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I gay, il Papa e la “santa” furbizia d’inseguire le mode

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Bergoglio, il papa francescano, è divisivo come tutti quelli che praticano la politica attiva. Distratto, approssimativo se parla di dottrina, di magistero, ossessivo quanto alle cose del mondo e in particolare italiane, senza mai nascondere, già da una mimica a volte inquietante, le sue passioni, favorevoli o spietate. Tra le cose del mondo, le unioni omosessuali, il cui sostegno apertis verbis ha subito scatenato le opposte fazioni essendo questo papa divisivo, o lo ami di un amore ideologico e dunque fanatico o lo detesti come l’anticristo. Che ha detto Bergoglio, ripreso nel documentario di Evgeny Afineevsky? Ha detto: «Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo, gli omosessuali godrebbero di una copertura legale. Io ho difeso questo».

Reazioni e interpretazioni

Io ho difeso questo: e subito parte il cafarnao. Dice chi tiene in sospetto questo papa a volte sconcertante: ecco, lancia l’esca alla sinistra gender, che lo sta mollando dopo i fallimenti della sua rivoluzione finanziaria in Vaticano; ecco, cerca di stornare l’attenzione dagli scandali recenti, il Becciu che lui stesso aveva impancato, con l’amante Marogna e tutto il tanfo di spioni, di ladrocinii, di servizi più o meno deviati, più o meno presunti. Altri vanno oltre, l’uscita di Francesco sarebbe l’ennesimo colpo di maglio sulla morale cattolica, sull’autorità dell’Ecclesia, il papa scelto dagli imam dopo la cacciata o resa di Ratzinger è qui per consegnare l’occidente all’Islam in armi, anche se nell’Islam gli omosessuali non godono di una copertura legale ma tombale.

Rispondono gli ultras del cattocomunismo decrepito ma mai domo: ma cosa dite, è solo una frase, tagliata e cucita in un documentario. Ma cosa volete, che la Chiesa resti cattiva e tetragona con gli omosessuali? Ma non lo capite che se essa Chiesa dura da due millenni è perché sa rinnovarsi, sa capire i tempi? E poi Bergoglio non ha detto che le coppie gay debbono farsi una famiglia ma debbono poter stare in una famiglia; e questo non riguarda solo l’Italia, lui parla in senso generale, mondiale.

Distinzioni un po’ da sofisti, se un papa dice che hanno diritto a una legge, che lui difende questo, intende proprio una norma per tutelare i nuovi nuclei, norma che peraltro non manca nell’ordinamento italiano; e se poi parla in senso globale come la mettiamo, per l’appunto, in quella vasta parte di mondo in cui gli omosessuali vengono sterminati e vedi caso proprio quel mondo su cui Bergoglio si mostra così omertoso quando non apertamente solidale?

Modi bruschi

Con le interpretazioni si può far tutto, sono valide fino a prova contraria e nel foro interno di un papa la prova contraria non esiste. Di certo, per restare alle parole dette, c’è che il papa uomo apre alla comprensione umana, cristiana verso i discriminati, singoli o in legame e questo è bello, è gesto nobile, condivisibile. E non cade a ciel sereno, già Francesco si era spiegato, aveva accolto bambini nati da unioni non canoniche – nel documentario si fa espresso riferimento al caso di uno che voleva crescere i tre figli, adottati col compagno, nella morale cattolica e il papa lo aveva sostenuto, aveva eliminato gli ostacoli personalmente. C’è una coerenza in questo, c’è scrupolo evangelico e c’è anche, se vogliamo, la santa malizia di dirottare la Chiesa verso i tempi; quello che colpisce, che intontisce sono i toni, i modi: questo pontefice sembra non conoscere la diplomazia felpata, non attende i tempi lunghi dell’adattamento, parla quando gli va, specialmente dichiarazioni aeree e il suo entourage ogni volta si raccomanda ai santi. Dicono molti cattolici: va bene aprire, accogliere, ma così? Un conto è se lo dico io, fedele qualsiasi, un conto se lo fa il papa cattolico.

Dimensione sociale

Ma ci pensa questo sant’uomo alle conseguenze? Bergoglio il divisivo sconta l’effetto di Pierino col lupo: se si preoccupa di accogliere tutti nel seno di Madre Chiesa, senza distinzioni di razza o di sesso, non gli credono, dubitano, lo temono e non senza ragioni perché questo è un papa che non ama l’individuo ma la massa, diffida del capitalismo, privilegia la dimensione sociale e, diciamolo pure, socialista, è allucinato quando parla delle diseguaglianze; sostiene in modo quasi provocatorio le Ong trafficanti, i centri sociali dei balordi, manda un cardinale elettricista a coprire i furti di energia elettrica dai balordi che non pagano e fanno festa, dice all’arruffapopoli di terra e di mare Casarini “vai fratello mio che ci sono io”, fatica a difendere i cattolici massacrati per il mondo in nome di altre religioni con le quali si mostra arrendevole. Chi non gli vuole bene obietta: vuole ridurre la Chiesa ad una colossale Ong, non si preoccupa della missione originaria che è quella di annunciare il Vangelo; e i suoi difensori invasati: ma più Vangelo dell’amore verso gli ultimi e i discriminati, cosa può esserci?