I “buoni” nei guai: inchiesta sulle coop della famiglia di Soumahoro

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Oh oh oh oh! Rallenta, rallenta… Così, bravo, accosta… accosta… Vai vai vai vai!”. Ricordate la leggenda di Boldi e Pozzetto, Severino Cicerchia, lo scippatore scoreggione, guidato in Vespa da Artemio il ragazzo di campagna suo complice inconsapevole? Ecco, ci son di quelle notizie che quando uno le vede, si trasforma in Severino: oh oh oh oh! Rallenta… Questa ad esempio è dirompente: i carabinieri stanno indagando, su mandato della procura di Latina, su presunti mancati pagamenti e irregolarità contrattuali denunciate da alcuni lavoratori della coop Karibu e Consorzio Aid, due cooperative pontine gestite dalla suocera e dalla moglie del deputato Aboubakar Soumahoro.

Ma come: lui? Proprio lui? Il sindacalista con gli stivali, il demagogo, il profeta dell’accoglienza a tout prix, il retore più spericolato dai tempi di Luher King? Sì, l’è lù, l’è propri lù, l’onorevole dottore – lui, percependosi umile, el pretend d’essere chiamato inscì – i cui tempi cupi paiono essere finiti, quindicimila al mese come diaria parlamentare, posson bastare. Per il momento, perché chissà cosa potrebbe succedere con il Pd in mano a Elly Schlein con alla destra Mattia Sardina e alla sinistra. Lo scopriranno solo morendo, perché di questo passo il Pd arriva a proporzioni Di Maio. Che sarebbe cosa buona e giusta.

Le polemiche su Soumahoro a dire il vero non sono proprio freschissime croccanti, se ne parlava già in campagna, elettorale: alcuni ex compagni rumorosamente gli davano dell’ipocrita accusandolo d’essersi dato con la cassa sotto al braccio (o, eventualmente, negli stivali di gomma). Lui smentiva, ovviamente. Adesso Repubblica, nientemeno, torna alla carica con un servizio potenzialmente dirompente (se no, fa niente): “Le denunce raccolte dal sindacato Uiltucs nei confronti delle coop Karibu e Consorzio Aid al vaglio della Procura di Latina. Una è gestita dalla suocera, l’altra dalla consorte del deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. A queste sono stati affidati progetti finanziati dalla Prefettura pontina e da altri enti”. E di seguito, in un climax drammatico: “Sopravvissuti a viaggi infernali attraverso l’Africa e alle onde del Mediterraneo, soli e fragili, diversi migranti ragazzini (sic, sembra il titolo di un film di Virzì) arrivati nelo Lazio avrebbero trovato un altro inferno. Denunciano di essere stati maltrattati e privati anche dei servizi essenziali, come luce e acqua, nelle strutture di due cooperative pontine, gestite dalla suocera e dalla moglie del deuptato di Alleanza Verdi e Sinistra”. Eccetera.

Ma noi garantisti siamo, minchia: simili insinuazioni non ci bastano e, fino a tripla sentenza definitiva, restiamo per l’innocenza della famiglia dell’On. Dott. Sindacal. Demagog. Gatt. Con Gli Stival (lui, lo sottolineiamo di nuovo, non è indagato né nulla). Tanto più che, avendo fatto il militare a Cuneo, sospettiamo più di Repubblica che di Aboubakar con la maglia verde trincea stile Zelensky: sappiamo come vanno le cose a sinistra, e non possiamo non interrogarci: se il giornale residuo del Pd residuo attacca frontalmente un nuovo santino piddino, lo fa per (improbabile) amor di cronaca o perché ha ricevuto mandato di far cascare il santo in processione dalla pedana? Insomma, Souhamoro, con le sue pose, la sua presunzione, ha già irritato qualche mammasantissima del Politburo? In casi come questo, la soluzione è sempre la stessa: defenestrazione a mezzo stampa.

Scrive l’Ansa: “Le indagini sono state affidate ai carabinieri che hanno acquisito anche una serie di documenti trovati all’esterno di una delle coop nel corso di un trasloco. Gli incartamenti saranno ora analizzati dagli uomini dell’Arma che sono al lavoro assieme all’Ispettorato del lavoro a cui i lavoratori si sono rivolti”. Bazzecole quisquilie pinzillacchere: “E intanto i bambini muoiono in mare!”. Fateci caso, è l’ultimo mantra della sinistra parolaia, qualcosa di insopportabilmente cinico, paraculesco, miserabile: la Magistratura ti imputa accuse vergognose? “E intanto i bambini muoiono in mare”. Vai a processo perché hai dato della tre volte bastarda a una poi diventata premier? “E intanto i bambini muoiono in mare”. Fai una figura da idiota perché eri già pronto a scatenare una tempesta di guerre stellari nell’universo molecolare, come diceva Lino Banfi? “E intanto i bambini muoiono in mare”. Ti porti appresso la figlia di sei anni, come farebbe ogni madre coscienziosa? “E intanto i bambini muoiono in mare”. Per dire che chi li ammazza è sempre la stessa infamona.

E va beh. Restiamo sempre garantisti. Però quant’è difficile restare garantisti quando i figli invecchiano e le mamme imbiancano. Quando poi un professionista della demagogia signoria mia, “bisogna salire sulle navi e vedere come si trovano i bambini che affogano in mare, altro che fare i decreti”, ma tu senti che bell’idea della politica ha questo apprendista, solitamente garrulo, rifiuta sdegnosamente di rispondere e “ci penseranno i miei avvocati”. “Falso! Non c’entro niente con tutto questo e non sono né indagato né coinvolto in nessuna indagine dell’arma dei carabinieri, di cui ho sempre avuto e avrò fiducia – scrive su Facebook Sumahoro – Non consentirò a nessuno di infangare la mia integrità morale. Per questo, dico a chi pensa di fermarmi, attraverso l’arma della diffamazione e del fango mediatico, di mettersi l’anima in pace. A chi ha deciso, per interessi a me ignoti, di attaccarmi, dico: ci vediamo in tribunale! Ho dato mandato ai miei legali di perseguire penalmente chiunque infanga il mio nome o la mia immagine, mi diffama o getta ombra sulla mia reputazione”. Ohibò, come un qualsiasi barone mandarino boiardo notabile potente di stampo prima Repubblica.

Eh già, signora mia, non si sa mai dove vanno a parare certe realtà umanitarie quali le ONG, le Coop, le Comunità, le Parrocchie, certi don, certi on., certi mozzi, certi armatori che caricano a tariffa e poi pasteggiano a champagne. Hai visto mai che tutte queste vite delle persone umane poi finiscono nelle grinfie sbagliate.

Max Del Papa, 17 novembre 2022

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