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La Ripartenza 2022

“I giganti del web fanno quello che vogliono”

Stefano Sala, ad di Publitalia, spiega a La Ripartenza le differenze tra i broadcaster tradizionali e i nuovi media

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C’è una questione che riguarda gli operatori, gli editori e i grandi broadcaster: la sfida, se così possiamo chiamarla, con i “nuovi media”. “Quello che preoccupa – ha detto Stefano Sala, ad di Publitalia durante La Ripartenza 2022 – non è tanto il digitale o l’arrivo di questi grandi giganti. È chiaro che Google, Facebook e tutti gli altri hanno dimensioni incomparabili con le nostre e con quelle di qualsiasi altro broadcaster o operatore. Tuttavia preoccupa la differenza di regolamentazione che riguarda tutti noi, operatori classici tradizionali, Rai, Mediaset, La 7, il Corriere, rispetto a questi operatori nuovi”.

Il motivo è semplice. Le televisioni, ma non solo, sono misurate in ogni modo. Inoltre devono sottostare ad “un codice di comportamento importante: gli spot non possono andare in determinate fasce, bisogna stare attenti ala protezione dei bambini e alle regole sulla brand safety. I big del web, invece, nulla. “Questi signori – ha spiegato Sala a Nicola Porro – fanno quel che vogliono: non sono né regolamentati, né misurati, sui numeri si va a fiducia, le regole le stabiliscono loro e fanno pure da arbitro. È complicato giocare così”. In sintesi, c’è “troppa sperequazione” e “troppa differenza”. “Google e Facebook – ha concluso dal palco del Petruzzelli – prendono i contenuti da terzi. I nostri programmi hanno codici e regole comportamentali, dall’altra parte vale tutto. Allora, secondo me, o si affronta tutti la partita allo stesso modo, altrimenti è difficile giocarla soprattutto con chi può contare su risorse infinite”.

Ai microfoni di nicolaporro.it, poi, Sala ha anche tracciato un profilo del settore della comunicazione e degli investimenti pubblicitari. “All’inizio della pandemia c’erano stati momenti complicati – ha detto – alcuni investitori avevano completamente smesso di investire spaventati da una situazione nuova”. Adesso, invece, abituati volenti o nolenti a diverse ondate di pandemia, le cose stanno migliorando. E la crisi di governo? “Quando il Paese si ferma per votare, anche la pubblicità ne risente”.

Marco Baronti, 21 luglio 2022