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Green pass “garanzia”? Per Mattarella ci vuole il super tampone

Per il giuramento del presidente della Repubblica non basta essere vaccinati: parlamentari costretti al tampone rapido

mattarella tampone

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In principio fu il green pass che doveva dare la sicurezza di trovarsi “tra persone non contagiose” (do you remember Draghi?). Poi è arrivato il super green pass, che limita le libertà di chi legittimamente ha scelto di non vaccinarsi. Hanno fatto seguito l’obbligo vaccinale per gli over 50 e il green pass booster, dedicato ai soli terzadosati. E adesso siamo arrivati all’ultima follia: il super tampone, pensato appositamente per il giuramento del vechio-neo presidente della Repubblica.

Sembra uno scherzo, ma non lo è (tragicamente). Giovedì è infatti atteso il discorso di re-insediamento dell’imperatore Sergio Mattarella II, in cui il Capo dello Stato spiegherà perché ha cambiato idea sulla dubbia costituzionalità di 14 anni di regno dal Quirinale. Solito teatrino col Parlamento che si riunirà in seduta comune insieme ai delegati regionali che hanno partecipato all’elezione. I carabinieri in motocicletta scorteranno Mattarella fino alla Camera, suonerà la campana laica di Montecitorio, Fico e la Casellati lo accoglieranno, il reparto dell’Arma in grande uniforme gli renderà onore nell’atrio, ci saranno i saluti di rito fino al momento clou. Il presidente entra in Aula, raggiunge il banco della presidenza e presta giuramento a norma dell’articolo 91 della Costituzione. A quel punto dal cannone del Gianicolo vengono sparati 21 colpi a salve. E tutto sarà compiuto. In seguito non mancheranno il saluto di Draghi, l’inno nazionale della banda in Piazza Montecitorio, la visita all’Altare della Patria e via discorrendo.

Direte: embè. Fin qui tutto conosciuto. Sì, ma la sorpresa contenuta nella nota esplicativa della Camera dei Deputati è un’altra. Per il giuramento, infatti, tutti i presenti non dovranno solo presentare il green pass come richiesto normalmente per l’accesso a Montecitorio. Ma dovranno anche sottoporsi ad un tampone rapido di terza generazione da effettuarsi nella stessa giornata esclusivamente presso le strutture di Camera e Senato. Ma come, scusate: ci avete raccontato che il lasciapassare era l’unico strumento in grado di battere la pandemia, e adesso ai parlamentari trivaccinati chiedete pure un test di controllo? Allora è vero che i vaccinati possono infettarsi o infettare, non erano bugie no vax.

Delle due, l’una: o il super green pass è un’enorme presa in giro (probabile), oppure si tratta di un atroce segno premonitore. Non è che tra qualche giorno il Consiglio dei ministri s’inventa un nuovo pass, che oltre alle tre vaccinazioni richiederà anche il tampone rapido?