Esteri

Hotel Hamas: 150 terroristi (liberati per Gaza) se la godono nell’extralusso

Alcuni degli ergastolani palestinesi rilasciati nell'ambito degli accordi tra Israele e i terroristi sono al Cairo. Trattati coi guanti bianchi

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Alcuni degli ex detenuti di Hamas, liberati recentemente da Israele in cambio di ostaggi, sono stati fotografati in un hotel di lusso al Cairo. Le immagini catturate e divulgate dal Daily Mail mostrano i militanti aggirarsi nel Renaissance Cairo Mirage City Hotel, un albergo a cinque stelle della catena Marriott. Si vedono alcuni di loro fare colazione o camminare tra turisti ignari che soggiornano nella struttura. Le camere dell’hotel hanno un costo base di 170 euro a notte e includono accesso a servizi di lusso come spa, piscina e parrucchieri.

Chi sono i detenuti liberati

Tra i 154 terroristi recentemente rilasciati figurano nomi di rilievo. Tra questi, Samir Abu Nima, detenuto per quasi 40 anni per un attentato che uccise sei persone a Gerusalemme nel 1983, e Izz a-Din al-Hamamrah, noto reclutatore di attentatori suicidi. Mahmoud al-Arda, mente dell’evasione dal carcere di Gilboa, è stato ripreso mentre mostrava la suite che lo ospita in una sorta di “video-tour”. Tra gli ospiti si trova anche Basem Khandakji, responsabile di un attentato al mercato Carmel del 2004. Non solo soggiorni: uno dei detenuti, Akram Abu Bakr, ha celebrato il suo matrimonio nel parco dell’hotel pochi giorni dopo la liberazione.

I timori degli esperti sulla sicurezza

La liberazione di tali figure preoccupa molti esperti di sicurezza. Guy C., ex ufficiale dell’intelligence israeliana, ha spiegato che, una volta trasferiti in Paesi come Turchia o Qatar, i militanti potrebbero ristabilire contatti con le loro reti a Gaza e in Cisgiordania. Anthony Glees, professore dell’Università di Buckingham, teme che la formazione di un “esercito terroristico in esilio” sia una possibilità concreta, definendolo il nascente “Hezbollah 2.0”.

Incontri tra leader di Hamas e mediatori internazionali

Parallelamente a questi avvenimenti, a Doha i leader di Hamas stanno partecipando ad incontri con rappresentanti di Qatar, Egitto e Turchia per discutere le proposte di pace avanzate dall’amministrazione Trump. Una delle principali richieste di Hamas riguarda il ritiro completo delle forze israeliane da Gaza. Tuttavia, le trattative sembrano difficili, con posizioni apparentemente contrastanti tra disarmo e desiderio di mantenere le armi in caso di escalation futura. Secondo quanto riferito, saranno necessari ancora alcuni giorni per rivisitare il piano.

Una questione politica e finanziaria

Non è chiaro chi stia finanziando il soggiorno di lusso dei detenuti rilasciati. Alcune ipotesi chiamano in causa Qatar e Turchia come possibili sostenitori economici, ma non esistono prove definitive al riguardo. Intanto, emergono dubbi sul ruolo dell’Autorità Nazionale Palestinese nell’utilizzo dei fondi europei destinati alla cooperazione. Tra le polemiche, si segnala che molti dei detenuti liberati continuano a ricevere stipendi e premi, noti come “fondo dei martiri”. Questo aspetto suscita nuove preoccupazioni tra alcuni Paesi europei sul reale utilizzo dei contributi internazionali indirizzati alla Palestina.

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