Salute

“Hantavirus, basta allarmismo”. Se lo dicono loro, mi tocco i cosiddetti

Il nuovo virus rievoca la voglia di lockdown mai sopita nel giornale unico del virus. Ma stavolta Burioni e Cartabellotta...

Roberto Burioni e Nino Cartabellotta sull'Hantavirus Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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Noi già avevamo pochi dubbi, e l’abbiamo scritto, sul fatto che questo fanta o farsa Hantavirus fosse niente più che un pretesto, il solito circolare pretesto per tornare alla repressione globale, al sovrastato concentrazionario di stampo cinese nel segno della permacrisi cara alla Ursula von der Siringhen. Una roba che sta in circolo da decenni e ha fatto duemila infezioni in tre anni, meno di 900 casi in 30 anni in America, e adesso per 8 casi presunti, più un morto d’infarto, parlano di richiudere il mondo? Oh, per favore, cherie!

Già, noi di dubbi già ne avevamo pochissimi, quando poi abbiamo sentito Mattarella avallare retrospettivamente gli errori del passato ovvero pretendere di indicare al Governo, a Meloni, come regolarsi, ossia tornare al caro vecchio “non si invochi la libertà…” col fragilisssimo pretesto di una difesa d’ufficio degli infermieri, ebbene a quel punto anche le poche riserve superstiti sono evaporate. Ci resta solo una perplessità, ed è quella legata ai televirologi utilité subito tornati a balzar fuori come tanti Misirizzi: i viromnibus dei quali abbiamo capito presto la stoffa, abbiamo imparato a diffidare di default: se sostenevano una cosa potevamo star certi che era il contrario: passati dall’irridere il Covid, “è più facile cascare fulminati” al farne una riedizione della peste nera due punto zero, gente che le cannava tutte ma proprio tutte in sequenza, che consigliava un certo vaccino e subito dopo, al primo morto (Camilla Canepa) incidentale, ma certificato, “ah, non chiedetelo a me”, gente che assicurava su una dose, poi due, poi tre, poi a oltranza, unico limite il cielo, o sottoterra, gente che sponsorizzava i vaccini come manco Chiara Ferragni i pandori, e lo avranno fatto disinterevolissimevolmente, senz’altro, gente i cui strafalcioni, non solo scientifici, non si contavano, ma tronfia, nutrita di un ego gassoso televisivo; ce le ricordiamo le loro profezie scientifiche, cani, sorci, in guerra vi fucilavano, imboscati, vigliacchi, dovete scoppiare, dovete estinguervi, non discutete, noi siamo noi e voi non siete un cazzo, noi siamo la Scienza.

Come no. Prima il Covid era un ciondolo, poi si prendeva anche da soli, in macchina, con la maschera, senza respirare. Gente che ti diceva come scopare, ricordate? Solo a pecora, con le maschere e “per non più di 15 minuti”. Ma sì che ricordare, era troppo pazzesco. Gente il cui grottesco è superato solo dalla grottesca circostanza per cui ancora li interpellano, ancora circolano. Loro, non il virus. O loro come un virus. E adesso giurano che no, non c’è pericolo, finitela con questo allarmismo, non ha senso, siete irresponsabili. Ipse dixit! Anzi dicunt! Tutti. Perché cantano in coro, loro. Salvo aggiungere: comunque sia vigiliamo, non si sa mai, e ci trovi il vecchio guizzo della vanità, più li terrorizzi, li chiudi e più torniamo in auge, però facciamolo con metodo, senza fretta, che viene meglio, “va va va vacciniamoci”, che manco i sette nani ed era gente, medici, di 60 anni. Ecco, allora a noi a sentire questi profeti del disastro che di colpo fanno i pompieri ci viene, come mi ha scritto un amico, “voglia di toccarmi i coglioni con gesti apotropaici”. Anche non apotropaici. Di più pericoloso dei virus, ci son solo i virologi. Che garantivano e facevano la spia, si gonfiavano di vittimismo passivo aggressivo e segnalavano i colleghi fino a farli radiare e poi ne gioivano, bulli peggio dei maranza.

Eh, noi abbiamo pochi dubbi ma quei pochi ce li inducono proprio i virocaratteristi. Fra i dubbi, uno pù prepotente che mai: lo stesso Nicola Magrini ex direttore dell’Aifa, agenzia che avrebbe dovuto stabilire la sicurezza e l’efficacia dei vaccini e invece mentiva e copriva, coi risultati che sappiamo, ha finito per ammettere davanti alla commissione Covid che quegli intrugli non funzionavano, al massimo “frenavano un po’ il contagio, quanto? Un po’, bon”. Bon. Roba da arresto sul posto. Invece in Italia passa sempre tutto come una pisciatina. In soldoni, Magrini ha riconosciuto che avevano ragione i medici critici che avvertivano dell’inefficacia, che proponevano soluzioni diverse. Ora, è questione di matematica della ragione: se quei medici avevano ragione, fatti alla mano, scienza alla mano, come si spiega che restano radiati, qualcuno indotto a suicidarsi, tutti con la vita distrutta, mentre quelli che le avevano sbagliate tutte, e manovravano per farli fuori, restano liberi e belli, e per di più ci dicono di stare tranquilli, che l’Hantavirus è solo narrazione? Scusassero, tutti, Colle, magistratura, scienziati, dotti medici e sapienti, ma non dovrebbe andare al contrario,o almeno non dovrebbero venire riabilitati quelli che hanno pagato per avere avuto ragione? O non si deve invocare la libertà per ragionare, ancora una volta?

Max Del Papa, 14 maggio 2026


Nei giorni scorsi, le dichiarazioni di Nino Cartabellotta e Roberto Burioni. “Il tam-tam mediatico, ‘caso per caso, minuto per minuto’, sta creando un allarmismo sproporzionato. La popolazione non deve essere spaventata, ma solo informata”, ha detto Cartabellotta. “Al momento, tutti i casi confermati sono collegati al focolaio della Mv Hondius”.  Roberto Burioni, docente di Virologia e Microbiologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha invece rivolto “un appello pubblico a tutti i mezzi di informazione, a tutti gli ospedali, a tutte le Asl: finitela con questa storia dei casi sospetti. I sintomi iniziali dell’hantavirus sono identici a quelli di una comune sindrome respiratoria, per cui non ha senso mettere in allarme la gente. Scrivete dei casi di Hantavirus solo quando sono confermati”.

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