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Il Covid e la servitù volontaria: riscopriamo de La Boétie

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L’arrivo del nuovo governo che ha generato per molti versi una qualche forma di speranza, non può distrarci dalla verità più profonda e radicale di questo periodo: viviamo un tempo liberticida.
Troppo spesso ce ne dimentichiamo. Un numero interminabile di attività, dietro cui c’è qualcuno che per anni le ha portate avanti, sono tenute chiuse forzosamente.

Molte sono già fallite, altre lo faranno. La libertà personale di poter mettere a frutto le proprie capacità attraverso le proprie attività è impedita per decreto. Qualcosa di colossale! E come abbiamo potuto abituarci al coprifuoco? Al coprifuoco, è bene ripetercelo come un mantra. Da più di quattro mesi e ancora chissà fino a quando, ci è impedito di uscire di casa dopo le 22. Ci è impedito di uscire di casa dopo le 22! E le strade deserte delle nostre città, quando ci affacciamo immalinconiti dalle finestre, non fanno che incorniciare la desolazione che ormai sembra essersi sostituita dentro di noi tanto all’ansia quanto alla paura. L’angoscia profonda e radicale, financo sovversiva ma tacita e repressa, che questa situazione genera nelle coscienze di ogni individuo viene sottovalutata in un modo che è allo stesso tempo tragico, ridicolo e irresponsabile.

Ci si scherma dietro coloro che, tragicamente, muoiono ma non si avverte alcuna seria responsabilità verso i vivi. Ci si scherma perché si sacrifica ogni cosa, letteralmente ogni cosa a partire dalla libertà, alla conservazione della vita. È tutto legittimo, anche questo, perché anche questo, tutto sommato, dato il livello di docilità con cui viene accettato, è in fin dei conti un atto di libertà. Accettiamo, in libertà, di rinunciare alla nostra libertà. Anche questa è una scelta volontaria. Allora, le lunghe serate casalinghe che ancora ci si prospettano davanti, potrebbero essere almeno, nella loro avvilente ripetizione dell’identico, un’occasione per leggere un classico assoluto della storia del pensiero, un libro brevissimo che per stazza non metterebbe paura a un bambino, ma che dovrebbe invece inquietare un uomo grande e grosso interrogandoci con il suo pensiero.

Questo libello è Discorso sulla servitù volontaria di Etienne de La Boetie. È un tale classico che perdersi in riassunti di poche righe sarebbe certo non fargli giustizia, tantopiù che il titolo parla a tal punto da solo che ogni ulteriore spiegazione sarebbe pleonastica: ogni tirannia deve necessariamente fondarsi sul generale consenso, per una ragione o per l’altra, del popolo sottomesso. Basti sapere questo per approcciarlo, e quanto si dice in bandella nell’edizione Liberilibri: scritto presumibilmente intorno al 1550, appartiene a quella eletta schiera di libri che a dispetto della loro brevità hanno lasciato un solco indelebile e fecondo sul terreno del pensiero politico d’Occidente.

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A.L.
A.L.
2 Marzo 2021 20:46

Articolo molto bello, su un presente, che speriamo non diventi infinito, pericoloso e triste.
Come sempre, il passato anticipa il presente, tanto nei mali quanto nei rimedi. Ma non si vuole ascoltarlo. Si preferiscono sirene sempre più invasive e si crede sia vera la loro deformazione della realtà.

Giorgio Colomba
Giorgio Colomba
1 Marzo 2021 11:55

“Come si fa a non diventare padroni di un paese di servitori?” (B. Mussolini).

Ruggero
Ruggero
1 Marzo 2021 8:27

“Accettiamo, in libertà, di rinunciare alla nostra libertà”. No, caro autore dell’articolo. Direi che il Drago Rosso dalle sette teste vestito da Gesù Cristo, è stato così abile nell’obnubilare le nostre menti da privarle di discernimento e renderci felici delle catene e della M che mangiamo.

Jimbo
Jimbo
28 Febbraio 2021 22:51

Il covid è ovviamente un problema globale ma l’Europa ne esce drammaticamente peggio di tutti. Molto peggio. Sia in termini economici, che sanitari, che in termini di libertà.

I problemi sono molteplici ma, forse, il principale è che GLI EUROPEI SONO .. SPENTI. Siamo mansueti come bovini.
Non abbiamo nessuna scintilla, siamo flaccidi. La metà della popolazione europea sta bene al calduccio sotto le coperte, in pantofole a guardare una serie tv, se si può si andrà a pilates, a fare l’aperitivo. L’altra metà è furiosa ma solo alla tastiera, reclama che si potrebbe, reclama che si dovrebbe, poi si accorge che chi ha votato è più traditore di Giuda Iscariota e cosa fa ? Si mette in pantofole a guardare una serie tv.

Ovviamente quelli lì lo hanno capito da mò… sembrano stupidi ma sono dei fenomeni nel loro campo.
Sanno bene che una volta che la sinistra rossa (unica a potere organizzare un dissenso diffuso) si è venduta al mercato ed è divenuta rosa e che i rissosi pentastellati sono stati adeguatamente ricompensati il gioco è fatto.
A destra, quelli lì, sentono solo muggiti. I buoi non possono reclamare alcunchè. Le mucche non organizzano scioperi o manifestazioni.

stefano
stefano
28 Febbraio 2021 21:08

Quanto meno il covid ha messo bene in luce il marcio che gira dentro OMS, EMA, UE.
Con buona pace dei contribuenti europei.
Al peggio non vi e’ mai fine.

honhil
honhil
28 Febbraio 2021 19:45

E mentre tutto ciò accade, con 371 naufraghi raccolti sulle coste libiche la Sea-Watch fa rotta verso lo Stivale. Ancora e ancora e ancora altre risorse a rinfocolare la pandemia. Con la Sea Watch che, s’è vero quello che afferma, ha dimostrato alla Lamorgese che basta una caretta del cielo per trovare i gommoni in navigazione nel Mediterraneo. Oppure c’è dell’altro che le Ong tacciono e tacciono i magistrati. Porto Empedocle invece trema. Ma trema oggi e trema domani, non passerà molto tempo ancora che da quei moli partirà la resistenza armata. Poiché il colmo è stato da molto tempo già raggiunto. Né poteva essere diversamente in pieno periodo di vacche magre. E con negli occhi Il tentativo di fuga, da parte di un nutrito gruppo di migranti dell’ultima tranche arrivata, dalla nave quarantena Allegra ancorata per la bisogna alla banchina di Porto Empedocle

honhil
honhil
28 Febbraio 2021 19:34

E mentre tutto ciò accade, con 371 naufraghi raccolti sulle coste libiche la Sea-Watch fa rotta verso lo Stivale. Ancora e ancora e ancora altre risorse a rinfocolare la pandemia. Con la Sea Watch che, s’è vero quello che afferma, ha dimostrato alla Lamorgese che basta una caretta del cielo per trovare i gommoni in navigazione nel Mediterraneo. Oppure c’è dell’altro che le Ong tacciono e che la magistratura ignora. Porto Empedocle trema. Ma trema oggi e trema domani, non passerà molto tempo ancora che da quei moli partirà la resistenza armata. Poiché il colmo è stato da molto tempo già raggiunto. Né poteva essere diversamente in pieno periodo di vacche magre e con negli occhi il tentativo di fuga da parte di un nutrito gruppo dell’ultima tranche di migranti accolti dalla nave quarantena Allegra’.

alessandro
alessandro
28 Febbraio 2021 19:10

Mica c’è bisogno di leggere questo Libro ( mai sentito parlare ), basta vedere con gli occhi giorno per giorno cosa succede in Europa, ed altre micro zone del Globo……. , mentre tutti gli altri, ovvero il 90% restante, legge il Libro con le notizie che gli arrivano…………