in

La follia grillina

“I russi bombarderanno Piombino”. Delirio M5s sul rigassificatore

rigassificature Putin M5S Piombino

Dimensioni testo

: - :

di Franco Lodige

Voi immaginatevelo così: Vladimir Putin dichiara guerra alla Nato e per prima cosa decide di devastare Piombino sparando un missile contro il nuovo rigassificatore. “Ministro Šojgu, non abbia pietà: miri al quella nave lì, così gli italiani imparano a rifornirsi col gas liquido anziché col nostro”. Scherziamo, ovviamente. Ma non si può fare altrimenti: meglio ridere che piangere di fronte alle dichiarazioni rilasciate oggi da Silvia Noferi, consigliere regionale del M5S, nel mezzo del dibattito sul nuovo rigassificatore italiano.

Breve parentesi: dopo l’invasione russa in Ucraina, l’Italia – come il resto dell’Ue – ha deciso di ridurre la sua dipendenza dal gas di Putin. Il Belpaese è già passato dal 40% al 25% e sta cercando di riempire a più non posso i depositi in vista dell’inverno (ci riusciremo? Chissà). Per il 2023-2024, però, Draghi e Cingolani ne hanno pensata anche un’altra: ovvero aumentare l’importazione di gas naturale liquefatto (Gnl) dagli Usa e da chiunque altro sia in grado di vendercelo. Per poterlo usare, però, serve riportarlo dallo stato liquido a quello gassoso. Ed ecco che entrano in gioco i tre rigassificatori che abbiamo già disponibili (Livorno, Rovigo, La Spezia) e i due nuovi gioiellini della nostra flotta: due navi rigassificatrici che il governo intende piazzare a Piombino, appunto, e a Ravenna.

Piccolo problema: come spesso accade, in Toscana s’è già sollevato il fronte del no. Va detto che si tratta di una opposizione decisamente composita: Fratelli d’Italia, che a Piombino esprime il sindaco, giuda la rivolta dei residenti; il M5S è storicamente contrario a qualsiasi opera di questo tipo, leggasi la storia del Tap per rinfrescarsi la memoria; Forza Italia tentenna; la sinistra tira fuori le solite storie green; la Lega teme ripercussioni per i pescatori; e il Pd si dice favorevole, ma solo se l’esecutivo fornirà quanto prima tutti gli “elementi di dettaglio del progetto”.

Posizioni ragionevoli? Diciamo dubbi legittimi, come tutti i dubbi di questo mondo. A cui però i tecnici e gli esperti di rigassificatori hanno già prontamente risposto punto per punto. Dicono: la nave è sicura, metterla in porto non creerà problemi alle altre aziende, gli sversamenti di cloro in acqua sono minuscoli e non impattanti. Riusciranno a convincere gli indecisi? Difficile dirlo. Certo nessuno potrà schiodare dalla posizione barricadera la consigliera Noferi. Per la grillina, col rigassificatore a Piombino “mettiamo a repentaglio la sicurezza di un’intera città e la trasformiamo in un obiettivo sensibile in caso di attacco militare da parte della Russia“. Nientepopodimenoche!  “Se fosse sganciato un missile su quel porto con la nave rigassificatrice – aggiunge – si creerebbe una devastazione di proporzioni epocali. Come non si faccia a considerare tutto questo lo trovo un enigma”.

L’enigma invece ci pare irrisolvibile a noi. E ci chiediamo come sia possibile inserire un’ipotesi così irrealistica nel dibattito. Ci dica, la grillina: chiudiamo allora tutti i depositi di gas? E quelli di petrolio? E che dire delle centrali nucleari in Francia: chiediamo a Macron di tirare giù le serrande? Non sia mai che a Vladimir venga voglia di dichiararci guerra e di abbattere una centrale nucleare. Per carità: tutto è possibile, ma qui siamo nel campo dell’improbabilità. Se Mosca e l’Italia entrassero in guerra, il rigassificatore di Piombino sarebbe forse l’ultimo dei nostri problemi: la Russia è una potenza nucleare e, volendo, può spianare Roma. E poi forse prima punterebbe alle basi Nato presenti sul nostro territorio anziché sprecare un missile su un obiettivo poco sensibile.

Senza considerare che, trattandosi di una nave, alla dichiarazione di guerra di Putin potremmo sempre farla salpare e piazzarla in mezzo al mare. Il M5s si tranquillizzi: siamo abituati ai loro “no” su Tav, Tap e opere varie. Non c’è bisogno di spararla così grossa.

Franco Lodige, 29 giugno 2022