Quindi fateci capire. La portavoce dalla Global Sumud, Maria Elena Delia, va accusando la Marina Militare italiana di non aver superato le 150 miglia dalla Striscia di Gaza affermando che l’ultimo alert “ci ha fatto provare una sensazione di abbandono”: “Non abbiamo mai pensato che la fregata dovesse ingaggiare scambi bellici, ma avere una nave di soccorso ci avrebbe fatto piacere visto che si va incontro a probabili scontri – ha detto – 150 miglia dalla costa non è la zona di guerra. La zona di guerra dichiarata da Israele sono le 12 miglia”.
Una critica durissima. Poi però scopriamo che la nave di Emergency, Life Support, partita proprio per garantire alla Flotilla supporto medico, tecnico e logistico, si è fermata anche essa a 150 miglia da Gaza. E la cosa era concordata sin dall’inizio col Comitato direttivo. Beh: se proprio “una nave di soccorso” vi “avrebbe fatto piacere”, allora perché non far avanzare Emergency?
Fateci insomma capire: la vostra barca di supporto, che vi siete portati voi, è giusto che si fermi a 150 miglia ma la Fregata della Marina, pagata dai contribuenti, che da giorni vi sta chiedendo di fermarvi e di consegnare i viveri a Cipro, dovrebbe invece seguirvi come un cagnolino fedele? Scusate: ci prendete per i fondelli?
La Vipera, 1° ottobre 2025
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