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“Ha messo in imbarazzo Report”. Ahi Ahi Sigfrido: Formigli scarica Ranucci

Dopo Santoro, anche il conduttore di Piazzapulita critica l'ex conduttore in guerra con la Rai: "Sbagliato stringere un rapporto così stretto con Lavitola"

Corrado Formigli
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Corrado Formigli difende il futuro di Report, ma sul caso Sigfrido Ranucci distingue tra gli attacchi subiti dal giornalista e gli errori che, a suo giudizio, avrebbe commesso. Il conduttore di Piazzapulita non pensa che la trasmissione di Rai3 sia destinata a indebolirsi dopo il cambio alla guida: “Non credo. E comunque tifo per loro. Conosco la nuova conduttrice, Claudia Di Pasquale, bravissima, e ha una grande redazione. Sono contento che possano andare avanti, faranno bene”.

Quanto accaduto a Report, però, ha convinto Formigli a rafforzare ulteriormente lo spazio dedicato alle inchieste nel suo programma. “Quanto accaduto ci ha fatto riflettere sull’importanza di presidiare questo spazio”, spiega rispondendo alla domanda se l’uscita di scena di Ranucci abbia aperto nuovi margini per Piazzapulita. Sul trattamento riservato all’ex conduttore di Report, Formigli è netto: “È chiaro che la destra non vedeva l’ora di sbarazzarsene. Ho trovato fuori luogo che sia intervenuto persino il presidente del Senato, La Russa. Non ha torto, Ranucci, quando parla di character assassination, a cui hanno partecipato molti suoi colleghi. Detto questo penso che Sigfrido abbia sbagliato”.

L’errore, secondo Formigli, riguarda soprattutto il rapporto con Valter Lavitola: “Nello stringere un rapporto così stretto con una persona come Lavitola. Ha finito per mettere in imbarazzo la sua squadra”. Formigli racconta di aver conosciuto personalmente Lavitola ai tempi dell’inchiesta sulla casa di Montecarlo e lo descrive come “in apparenza affabile, scaltro, generoso, ma con molti agganci nei servizi segreti di paesi corruttibili, e quindi pericoloso. Come puoi fidarti di uno così?”.

Formigli condivide il principio secondo cui un giornalista possa frequentare anche personaggi controversi per ragioni professionali, ma pone un limite: “Sono d’accordo. Ma non diventarne amico. Se tu attacchi il potere, col giornalismo, non devi metterti in condizione di farti attaccare, di far attaccare la tua redazione. Devi rimanere libero. Servirebbe una riflessione su questo”.

Una riflessione che, a suo giudizio, è mancata: “C’è stato il tifo. Pro o conto. Ma così si sfugge alla complessità della vicenda e anche alle responsabilità che abbiamo noi giornalisti verso il pubblico. Anche a sinistra c’è stato troppo silenzio”. Nonostante il caso Ranucci, Formigli continua comunque a indicare Report, insieme a Presa diretta, tra le trasmissioni Rai che mantengono “uno sguardo critico sulla realtà”.

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