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Guerra sulla 007: chi vuole (e chi no) la Belloni al Quirinale

Bufera nella corsa al Quirinale. Il Parlamento si spacca sul nome di Elisabetta Belloni: tutti contro tutti

elisabetta belloni

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Qui sta venendo giù tutto. La debacle del centrodestra sul nome di Maria Elisabetta Alberti Casellati è già acqua passata. Chi se la ricorda? Nessuno. Ormai il dibattito è tutto incentrato su Elisabetta Belloni, capo dei servizi segreti, donna di Stato, da anni alla Farnesina. Profilo di pregio, messo in campo da Salvini e Conte con un annuncio a sorpresa, ma che ha spaccato tutto il panorama del parlamento italiano.

Facciamo un po’ di ordine.

Renzi contrario allo 007 al Colle

Il primo a opporsi al nome della Belloni è Matteo Renzi. Che usa parole di fuoco. “Le ho mandato un messaggio per preannunciarle la mia posizione e per spiegarle che faccio una battaglia per cui non diventi presidente della Repubblica. È una cosa di decoro istituzionale”. E ancora: “Domani si vota a scrutinio segreto, ma voi avete idea dei dossier che ha in mano il capo del servizi?”. Secondo Renzi “Conte, Meloni e Salvini vogliono andare a votare” e “Belloni è lo strumento surrettizio per il voto, la garanzia della fine della legislatura”. Sulla stessa lunghezza d’onda ci sono anche Leu e Sinistra Italiana. “Con tutto il rispetto per la competenza e la capacità di Elisabetta Belloni, in un Paese democratico è assolutamente inopportuno che il capo dei servizi segreti diventi presidente della Repubblica – fanno trapelare fonti di Leu – Allo stesso modo non è accettabile che la presidenza della Repubblica e la guida del governo siano affidate entrambe a personalità tecniche e non politiche”

La Lega: “Vogliamo una donna”

Ad aprire la partita Belloni è stato Salvini quando si è presentato ad annunciare alla stampa la scelta di puntare, insieme a Conte e Letta, ad una donna al Quirinale. Non ha fatto nomi, ma è evidente che la carta sia quella. Dopo le dure parole di Renzi, il Carroccio ha fatto trapelare una nota durissima: “‘È incredibile l’agitazione di Matteo Renzi, perché lo terrorizza l’idea di una donna in gamba al Quirinale?'”. Domanda: oggi Salvini si è incontrato con Mario Draghi. Ne ha parlato anche con lui? E il premier è d’accordo?

Il Movimento Cinque Stelle dilaniato

A calare l’asso è stato un neonato asse tra Conte e Salvini. Subito dopo il leader della Lega, infatti, anche il capo politico del M5S si è presentato di fronte ai media per avvallare l’ipotesi femminile per il Quirinale. A questo si deve aggiungere un tweet di Beppe Grillo, sin qui silente: “Benvenuta Signora Italia, ti aspettavamo da tempo. #ElisabettaBelloni”. È lui il primo a fare ufficialmente il nome del capo del Dis. È chiaro che i contiani puntano su questo cavallo.

Di Maio rompe con Conte

Il M5s però si spacca. Poco dopo il tweet di Grillo, infatti, prende la parola Luigi Di Maio che da giorni invitava a “non bruciare” e a “non giocare” con il curriculum della sua “amica”. “Trovo indecoroso che sia stato buttato in pasto al dibattito pubblico un alto profilo come quello di Elisabetta Belloni senza un accordo condiviso – ha scritto il ministro degli Esteri – Lo avevo detto ieri: prima di bruciare nomi bisognava trovare l’accordo della maggioranza di governo. Tutto ciò, inoltre, dopo che oggi è stata esposta la seconda carica dello Stato. Così non va bene, non è il metodo giusto”. Ormai di Movimenti Cinque Stelle ce ne sono almeno due. Chi vincerà?

Fratelli d’Italia fa asse con Conte e Salvini

Una pattuglia di parlamentari la ha anche Giorgia Meloni, lo ha dimostrato col blitz su Crosetto. E già da un paio di giorni ha fatto trapelare che la capo dei servizi non le dispiacerebbe. Lo ha confermato oggi con una nota molto chiara: “Tutti parlano dell’importanza delle donne nei ruoli chiave – ha detto la leader di Fdi – ma alla prova dei fatti quando esce il nome di una donna per un’alta carica si assiste a un fuoco di sbarramento di una violenza inaudita. Ecco a voi la latente misoginia italiana”.

Forza Italia: Berlusconi torna in campo

La candidatura della Belloni spacca anche il centrodestra. Forza Italia, accusata di aver affossato la Casellati, è rimasta spiazzata dall’annuncio di Lega e Fratelli d’Italia. “Allo scopo di favorire una rapida e il più possibile condivisa elezione del Presidente della Repubblica – fanno sapere fonti del partito azzurro – da questo momento in poi Fi discuterà e tratterà autonomamente con le altre forze politiche”. Poi in serata il colpo di scena. L’Agi fa sapere che “Silvio Berlusconi è pronto a scendere in campo per trattare personalmente. Non ha gradito il metodo degli annunci, né il punto di caduta nel dialogo Conte-Salvini”. Le opzioni per il Cav sarebbero Casini o Mattarella Bis.

Il Partito Democratico in balia delle correnti

L’avversione alla Belloni, dicono alcune fonti all’Adnkronos, ci sarebbe sia “all’interno dei gruppi parlamentari” dem che “nella compagine ministeriale”. Una nota del Nazareno ha denunciato le “improvvide fughe in avanti” di Salvini e Conte. E anche i parlamentari sono irritati. Il partito fa sapere che domani lavorerà per “l’unità della maggioranza di governo”, che per ora è spaccato proprio dalla figura del capo del Dis. Sul tavolo il Pd vorrebbe portare anche Marta Cartabia e Paola Severino. La corrente degli ex renziani intanto si fa sentire: “Vorrei ricordare a tutti che per volontà della direzione del Pd, tutti nomi possibili per il Quirinale dovranno essere preliminarmente valutati e votati dall’assemblea dei grandi elettori dem – scrive Andrea Marcucci, rilanciato dalla vice presidente dei senatori dem Caterina Biti – Non si possono votare candidati a scatola chiusa”. E Andrea Orlando, ministro ed esponente di peso del Pd, fa notare che “dal Parlamento è arrivato un segnale molto forte nella direzione della riconferma di Mattarella”. Che è quello che vorrebbe (davvero) il Pd e che dimostra come Letta non controlli i suoi grandi elettori.

Un caos totale.