Cronaca

I giudici sbattono la porta in faccia a Roggero: deve restare in cella

Il Tribunale di Sorveglianza respinge la richiesta di differimento della pena. La moglie: "Vista la sua età, la condanna è un ergastolo"

Roggero sparatoria
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Mario Roggero rimane nel carcere di Bollate. Il tribunale di Sorveglianza di Torino ha respinto la richiesta del suo avvocato Stefano Marcolini di sospendere l’esecuzione della pena mentre viene esaminata la domanda di grazia presentata al Capo dello Stato dalla moglie Mariangela Sandrone. Il gioielliere, 72 anni, sta scontando una condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due rapinatori e il tentato omicidio di un terzo durante la rapina del 28 aprile 2021.

Per i giudici, il differimento in attesa della grazia rappresenta una “ipotesi residuale, quasi del tutto priva di elaborazione giurisprudenziale”, pensata soprattutto per situazioni eccezionali. Nel caso di Roggero non sarebbero emersi presupposti sufficienti per un intervento della magistratura, che rischierebbe di anticipare una decisione appartenente esclusivamente al Presidente della Repubblica. Secondo i giudici, accogliere l’istanza di differimento della pena “nel caso del Roggero oltretutto fruibile solo fino al 15 gennaio 2027” porterebbe ad “un fumus boni iuris così evidente, accentuato ed incontestabile da suggerire l’opportunità di una quasi irrispettosa intrusione della magistratura di sorveglianza in un ambito che costituisce prerogativa esclusiva del Capo dello Stato, la cui valutazione ed il relativo esito verrebbe in qualche modo indagato ed anticipato”.

Il tribunale riconosce la particolare complessità di una vicenda “estremamente divisiva anche a livello di opinione pubblica”. Pur ricordando che la legittima difesa è stata esclusa, l’ordinanza osserva che “non si possa misurare la reazione di una persona ingiustamente aggredita con la precisione del bilancino da farmacista” e considera astrattamente possibile uno shock emotivo dopo un’aggressione.

La moglie, nella domanda di grazia, aveva scritto: “Vista la sua età, tale pronuncia rappresenta per mio marito una sorta di ergastolo”. Secondo i giudici, però, “nulla legittima un preventivo intervento sospensivo di natura giudiziale, rimanendo riservata alla volontà presidenziale l’eventuale modifica”. Dopodomani a Milano è prevista un’altra udienza sul differimento della pena, alla quale Roggero parteciperà personalmente.

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