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I grillini vittime della legge di Lincoln

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Al netto delle inverosimili giravolte di questi ultimi tre anni, il destino dei grillini si è sostanzialmente compiuto una volta che costoro hanno messo piede nella cosiddetta stanza dei bottoni. Avendo seguito in peggio l’esempio di quel grillino civile di Matteo Renzi – almeno in tale veste si era proposto quando si atteggiava a rottamatore -, il quale era giunto in un baleno ai vertici del potere promettendo tutto e il contrario di tutto, gli scappati di casa del Movimento 5 Stelle sono inevitabilmente passati, per l’appunto, dalle stelle alle stalle, una volta che i loro demenziali intendimenti si sono scontrati con la brutale realtà dei fatti.

E per quanto sia noto che i programmi elettorali non li legge quasi nessuno, bastava dare uno sguardo ai famosi 20 punti presentati da Luigi Di Maio e soci nel 2018 per rendersi drammaticamente conto del livello culturale dei personaggi a cui stavamo per mettere in mano le chiavi del Paese. Una compagine politica priva di una linea minimamente coerente, selezionata su una piattaforma opaca e sospinta in alto da un voto di protesta che ad ogni legislatura si ingigantisce, nella assurda convinzione di trovare finalmente il “nuovo” che funziona, trasformando l’Italia in un giardino fiorito nel quale si abbassano le tasse e si aumenta a dismisura la spesa pubblica. Ma più questa, a mio avviso, componente infantile dell’elettorato cresce e più cresce la frustrazione generale, soprattutto osservando gli effetti concreti di simili scelte.

A questo punto scatta inesorabile quella che io spesso definisco come la legge di Abramo Lincoln. Il celebre presidente americano, infatti, ebbe a dire in un discorso pronunciato a Clinton nel 1858: “Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre. Ma non potete ingannare tutti per sempre.” Ecco, dopo la catastrofica esperienza di governo del partito creato dal nulla da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, non credo che ci sia espressione più esemplificativa per spiegare la rapidissima corsa verso l’estinzione politica dei pentastellati.

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18 Commenti
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Marc
Marc
9 Febbraio 2021 10:11

Qual è sta “legge”? “Non puoi fregare tutti per sempre”?

Giorgio
Giorgio
8 Febbraio 2021 9:47

Finalmente ieri sera giletti ha parlato delle ruberie effettuate intorno a un certo commissario onnipotente piazzato dai 5 stelle, spero che la magistratura indaghi con efficienza e tempestività onde evitare la prescrizione.

Laval
Laval
8 Febbraio 2021 5:45

Qualcuno sta lavorando dietro Arcuri che si ripete continuamente “io ho l’impunità, nessuno mi può toccare, nemmeno tu”.
Ridi ridi che tra un po’ canterai “una lacrima sul viso”, con la chitarra in mano non andrai lontano.

marcor
marcor
7 Febbraio 2021 22:24

I grillini si ponevano anche come alternativa ad una classe politica corrotta, incompetente e asservita. Sconfitti loro il problema persiste.

lucia
lucia
7 Febbraio 2021 20:16

Beppe Grillo che cita Platone: questa si che si chiama comicità!

Geogio
7 Febbraio 2021 19:43

Estinzione per questi farabutti e’ veramente poco, visto che sene tornano nel nulla con centinaia di migliaia di euro. Dovevano battere i pugni sul tavolo ed invece hanno fatto il contrario. per me andrebbero denunciati per truffa, restituire i rubati stipendioni e qualche anno di galera

Giovi
Giovi
7 Febbraio 2021 19:38

Per l’estinzione si vedrà, mi fa strano che questo Romiti non spenda nemmeno una parola sulla spaccatura in tre della destra: un pezzo all’opposizione, un pezzo convintamente pro Draghi (basta che non tocchi le reti Mediaset), un altro pezzo dentro il Governo Draghi pur non essendo mai stato Europeista e a favore dell’euro, anzi.
Pazienza, lo leggeremo nel prossimo articolo di Romiti, ne sono certo……………….