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I video choc (rimossi) della polizia anti Covid - Seconda parte

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Mentre il lockdown si perpetua e s’inasprisce ogni giorno di più. Ci impediscono di uscire. Di vederci. Di mangiare. Di ascoltare musica in compagnia. Di cenare in compagnia. Di spostarci. Di viaggiare. Di respirare. Di pensare. Di comunicare. Di esprimerci. Di informarci. Di scegliere se e come curarci. Di preferire una cura ad un’altra. Di lavorare. Di essere attivi. Di guadagnare. Di vendere. Di comprare. Di svagarci. Di sperare. Di procurarci assorbenti dopo le sei di sera. Di ordinare cibo da asporto oltre un certo limite. Di festeggiare. Di camminare oltre una certa distanza. Di avere un sesso. Di credere in Dio. Di temere i disperati col machete. Di non volere il postal market dei bambini. Di rifiutare la compravendita dell’utero. Di preoccuparci. Di rilassarci. Di studiare. Di insegnare. Di andare a scuola. Di votare. Di criticare. Di dubitare. Di capire. Di rivendicare. Di protestare. Di tornare liberi. Ci negano tutto questo ed altro ancora. E ci chiamano negazionisti.

Max Del Papa, 4 aprile 2021

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