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I magistrati nemici di Craxi dimenticarono le ruberie dei comunisti

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In occasione del ventennale della scomparsa di Bettino Craxi riproponiamo alcuni stralci del discorso di Vittorio Sgarbi alla Camera dei Deputati durante la seduta del 29 aprile 1993. Una vera e propria invettiva contro il Partito Comunista Italiano, in difesa di Craxi.

“Il grave e grande processo davanti alla nazione che Craxi ha avuto attraverso la televisione e i giornali è una catastrofe storica di portata tale da sovrastare ogni processo penale (…) Morto ovunque, travolto ovunque, il partito comunista risorge attraverso la magistratura, ha dignità di governo e combatte contro i corrotti socialisti. Soltanto da noi acquista quel vigore che altrove ha perso! Con Craxi vinceranno, e vinceranno in nome di un’ideologia illiberale che ovunque ha fatto morti, morti, e soprattutto ricatti e corruzione!

Ricordate quanto rubò Breznev! Ricordate quanto rubò Ceausescu! Ricordate quanto rubò Stalin! Ricordate quanto rubarono i compagni sempre e comunque! Rubarono agli operai, rubarono ai poveri e per di più uccisero! Questo, Craxi ancora non lo ha fatto. Craxi ancora non ha ucciso, ma Ceausescu ha ucciso, Breznev ha ucciso e i parenti di Breznev hanno rubato ed erano comunisti, come gran parte di quelli che oggi insultano Craxi da quella parte! Parenti di ladri, parenti di assassini, hanno il coraggio di attaccare Craxi! Ma con quale faccia, con quale faccia, con quale vigore?”

Lo scontro Sgarbi-Davi su magistratura e Mani Pulite

Vittorio Sgarbi