Le grandi opere non solo portano valore al territorio ma a volte svelano inaspettati tesori. E’ accaduto in Sicilia con Himera. Si tratta della più grande necropoli greca sull’isola ed è stata riportata alla luce dalla società del Gruppo FS, Rete Ferroviaria Italiana con il supporto di Italferr, durante i lavori di raddoppio della tratta Fiumetorto-Ogliastrillo. Il cantiere fa parte del potenziamento della linea ferroviaria Palermo-Messina.
Fino al 10 novembre la mostra alla stazione di Palermo
Centro strategico della Sicilia antica, Himera è stata fondata nel 648 a.C. da coloni greci e fu teatro di grandi eventi storici fino alla vittoria cartaginese del 409 a.C. che la distrusse. Insomma, Himera rappresenta un’altra gemma archeologica del nostro Paese di cui il grande pubblico può avere un assaggio alla mostra “Himera dagli alti dirupi” in corso alla stazione di Palermo Centrale fino al prossimo 10 novembre. Molte le autorità presenti all’inaugurazione – il ministro della Cultura Alessandro Giuli, l’assessore dei beni culturali e dell’identità siciliana Regione Sicilia Francesco Paolo Scarpinato, l’assessore Urbanistica e pianificazione strategica territoriale e costiera Comune di Palermo Maurizio Carta; mentre a fare gli onori di casa sono stati il presidente di RFI Paola Firmi, l’amministratore Delegato di Italferr Dario Lo Bosco e il Direttore Investimenti di RFI Lucio Menta.
Rivenuti oltre 20mila reperti archeologici
Con “Himera dagli alti dirupi”, FS valorizza uno dei più grandi scavi archeologici degli ultimi trent’anni in Italia, consentendo a un vasto pubblico di fruire gratuitamente della visione di alcuni degli oltre 20mila preziosi reperti venuti alla luce durante la campagna di scavi avviata nel 2008 da Rete Ferroviaria Italiana e conclusa a fine 2010, a cui è seguita una lunga attività scientifica di catalogazione e restauro in collaborazione con il ministero. Si tratta di un patrimonio eccezionale, con il rinvenimento di oltre 9.500 tombe nella necropoli occidentale: ritrovamenti funebri, caratterizzati da un’ampia varietà di sepolture e corredi, che rappresentano una fonte straordinaria per lo studio delle dinamiche sociali, economiche e demografiche della colonia. La mostra – nata da un’idea di Archeolog ETS, associazione del Gruppo FS, in collaborazione con il Parco di Himera, Solunto e Iato – è ospitata nella Sala Reale e in quella adiacente della stazione di Palermo Centrale, messe a disposizione gratuitamente da GS Retail.
FS coniuga passato e futuro con la archeologia preventiva
Il progetto di scavo del Gruppo FS ha conciliato il raddoppio ferroviario con la salvaguardia dei reperti presenti, prevedendo lo spostamento del vecchio tracciato dei binari che interferiva con i resti della città antica e l’adozione di soluzioni progettuali volte a minimizzare l’impatto sulla necropoli. L’intervento ha così garantito la completa esplorazione delle aree coinvolte e la conservazione dei reperti. Il Gruppo FS, fedele al proprio impegno nell’archeologia preventiva, ha così alimentato un dialogo virtuoso tra infrastrutture moderne e valorizzazione delle radici storiche. Questo è infatti il solo modo per essere certi che la realizzazione delle nuove linee ferroviarie di cui ha bisogno il nostro Paese avvenga in modo sostenibile e senza compromettere la ricchezza storica dei territori attraversati. Non per nulla il Gruppo FS contribuisce tramite l’ente del Terzo settore Archeolog – del quale fanno parte RFI, Italferr, Anas e Quadrilatero Marche e Umbria, in sinergia con le Soprintendenze del Ministero della Cultura – al restauro, alla conservazione e alla valorizzazione dei reperti archeologici rinvenuti durante la realizzazione e la manutenzione delle infrastrutture stradali e ferroviarie italiane.

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Una vista del sito archeologico di Himera in Sicilia






