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Il caso Colombari dimostra che il green pass è inutile e pericoloso

La showgirl positiva al Covid nonostante il vaccino. Intanto per una settimana ha girato liberamente

martina colombari

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Due showgirl, entrambe positive. Da una parte Martina Colombari, rinchiusa in quarantena causa infezione. Dall’altra Mietta, cantante e concorrente di Ballando con le stelle, costretta a restare lontana dalla tv a causa del coronavirus. Due vicende simili, con un’unica differenza: la prima era vaccinata, la seconda no. E infatti il trattamento loro riservato è stato ben diverso: per la Colombari è scattata subito la gara di solidarietà, per Mietta la caccia alle streghe. Se però ragionassimo bene sulle due storie, così sovrapponibili, e leggessimo con attenzione l’intervista odierna alla Colombari, capiremmo bene quanto sia inutile, se non pericoloso, quel green pass che ormai governa la nostra quotidianità.

Stando al suo racconto, infatti, la Colombari a inizio settimana scorsa sente i primi sintomi di un raffreddore. È a Riccione dai suoi genitori e sul momento non abbina il malanno al Covid, anche perché “ho fatto la seconda dose di vaccino due mesi fa”. Quindi continua a vivere una vita normale, gira, vede persone, va al ristorante e al lavoro grazie al green pass ottenuto con le due dosi di siero. Poi? Poi venerdì, “in vista della scena di un film” che avrebbe dovuto girare, si sottopone ad un tampone molecolare che risulta positivo. Apriti cielo. Martina si mette in isolamento e fa scatenare “un giro di messaggi con tutte le persone che ho visto”. Nel calderone dei possibili infetti finiscono anche due ristoranti dove era stata in settimana “grazie” al green pass vaccinale. Un vero e proprio patatrac.

Com’è possibile sia successo? Semplice: ovunque Colombari andasse la facevano entrare perché poteva esibire quel green pass che gli esperti “indicano come una specie di via libera“. Nessuno si è posto il problema che il vaccinato potesse essere comunque positivo. E infatti, lasciata libera dal passaporto verde, Martina in realtà stava portando a spasso il virus. Se non avesse lavorato per il cinema o per la tv, ma per una normale azienda, il tampone “extra” non lo avrebbe fatto (“tanto ho il green pass”) e avrebbe partecipato da infetta a chissà quanti altri incontri sociali. Questo dimostra, se davvero ve ne fosse ancora il bisogno, che il lasciapassare non serve a bloccare l’epidemia. Tutt’altro. È uno strumento surrettizio per costringere alla vaccinazione, chiaro, ma nient’altro. Ininfluente dal punto di vista epidemiologico, può anzi essere potenzialmente dannoso: apre le porte della socialità a tutti i vaccinati, pure quelli infetti. Potenziali “bombe” virologiche, col bollino del green pass.

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Massimo
Massimo
24 Novembre 2021 21:29

Articolo che trovo tendenzioso. Per essere puntuali e precisi occorre considerare che il vaccino attenua drasticamente la carica virale, e pertanto per probabilità di contagiare altre persone. E questo è frutto di studi pubblicati sulle più autorevoli riviste mediche. Azzera il rischio di contagio? No. Ma se tutti fossero vaccinati, quasi nessuno sottrarrebbe più posti letto a gente che deve curare altre patologie.

Paoòo
Paoòo
22 Novembre 2021 15:42

Scusi Paoko invebe di Paooo- invece di

Paoòo
Paoòo
22 Novembre 2021 15:38

Sig. Nicola Porro, ma non si vergogna di accettare commenti del popolo bue che non stanno ne” iin cielo ne’ in terra ? Distinti Saluti Paolo

Paoko
Paoko
22 Novembre 2021 15:19

Ma quamte fesserie dite.Il vaccino atternua molto l’eventuale infenzione. Bisogna stare senpre acccrrti.La vera bomba sono i no vax ed anche i banbini che sono portatori con pochi sintomi. Sciacquatevi ka bocca prima di parlare

Paolo Pagliaro
Paolo Pagliaro
21 Novembre 2021 12:00

Ovvio. Come è ovvio che il greenpass è uno stratagemma per addossare l’inesorabile e inevitabile insufficienza dei “vaccini” su un capro espiatorio.

GORIZIA
GORIZIA
20 Novembre 2021 17:58

IN ITALIA SIAMO IN DITTATURA. DIO SALVI L’ITALIA…

Olympe de Gouges
Olympe de Gouges
19 Novembre 2021 15:55

“Ci troviamo in un doppio esperimento. Il 1° è farmacologico. Persino un dirigente Bayer qualche giorno fa ha ammesso che senza la Pandemia sarebbe stato impossibile fare accettare terapie geniche di nuova generazione. Il 2° è di ingegneria sociale: valutare la soglia massima di sopportazione della popolazione rispetto alla compressione della libertà (necessaria per avvicinarci al modello di società cinese che risulta più competitivo economicamente). Dunque, quando finirà l’esperimento? Quando si raggiungerà il punto di rottura. Tanto più la popolazione sopporterà, tanto più l’esperimento verrà prolungato.” (Marco Pelizza, giornalista)

fulvio margoni
fulvio margoni
17 Novembre 2021 16:43

nicola porro;
benvenuto nella realtà;
le dirò di più 8visto che finge di cadere dal pero): al di fuori dei talk s. che frequenta anche i plurivaccinati possono infettarsi e infettare col virus covid.