L’AGCOM chiama gli operatori telefonici alle armi contro le telefonate di telemarketing truffaldine. E’ il cosiddetto spoofing la pratica commerciale scorretta che sta trasformando i nostri cellulari in uno strumento di persecuzione da parte gruppi che ci mitragliano con voci, spesso registrate, nel tentativo di vendere qualsiasi oggetto o servizio: dalle casse di vino alla bolletta della luce. Come chiesto da più parti, l’Autorità Garante per le Comunicazioni presieduta da Giacomo Lasorella ha infatti imposto agli operatori telefonici infrastrutturati il blocco in tempo reale delle chiamate falsificate con prefisso italiano ma provenienti dall’estero, prima che raggiungano l’utente finale.
Lasorella: “AGCOM adotterà tutte le soluzioni più avanzate”
“L’Autorità si è impegnata a individuare le soluzioni più avanzate per contrastare le pratiche di telemarketing aggressivo, delle quali tutti siamo quotidianamente vittime. Contiamo su una puntuale e tempestiva applicazione delle nuove regole da parte degli operatori telefonici, in linea con quanto ampiamente discusso nell’apposito tavolo tecnico”, ha rimarcato Lasorella. Il regolamento pubblicato il 19 maggio prevede che il blocco venga attuato in due fasi:
1) entro tre mesi e comunque non oltre agosto , gli operatori telefonici dovranno bloccare le chiamate proveniente da numeri fissi – geografici e non -inclusi quindi anche quelli che falsificano numeri italiani di servizio (es. call center aziendali.
2) entro sei mesi, e comunque non oltre novembre, gli operatori telefonici saranno tenuti a bloccare le chiamate provenienti da numeri cellulari.
La sfida di bloccare le chiamate esterovestite
Come abbiamo detto nella prima puntata di questa guida il reato consiste nella illegittima modifica del numero telefonico del chiamante, la pratica denominata “CLI – Calling Line Identity”. Non sfuggirà quindi che proprio il secondo blocco, quello contro i numeri mobili è tecnicamente più complesso perché rende necessario individuare in tempo reale le chiamate truffaldine provenienti da numeri in roaming, che non vanno bloccate. Proprio dall’estero rimbalza la gran parte delle chiamate mascherate che si andrà a bloccare. Si stima infatti che quelle “domestiche” rappresentino circa il 5% del totale dello spoofing. Non solo ma per contrastare le chiamate da numeri falsificati provenienti dall’ Italia, esiste già una disciplina regolatoria che impone a tutti gli operatori telefonici nazionali l’obbligo di verifica e, laddove necessario, il blocco delle chiamate.
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Nuove misure per smascherare i malfattori
In ogni caso, il Garante delle Comunicazioni ha deciso di proseguire i lavori così da intensificare i controlli e individuare nuove misure in grado di contrastare le tecniche di contraffazione dell’identità del chiamante. Stabilita inoltre un’attività di monitoraggio sull’implementazione del provvedimento adottato e in generale sull’evoluzione del fenomeno dello spoofing, anche attraverso nuovi incontri del tavolo tecnico a cui partecipano tutti i soggetti interessati.



