi sono all’Europa, ma la colpa sarà della Meloni. Io prendo un impegno, anche se è già successo: la prima volta che non funzionerà qualcosa per colpa del governo, sarò assolutamente il primo a segnalarlo con una certa forza”.
“Da liberale e concreta, penso anche all’alternativa. Quando vedo cosa propone la sinistra, dico menomale che c’è Giorgia Meloni al governo e che c’è questo centrodestra. Altrimenti chissà cosa accadrebbe con Schlein e Bonelli al governo…” la riflessione di Annalisa Chirico: “Tante cose devono essere fatte. Sul Fisco, vorrei vedere delle cose per il ceto medio. Ci aspettiamo tante cose. Sulla giustizia, qualunque governo non avrebbe un lavoro facile: solo in Italia hai magistrati che al momento vogliono arrestare la presidente del Consiglio”.
Controcorrente Mario Giordano: “Gli altri saranno peggio, la magistratura è cattiva, ma detto questo io penso che gli italiani hanno votato questo governo perché volevano che cambiasse delle cose che invece non sta cambiando. Gli italiani gli hanno dato una maggioranza forte ma non stanno ricevendo delle risposte. Il decreto sicurezza da acqua da tutte le parti, sulla sanità il ministro Schillaci ha fatto una legge che è lì inapplicata, sul Fisco non c’è un cambio di passo. Sembra il governo Meloni-Furlani… In più siamo andati in Europa a rimorchio del governo von der Truppen. Mi fa paura che ci siamo accodati al peggior governo europeo possibile”.
Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda Giuseppe Cruciani: “L’idea di avere Elly Schlein premier, Ilaria Salis ministro dell’Interno, Bonelli all’Ambiente ti fa pensare che qualsiasi cosa va bene. Ma ha ragione Giordano al 100 per cento: la Meloni è stata eletta presidente del Consiglio con quella maggioranza non per cercare degli alibi, ma per bloccare gli immigrati, tagliare le tasse e tante altre cose. Se uno deve dare un voto è sospeso tra gli scappati di casa della sinistra che si occupano di minchiate e la realtà dei fatti, ossia le promesse che ad oggi non sono state concretizzate. Tagliare le tasse al ceto medio e alle Partite Iva doveva essere la priorità”.
“Io credo che abbiano un po’ ragione tutti. L’alternativa è imbarazzante, non è d’accordo su nulla. Questo governo deve essere molto ambizioso e mettere in cantiere riforme nei prossimi due anni. Giorgia Meloni per me è bravissima”, ha evidenziato Andrea Ruggieri: “Il Paese ha bisogno di riforme. La giustizia fa schifo, non trovo altro modo per descrivere la schifezza che è sotto i nostri occhi”. E ancora: “La riforma del Fisco per me è la madre di tutte le riforme. Per me meno tasse per tutti è la riforma numero uno. Non vorrò sentire scuse se tra due anni il governo dirà che non c’erano i soldi: li trovi i soldi. Perché non ti puoi candidare per fare solo le cose ordinarie. Bisogna tagliare la spesa pubblica, perché buttiamo via troppo denaro, e metterli sul taglio delle tasse. Non voglio fare il disfattista, ma voglio stimolare il governo. Noi non siamo come i giornalisti di sinistra, noi non arriveremmo mai a giustificare Romano Prodi che tira i capelli a una giornalista”.
Franco Lodige, 12 luglio 2025
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