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I vertici della Comunità stanno col Bisconte. Gli ebrei italiani insorgono

Se è vero che ogni azione genera una reazione le ultime affermazioni della Presidente Ucei (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane) Noemi Di Segni sulla politica italiana, ha generato l’inevitabile reazione di coloro che con tali affermazioni non si riconoscono. Nei giorni scorsi, prima della crisi di governo, la Presidente Di Segni aveva pesantemente criticato l’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini e poi si è nuovamente fatta sentire dando, a nome dell’Ucei, il totale appoggio al Governo Conte II che, almeno sulla carta, è addirittura pieno di nemici di Israele.

Le dichiarazioni della Presidente Di Segni hanno quindi dato all’opinione pubblica, ebraica e non, la sensazione che tutto l’ebraismo italiano sia un blocco politico unico e schierato sulle posizioni dell’attuale dirigenza Ucei. Tutto ciò non è vero e la dimostrazione sta nella presa di posizione di voci autorevoli dell’ebraismo italiano che si sono fatte sentire con una dichiarazione pubblica che vede come primo firmatario il Professor Ugo Volli, docente all’Università di Milano, ma che a seguire è stata già firmata da centinaia di persone e tante altre adesioni stanno arrivando nel momento in cui sto scrivendo.

Questa dichiarazione pubblica sta avendo un notevole risalto e, per dovere di cronaca, anche noi del sito www.nicolaporro.it la vogliamo pubblicare.

 

Milano,

12/settembre 2019

Noi sottoscritti, ebrei italiani, di antico retaggio come pure di recente immigrazione, di vario orientamento politico e culturale, in riferimento alle recenti prese di posizione dell’Ucei e della sua presidente Noemi Di Segni in merito alla crisi di governo e alla sua presente risoluzione, esprimiamo il nostro pieno dissenso.

Gli ebrei italiani sono caratterizzati da diversità di opinioni politiche e sociali, come il resto della comunità nazionale. Hanno in comune valori etici, una ricchissima tradizione di pensiero, la sensibilità di chi è stato nella storia spesso vittima di atroci persecuzioni. Ma ciò non significa affatto una posizione comune nello schieramento politico. L’Ucei è l’organo rappresentativo di tutto l’ebraismo italiano. Deve quindi rispettare questa pluralità ed evitare di porsi sul terreno dei partiti e dei movimenti che li affiancano.

Se lo fa, come è accaduto con ogni evidenza nei giorni scorsi, tradisce la sua missione istituzionale, culturale e religiosa, a grande detrimento degli ebrei italiani e peraltro ledendo i principi preziosi e basilari di laicità delle istituzioni dello Stato e di distinzione tra Stato e fedi religiose. L’Ucei può certamente promuovere temi etici e sensibilità civili, ma, salvo in casi di gravissimo turbamento della pace civile e di reale minaccia alla pacifica convivenza della comunità nazionale o di minaccia concreta alla condizione civile degli ebrei italiani o di atti o provvedimenti di antisemitismo (incluso l’antisionismo), ha il dovere preciso di astenersi da prese di posizione sul dibattito dei partiti e sulla formazione delle maggioranze parlamentari.

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